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  1. Amedeo Levorato Rispondi
    Osservo, e forse sfugge ai più preoccupati di andare d'accordo con Gaia, che 5 o 10 milioni di abitanti in meno significano -20% di domanda su beni di consumo, capitale investito quale infrastrutture, case, centri commerciali, trasporti. La deflazione non è solo un problema di eccesso di offerta ma di mancanza di domanda. Ospitare, educare, promuovere l'immigrazione e aumentare le nascite offrendo lavoro e prospettive ai giovani rappresentano priorità nazionali. Chi non vede è cieco.
    • Alessandro Buono Rispondi
      Caro Amedeo, come si può considerare ancora l'immigrazione come una soluzione? Solo ignorando le tristi conseguenze sociali che ha sulle comunità, cancellandone i fondamenti storici e culturali. La scienza economica non da le soluzioni a tutti i problemi.
  2. Emilio Rispondi
    Così come la guerra è una cosa troppo seria per essere decisa dai militari anche la demografia è argomento troppo serio per essere "gestito" dai demografi specialmente se di orientamento confessionale.
  3. Henri Schmit Rispondi
    Ottimo articolo. La situazione è spaventosa. Le soluzioni tutte difficili. 1. Allungare il ciclo lavorativo, ritardare la pensione. 2. Agevolare fiscalmente e socialmente le mamme bei primi anni dopo il parto, con detrazioni, sussidi e asili nido. È quella la soluzione francese, e non solo, di 30 anni fa!!! 3. Integrare un numero congruo di giovani immigrati, desiderosi di lavorare. I vecchi rifiutano la prima misura, il governo non ha i mezzi per la seconda e i partiti senofobi denigrano la terza. Ma servono tutte e tre. Siamo messi male.
  4. Marco Rispondi
    Professor Rosina, una domanda, non è polemica, trollaggio ecc, sono semplicemente ignorante in questo argomento.. Ok essere di più, ma se la maggior parte dei giovani (20-30 anni) è disoccupata, a che pro avere più abitanti se quelli che ci sono non possono, non per volonta loro, contribuire?
    • Zeus Rispondi
      Ai professoroni sfugge un concetto semplicissimo. La demografia non è produzione. Nel Bangladesh sono tutti giovani e prolifici ma resta e resterà un paese povero in crisi permanente. Un sessantenne del Giappone probabilmente produce e consuma più di 10 ventenni del Bangladesh. 1 milione di immigrati, del tipo di quelli che arrivano attualmente non corrispondono ad 1 milione di consumatori o lavoratori. Corrispondono ad 1 milione di probabili disoccupati che non consumano ma anzi si attaccheranno allo stato sociale. Almeno contribuiranno a tagliare le pensioni ai professoroni.
  5. bob Rispondi
    "Il declino demografico non è quindi solo una questione di calo della popolazione, ma ancor più di squilibri tra generazioni..". riguardo l' Italia oltre che uno squilibrio tra generazioni c'è uno squilibrio territoriale pauroso con territori sovrappopolati e altri autentici deserti. In ogni caso sia il calo demografico che gli squilibri territoriali sono frutto di una politica e di politicanti miopi causati negli ultimi 35 anni. Le tre direzioni che indica il prof. con tutto il rispetto per il suo lavoro, sono supposizioni teoriche a mio avviso non possono trovare applicazione nella pratica. Perchè? Siamo ultimi nella scuola e in Internet, non abbiamo mercato del lavoro qualificato, stiamo distruggendo lo stato sociale. Queste sono cose che hanno bisogno di progetti e tempi lunghi, io direi per essere ottimista che sacrificheremo almeno 2-3 generazioni. Il declino di questo Paese ha una data precisa 1970 avvento delle Regioni fine del sistema- Paese. Per fare progetti del genere abbiamo bisogno di un Paese che non vedo più
  6. enzo Rispondi
    Anche se sono daccordo con le 3 proposte conclusive faccio alcune osservazioni.1 I paesi scandinavi furono svuotati dall'emigrazione negli usa. anche grazie a questo divennero modelli di benessere successivamente 2 i paesi del nordafrica hanno un boom demografico ininterrotto : questo non ha portato la felicità da quelle parti 3 gli usa hanno molto meno abitanti d' europa ma un reddito superiore 4 e' vero la piramide è deforme ma questo è stato causato dalla vera crisi demografica italiana qiella degli anni 60 ( non auspico un ritorno alla situazione deomografico/economica dell'anteguerra ) 5 il mondo economico pretende una popolazione conforme alle proprie esigenze altrettanto fanno gli individui regolandosi anche in tema di natalità in base alle opportunità che l'ambiente socioeconomico offre
  7. Carlo Rispondi
    Non capisco come si possa parlare di demografia in una logica "nazionale". Negli ultimi 70 anni siamo passati da 2.5 a 7 miliardi di persone , e stiamo avvicinandoci ai 10.Questi 4.5 miliardi di persone sono nati nelle regioni piú povere del pianeta, e la ricerca di migliori condizioni di vita ha generato enormi flussi migratori.la sovrappopolazione mondiale é causa di scarsitá di risorse primarie come l'acqua, di crescente povertá e di devastazione dell'ambiente . Dire che gli italiani dovrebbero fare piú figli é demeziale in questo contesto, dobbiamo tutti fare meno figli, per compensare paesi come quelli africani che fanno 5 o 6 figli per donna
  8. Marco Rispondi
    Volevo chiedere al Prof. Rosina se quei 5 milioni di giovani che mancano possono essere attribuiti alla legge sull'aborto: non so come mai ma il numero è in linea col numero degli aborti dal '78 in poi (si parla di 6 milioni di persone mancanti). Grazie molte per la risposta e complimenti per la sua attività divulgativa. Marco
    • Mara Gasbarrone Rispondi
      L'aborto c'è anche in Francia, dove ci sono 5 milioni di giovani in più.
      • Marco Rispondi
        Ok, vediamo se vale anche per la Francia, considerando la popolazione senza stranieri.
        • stefano Rispondi
          E' un calcolo che non ha senso per una banale ragione: nel '78 fu depenalizzato l'aborto, non fu introdotto. Prima di allora venivano eseguiti milioni di aborti clandestini o all'estero. L'introduzione della legge ha piuttosto ridotto il numero di aborti. Per cui non vi è nessuna connessione con la diminuzione delle nascite, peraltro resa possibile da una maggiore informazione sull'uso dei metodi anticoncezionali, che rappresentano oltretutto una forma di prevenzione del'aborto.
          • Marco
            "Prima di allora venivano eseguiti milioni di aborti clandestini o all'estero." Dove hai trovato questi dati lisergici? Comunque la domanda iniziale era stata posta al Professore, non a Mara o stefano. Grazie
  9. Danilo Rispondi
    Non capisco il problema demografico. Vi sembra che siamo pochi; sette miliardi, a respirare su questo velo di cipolla (come lo ha definito l'ultima astronauta italiana che è andata nello spazio) dovranno adattarsi a respirare carbonio al posto dell'ossigeno. Considerando che ora siamo solo due miliardi a deteriorare questo velo. A Voi le riflessioni. Grazie per l'opportunità.
  10. Flavio Rispondi
    Grazie per questa sintetica analisi. Mi pare che le prime due delle tre proposte andrebbero comunque attuate a prescindere dalle considerazioni demografiche (sulla terza, io personalmente vorrei capire i dettagli, in ogni caso mi pare di difficile attuazione a meno che non si introducano delle discriminazioni). In generale, tuttavia, non capisco tutta questa preoccupazione per il calo demografico considerate le pressioni ambientali che la popolazione esercita. E' un dato infatti che il nostro "footprint" sulla Terra ha ormai superato il livello di sostenibilità. Quindi, a meno che non si trovi qualche tecnologia o sistema miracoloso che ci faccia consumare ai livelli attuali (o in crescita) senza mettere in pericolo la sostenibilità ambientale, oppure si decida di consumare meno in media (cosa che trovo irrealistica anche se auspicabile almeno per la parte ricca del pianeta), l'unica soluzione rimane il calo della popolazione dai livelli attuali. Ovviamente è un problema non solo italiano ma mondiale. Quindi sconsiglierei politiche di natalità come quelle francesi o di altri paesi (a parte investire in asili nido magari, che aiutano ambedue i coniugi a lavorare) che oltretutto non sono certo a costo zero.
    • oscar blauman Rispondi
      Essendo dell'avviso che il'ambiente debba essere la priorita' nella nostra epoca sono d'accordo con il precedente commento. A proposito dell'articolo non ho trovato una chiara indicazione di quale sia il problema demografico a parte il tautologico invecchiamento della societa'. Credo di capire che ancora piu giovani aggraverebbero il problema dell'occupazione giovanile e non vedo gli anziani lamentarsi della loro condizione di piu di quanto non sia sempre accaduto. D'altro canto una riduzione della popolazione metterebbe automaticamente a disposizione di una ridotta popolazione giovanile il patrimonio costante dei beni non deperibili Essendo ovvio che non possa essere il pil globale l'obbiettivo di un paese, e' dibattibile che lo sia quello pro capita, mi sembra ci sia solo da rallegrarsi di un imminente decrescita demografica.
    • Pier Doloni Franzusi Rispondi
      Dal punto di vista globale non c'e' ovviamente alcun problema di bassa natalita', ma se guardiamo al caso italiano le cose cambiano decisamente. Con questa demografia ci sono due possibilita': - ci saranno sempre meno persone in eta' da lavoro che dovranno mantenere i pensionati, fino a quanto l'economia sara' strozzata dall'eccesso di spesa o i diritti dei pensionati saranno fortemente ridotti - dovremmo aprire sempre di piu' all'imigrazione da quei paesi dove la natalita' e' elevata, con conseguenze a livello sociale e identitario fortissime Secondo me e' il singolo argomento piu' importante per un paese come l'Italia, altro che...
      • oscar Rispondi
        L'italia e' un paese a densita' di popolazione molto alta vedi per es il grafico population density vs energy consumptiom p.c. a http://www.theenergycollective.com/robertwilson190/257481/why-power-density-matters per un confronto quantitativo. Lo so quantificare e' complicato ma non c'e' alternativa al metodo di Galileo. "ci saranno sempre meno persone in eta' da lavoro che dovranno mantenere i pensionati, fino a quanto l'economia sara' strozzata dall'eccesso di spesa o i diritti dei pensionati saranno fortemente ridotti" e' generico e non sostanziato da nessuna analisi, la crisi economica presente e' da eccesso d'offerta, se non siamo capaci di ridistribuire equamente le risorse esistenti e' un altro problema, non mi sembra ragionevole volerlo risolvere con un aumento della popolazione.
        • Gianmarco Rispondi
          Sorprendente vedere la maggioranza dei commentatori felicitarsi del declino demografico. Ho il sospetto che a parlare siano persone sicure di avere un'ottima pensione (che anche se decurtata sarà sempre sufficiente), senza o con pochi figli (per i quali è già pronto un paracadute), il tutto condito da un ambientalismo chic (non facciamo figli per abbassare l'impronta ecologica, ma non abbassiamo invece il tenore di vita).
          • oscar
            Reazioni viscerali come la precedente dimostrano come il problema sia sentito e quindi merita d'essere approfondito al di la di provocazioni insulse come l'invocazione ad un ambientalismo chic. C'e' una letteratura scientifica che aiuta a metter ordine, inquadrare il problema, dare risposte spesso parziali ma anche incoraggianti, per es: A broader analysis that incorporates private intergenerational transfers and the capital costs of equipping each new generation shows that low fertility, older populations, and gradual population decline favor the material standard of living. La citazione viene da "Is Low Fertility Really a Problem?" , http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4545628/ , non facile da assimilare per la quantita' di informazione ma senz'altro piu' soddisfacente, anche ad una lettura superficiale, dell'articolo di Rosina. Speriamo solo che la confessionalita' dell' istituzione a cui appartiene non origini un bias nelle sue tesi.