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  1. Aiace96 Rispondi
    interessanti i dati europei http://www.infodata.ilsole24ore.com/2017/06/05/omicidi-intenzionali-italia-europa/
  2. Alina Rispondi
    Strano, sono diminuiti gli omicidi e sono aumentate di molto le persone scomparse.Non sarà che gli uccisi sono finiti nell'elenco sbagliato? (Giusto per dimostrare che I'Italia è un paese sicuro).
  3. Carlo Bressan Rispondi
    Anche un omicidio è troppo ma resta il fatto che in Italia sono un decimo di quelli negli USA dove le armi circolano liberamente. Potenziare il presidio della Forza Pubblica è la strada per proseguire in questo circolo virtuoso
  4. Dario Rispondi
    È bello vedere ragionamenti sensati sulla base di dati storici e con respiro decennale così da individuare le tendenze. Sarebbe stato interessante dividere la violenza provata e i crimini riconducibili a una matrice mafiosa. Mi colpisce in particolare che l'apparente leghista e intransigente Veneto abbia il tasso più basso nonostante una popolazione importante. Complimenti e buon lavoro!
  5. Rocco Di Rella Rispondi
    Finalmente una persona seria che NON vuole campare sulle e delle paure alimentate dai mezzi d'informazione. Anch'io, da anni, tenevo sotto controllo il costante calo degli omicidi in Italia. Mi fa molto piacere che lo si faccia notare. L'Italia sta diventando sempre più civile. La crisi economica e le ondate migratorie non stanno generando più violenza nella società italiana. Spero che si consolidi la tendenza alla diminuzione degli omicidi, in modo tale da rendere disoccupati tutti quei cronisti, avvocati, criminologi, politici e sociologi che si occupano di stupidi assassini. Sconcerta il sensazionalismo creato dai mezzi d'informazione sugli omicidi, se paragonato all'indifferenza con cui trattano le morti per incidenti stradali. Sulle strade italiane, muoiono ogni anno più di tremila persone; il loro numero è sette volte il numero delle persone assassinate. Nessuno fa campagne per l'introduzione dei limitatori automatici di velocità, perché conviene di più criminalizzare gli immigrati che attaccare gli interessi delle case automobilistiche.
  6. Denise Rispondi
    Anche a me l'analisi pare incompleta e basata su un unico indicatore. Auspico che venga completata aggiungendo indicatori più dettagliati, vuoi in termini di violenza generale, violenza sulle donne, o reati contro la proprietà. Così com'è, non fornisce alcuno scenario.
    • Alvise Rispondi
      Mi chiedo piuttosto se il calo di omicidi non sia dovuto semplicemente al calo dei decessi, ovvero dipeso dalla capacità di salvare la vita della vittima, in questo caso il dato tanto rassicurante è semplicemente viziato perché si confrontano dati non omogenei: quello che prima sarebbe stato classificato come omicidio, ora diventa tentato omicidio o anche semplicemente violenza. Mi piacerebbe poi sapere se non c'è anche una diversa classificazione degli omicidi-suicidi,o di coloro accompagnati all'estero per suicidarsi. Un po' come dire che i furti calano perché calano le denunce, senza tener conto che queste possono dipendere semplicemente dalla minor propensione della gente a sporgere denuncia. Se infatti andiamo a vedere le statistiche sulla violenza domestica, queste è molto inferiore nelle comunità straniere, ma mi sa semplicemente che dipende più da un fatto culturale di non denunciare la violenza e la sopraffazione domestica verso la donna, per isolamento sociale o perché considerato un fatto normale in quella cultura.
      • bruno osti Rispondi
        le stesse capacità di salvare la vira delle vittime è prerogativa di tutti i Paesi, diciamo così, evoluti. Non credo che nella media degli ospedali in Italia, ci siano chirurghi più bravi della stessa media di quelli in altri Paesi
  7. roberto savastano Rispondi
    rifacendomi al principio “if it bleeds, it leads”, una vera emergenza sarebbe quella dei così detto femminicidio. Termine a mio parere insulso, ma tant'è. La narrazione generale lo da in paurosa crescita. Questo articolo suggerisce l'evidente contrario; esistono comunque sequenze di numeri certi in merito? grazie
  8. Alberto Lusiani Rispondi
    Secondo me anche l'invecchiamento della societa' gioca un ruolo nella diminuzione degli omicidi. Per valutarlo, basterebbe probabilmente disaggregare il numero di omicidi di autore noto per classi di eta'.
  9. tOM Rispondi
    Il Rapporto sulla sicurezza nel Trentino dice che negli ultimi 10 anni sono aumentati le lesioni personali, le rapine in abitazione e i furti in abitazione o esercizi commerciali. Quest'ultimi di pari passo con l'aumento della disoccupazione (e quindi dell'immigrazione, soprattutto se sotto-scolarizzata). Misurare un fenomeno complesso analizzando un singolo parametro è fuorviante. Inoltre, un tasso di violenze sessuali di 13 ogni 100'000 abitanti nella provincia di Bologna non mi lascia certo un'impressione di Italia sicura che lei vorrebbe dimostrare.
    • Stefano Rispondi
      In realtà se si vanno a vedere anche quegli indici, si rafforza invece proprio la sensazione di miglioramento. http://www.linkiesta.it/it/article/2017/04/03/ma-quale-far-west-le-rapine-sono-in-calo-e-lemergenza-sicurezza-non-es/33746/
  10. Francesco Calderoni Rispondi
    Molto interessante e sicuramente analisi corretta. Mi stupice che tra i fattori menzionati per spiegare il divario Nord Sud e la sua convergenza sia stato omesso l'omicidio di stampo mafioso. Nel periodo analizzato i soli omicidi di stampo mafioso (approssimazione per difetto visto che in molti casi l'attribuzione può essere difficile) sono passati da un tasso di circa 0.5 a uno di Questi hanno raggiunto un tasso di 0.5 (per 100k ab.) nel 1991 a meno di 0.1 nel 2015. Considerato che questi si concentrano soprattutto nel Meridione (e in realtà in Sicilia, Campania a Calabria), questa variabile è probabilmente che maggiormente spiega il trend. Peraltro il 1991 è un anno peculiare, poichè fu un anno di guerre di mafia, soprattutto di 'Ndrangheta. Questa anomalia non lo rende un buon termine di paragone. Sulla riduzione degli omicidi mafiosi ci sono diverse interpretazioni. In parte le mafie non hanno il potere che avevano negli anni '80 e '90. In parte, la conflittualità interna si è ridotta (ad eccezione della Campania, che infatti è oggi la regione con i tassi massimi). In parte le mafie hanno compreso che la violenza omicida attrae l'attenzione e genera una reazione da parte dello stato.
  11. Cesare Didoni Rispondi
    Sarebbe interessante qualche confronto internazionale: Italia vs Europa, media, Paesi principali; vs USA etc
    • Counterspeech Rispondi
      A questo link di Eurostat i dati disponibili sugli omicidi nei paesi europei: http://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php/File:Homicides,_average_per_year,_2007–09_and_2010–12_(per_100_000_inhabitants)_YB14.png Questi sono invece i dati nazionali USA per omicidi dal 1960 al 2012 (fonte Dipartimento di Giustizia): Estimated murder and nonnegligent manslaughter Year United States-Total 1960 9,110 1961 8,740 1962 8,530 1963 8,640 1964 9,360 1965 9,960 1966 11,040 1967 12,240 1968 13,800 1969 14,760 1970 16,000 1971 17,780 1972 18,670 1973 19,640 1974 20,710 1975 20,510 1976 18,780 1977 19,120 1978 19,560 1979 21,460 1980 23,040 1981 22,520 1982 21,010 1983 19,308 1984 18,692 1985 18,976 1986 20,613 1987 20,096 1988 20,675 1989 21,500 1990 23,438 1991 24,703 1992 23,760 1993 24,526 1994 23,326 1995 21,606 1996 19,645 1997 18,208 1998 16,974 1999 15,522 2000 15,586 2001 16,037 2002 16,229 2003 16,528 2004 16,148 2005 16,740 2006 17,309 2007 17,128 2008 16,465 2009 15,399 2010 14,722 2011 14,661 2012 14,827
  12. Emil Rispondi
    E' possibile risalire indietro e mostrare come il tasso di omicidi sia modificato passando dal fascismo alla repubblica?
    • Stefano Rispondi
      Ovviamente no poiché durante il fascismo non c'erano statistiche, e i numeri erano tutti falsati ad arte per scopi propagandistici. Ne sia un tipico esempio il famoso caso Girolimoni.