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  1. Henri Schmit Rispondi
    Grande il ministro che osa rompere l'omertà e critica gli evidenti errori della Consob nella vicenda delle subordinate delle banche locali. Quando un membro del governo oserà fare lo stesso per banca d'Italia intervenuta troppo tardi su delle banche in difficoltà dal 2009, non dal 2013. I politici tradizionali ( non solo in Italia) preferiscono stare zitti e aspettare che il temporale passi. Bravo Calenda!
  2. Henri Schmi Rispondi
    Mi piace l'approccio del neo-ministro, contrariamente al presidente del consiglio può parlare ed agire senza tener conto dell'opinione pubblica. Non credo che alla lunga si possa permettre di rimanere neutro rispetto ai settori. Il cuneo fiscale è compito di un altro ministero. Oltre a tecnologia e energia deve privilegiare ambiente, territorio e infrastrutture, deve pensare ai 4f perché l'Italia potrebbe essere il paese più ricco (pil/cap) in Europa promuovendo solo turismo, cultura, alimentare, paesaggio, moda, design etc. E colpa dei politici, dei loro pessimi consulenti e degli elettori che non è così.
  3. Giuseppe Salonia Rispondi
    Il file excel allegato riporta due volte (una di troppo) il contributo del MiSE all'ENEA
  4. Carmine Meoli Rispondi
    Dobbiamo sperare che il nuovo corso non tardi a prendere avvio . La sostituzione del Ministro e del Capo di Gabinetto ,che hanno impresso al Mise , ritmi insuali .con il passaggio alla Presidenza anche del Prof De Vincenti , potrebbe indurre una battuta di arresto a progetti e misure da tempo articolate . Ben venga la discussione sulle priorita e le modalita di intervernto ma non possimao lasciare la produttivita e la competitivita alle sole leggi sul lavoro !
  5. marcello Rispondi
    Più di qualcuno ha avanzato l'ipotesi che le riduzioni del cuneo fiscale, più che incentivare la competitività, l'affossino gli investimenti in innovazione. Il rapporto dell'ISTAT mostra che interconnessioni tra centro e periferia dell'economia italiana sono disastrose (13 punti percentuali meno della Germania). Poichè nel lungo periodo la produttività è quasi tutto, come afferma da decenni P. Krugman, forse sarebbe il caso di concentrarsi sugli investimenti in innovazione che facciano crescere il va e la qualità del lavoro. In questo lo Stato deve avere un ruolo primario, cioè deve investire a partire da alcuni settori startegici: reti, acciaio, perchè senza acciaio non si da nessuno sviluppo, energia, comunicazioni, ecc. Forse, ma a questo punto solo forse, così si potrà superare la maledizione del 20%-80% . L'alternativa, senza un massiccio intervento dello Stato negli investimenti, cosa che adesso anche il FMI (Neoliberalism: Oversold?) ha sdoganato, è ciò che è accaduto nel Regno Unito, senza il paracadute della City. Per coloro che amano le previsioni suggerisco la lettura de: The Rotters' Club e The closed Circle di J. Coe.
  6. Alessandro Pescari Rispondi
    Dopo tanti commissari e relative relazioni è l'ora di intervenire e non c'è dubbio che vadano barattati tutti gli incentivi con la riduzione del cuneo contributivo. Questa era anche una proposta di confindustria. Del resto non dobbiamo mai dimenticare che il nostro è un Paese a forte vocazione manifatturiera e per competere nei mercati globali (e per la crescita delle n/imprese) con tale intervento e una forte sburocratizzazione, possiamo iniziare a sperare in una ripresa vera.
  7. Adriano Rispondi
    Articolo interessante. Però non posso non rilevare la difficoltà dei giornalisti italiani nello scrivere correttamente la parola "aeronautica" (aereonautica? aronautica?
  8. bob Rispondi
    ...per l'apertura di un bar di 12 metri quadri spese iniziali burocratiche 5000 euro. La ragazza interessata esclamava " ..papà mi ha dato 10 mila euro come faccio ad acquistare il resto?". Da qui dobbiamo ripartire caro professore. L' economia ripartirà quando in edilizia, agricoltura e ristorazione si rivedranno volti italiani....allora forse la dannosa, inutile deleteria burocrazia sarà marginale se non sconfitta