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  1. Henri Schmit Rispondi
    Mi rendo conto che questo non è un forum e mi scuso dell'ulteriore commento. Vorrei tuttavia insistere su un punto di cui spesso non si tiene conto. Le leggi elettorali si dividono in due gruppi, voto individuale o voto di lista; entrambi possono essere più o meno proporzionali o più o meno maggioritari (negli effetti contingenti). L'Italicum, come la legge per l'elezione del consiglio comunale, è un sistema di lista; entrambi sistemi sono maggioritari. Il grave vizio dell'Italicum non è il premio di maggioranza dopo il 40% (che si potrebbe anche sostituire con il 50%) o dopo il ballottaggio, ma l'eliminazione (quasi totale) della selezione individuale dei singoli deputati. Questo è una grave E PERFETTAMENTE GRATUITA violazione dei diritti elettorali individuali sanciti dalla costituzione (art. 48 ss) . Non il (pessimo) sistema tedesco, ma quello elvetico (1919) e quello finlandese (1955) rispettano i diritti individuali nonostante l'adozione di un sistema di lista. Il premio di maggioranza invece diviene un problema solo perché abbinato al voto di lista: per che cosa si vota? Per deputati capaci e liberi (art. 67), per un programma di governo (impossibile!) o per il capo dell'esecutivo (come in F o in USA)? La risposta è evidente, ma spesso ignorata.
  2. Filippo Crescentini Rispondi
    Una presa di posizione con finalità di propaganda renziana. Il fatto è che questa legge elettorale ricorda molto da vicino la legge Acerbo che la pur famigerata legge truffa del 1953. Il premio di maggioranza, infatti, deve presupporre che chi se lo vede assegnato abbia conquistato la maggioranza nelkle urne, grazie al voto dei cittadini. Dare la maggioranza ad una minoranza non è comunque accettabile, in virtù del principio che i voti devono avere lo stesso peso. Con l'italicum potrebbe capitare che una lista che si è aggiudicata il 25% al primo turno si veda assegnato il 54% dei seggi, mentre tutte le altre liste di vedrebbero assegnato, a fronte del 75% dei voti, il 46% dei seggi. Ma quando mai? La soluzione è solo una: sistema elettorale proporzionale, con soglia di sbarramento e, a latere, istituto della sfiducia costruttiva. Modello tedesco. Se non passa la deforma della
  3. Henri Schmit Rispondi
    La tesi dell'articolo (il parallelismo fra legge elettorale per il sindaco e quella nuova per la camera) è evidente e le conclusioni sono corrette. Le categorie utilizzate sono tuttavia contestabili: è mediano un candidato o una lista votata come seconda preferenza da altri schieramenti; parlare di anti-sistema offusca il nodo del problema. Il numero di partiti poi è in gran parte risultato (contingente) della procedura elettorale. Entrambi sistemi sono uninominali (di lista!) e quindi producono tendenzialmente un effetto bipartitico (Duverger, anni 50). Quando l'offerta dei due partiti egemoni non è più "adeguata" si crea spazio per un terzo polo (cf. nel passato i liberali in UK, adesso forse l'UKIP? o una volta Bayrou in Francia, adesso FN della Le Pen). Quello che poi l'articolo non considera perché al di fuori dell'interesse delle "scienze politiche" è il modo di selezionare i membri dell'assemblea (municipale o parlamentare): scelta individuale in base alle preferenze qua, capilista bloccati con la maggior parte dei deputati nominati là. Poi non si deve piangere per la scarsa qualità o responsabilità "pubblica" dei deputati. Questo elemento cambia tutto, ma si tratta di un dato che le "scienze politiche" fanno fatica a cogliere. Secondo questo criterio i due sistemi elettorali italici sono completamente diversi, l'opposto, dei sistemi UK, F, USA e IRL. Bisogna tornare a Condorcet.
    • Henri Schmit Rispondi
      Devo correggere la mia penultima frase: solo l'Italicum nazionale (che nonostante i trucchi e gli inganni per creare l'impressione di un voto preferenziale ricalca la legge Calderoli) è l'opposto dei sistemi di scelta individuale, il sistema elettorale comunale non esalta ma permette al voto e rispetta nell'assegnazione dei seggi le preferenze individuali degli elettori.
  4. silvano.veronese# Rispondi
    E' una legge che assomiglia piu' alla legge Acerbo del '23 che legalizzo' la dittatura di una minoranza. Un conto è il premio (se contenuto) ad una coalizione altro conto è il premio che da la maggioranza assoluta in parlameento anche ad un partito che al primo turno prende solo il 30% !!! I monocolori democristiani non davano piu' stabilità ad un governo da loro formato, quindi non è vero che il governo di un solo partito garantisce la stabilità !!!
  5. Corrado Del Bò Rispondi
    Che un governo monocolore, nazionale o locale che sia, aumenti l'efficienza decisionale è una tesi che attende ancora di essere dimostrata, soprattutto quando ci sono fatti (cioè amministrazioni locali monocolori) che la smentiscono.
  6. Loreto Del Cimmuto Rispondi
    Nel sistema elettorale per i Comuni è il candidato sindaco che traina la coalizione e i partiti che la compongono usufruiscono pro quota del premio di maggioranza. Nell'Italicum invece si vota per il partito.E'vero che comunque è assicurato, attraverso il ballottaggio, il premio di maggioranza ma allora perché non prevedere anche il premio di coalizione piuttosto che al singolo partito? Credo che questo consentirebbe di aver chiara e a monte la formazione di alleanze elettorali più ampie. Con l'Italicum è forte il rischio che vengano premiati partiti o movimenti fortemente anti-sistema o che si costruiscano, nel secondo turno. alleanze semplicemente "contro", in qualche modo quello che sta avvenendo persino nei comuni come con il pronunciamento della Lega a favore dei 5 stelle.
  7. Loreto Del Cimmuto Rispondi
    Come si può affermare che l'italicum ricalca il modello dell'elezione dei Sindaci se in quest'ultin caso
  8. EF Rispondi
    "Il doppio turno è uno strumento efficace per limitare l’influenza dei partiti estremisti". Vero solo nel caso in cui il partito estremista sia uno solo, e sotto il 20% dei voti. Temo che lo scenario odierno sia: "molteplici partiti estremisti, anche se di un estremismo diverso, che sommati fanno il 60% dell'elettorato". Nonostante il doppio turno, è quasi certo che uno di loro vada al potere.
    • EF Rispondi
      Aggiungo: vada al potere grazie all'odio generalizzato verso il rimanente, minoritario, partito moderato.
  9. Michele Lalla Rispondi
    Interessante e chiaro. Forse i limiti di spazio non hanno consentito di evidenziare bene i due elementi critici della legge elettorale. Il primo è stato trattato e concerne la soglia del 40% per evitare il ballottaggio, che è troppo bassa dal punto di vista (razionale) del rispetto della volontà degli elettori, ma si argomenta a favore di tale soglia perché risulta anche piú alta di qualche altro sistema. Soglia posta per ragioni di opportunità varie, che non sto a commentare. Forse dovrebbe essere portato al 45%, tanto c'è il secondo turno. Il secondo punto critico concerne i cosiddetti nominati, che umiliano l'elettore. Si può evincere che non era lo scopo dell'articolo e, quindi, offro l'occasione per farvi cenno nell'eventuale risposta. L'impianto complessivo della legge, rispetto al quadro politico presente, è accettabile e rilevante, ma questi due nei dovrebbero essere corretti. Grazie per l'attenzione.