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  1. pan Rispondi
    A proposito del ricalcolo del retributivo a contributivo c'è un aspetto che non ho mai visto prendere in considerazione. Se un lavoratore ha cominciato a contribuire 40 anni fa è sempre stato consapevole che la sua rendita pensionistica sarebbe stata piuttosto vicina al reddito percepito durante il lavoro.Ora questo è ancora quasi valido perchè ha circa 36 anni di contributi retributivi.Se però anche questi 36 anni vengono calcolati come contributivi, questo lavoratore NON HA IL TEMPO di costruirsi una pensione integrativa. Mentre chi comincia adesso a lavorare ne è perfettamente consapevole e può correre ai ripari.inoltre 40 anni fa gli stipendi di chi cominciava a lavorare erano di circa 400-450 mila lire. tanti Auguri per il ricalcolo e le eventuali sommosse popolari. Cordialmente
  2. baudone carlo Rispondi
    Sono d'accordo che si devono ri calcolare tutti i trattamenti pensionistici:quindi subito si ricalcolo no quelli dei parlamentari ma immediatamente dopo quelli di tutti gli altri secondo un principio oggettivo secondo cui i parlamentari non devono avere privilegi ma anche non devono subire penalizzazioni cioè fare politica non deve diventare una colpa.Secondo questo principio se ricalcolata imo per tutti le pensioni in essere col sistema contributivo il risparmio calcolato sarebbe di circa settanta miliardi all'anno quindi settecento miliardi in dieci anni questa si una bella scommetto! !!!!
    • Attilio Nosadini Rispondi
      Sono d'accordo con quanto sopra. A mio avviso il calcolo contributivo dovrebbe essere rivolto a che percepisce importanti assegni (parlamentari e alti dirigenti dello Stato) che si trovano con il retributivo e poi il contributivo a maturare pensioni attualmente poco accettabili. Sarebbe sì un risparmio ma modesto ed invece avrebbe un senso politico enorme per delimitare le critiche "populiste" contro la "Casta".
  3. serlio Rispondi
    in effetti è più che mai opportuna l'avvertenza che non vengono pubblicati commenti con volgarità e offensivi, che mai come in questo caso diventano spontanei e quasi doverosi. I diritti acquisiti non sono altro che privilegi (di pochi) estorti (alla collettività). vale per gli "onorevoli" così come per 1000 altre categorie del pubblico impiego o dei sindacati. Se la politica è passione allora perchè tanta attenzione da parte di questi "signori" ai nostri soldi? visto che oltre allo stipendio gli paghiamo pure una pensione immeritata?
  4. EzioP1 Rispondi
    Ritengo giusto e appropriato il ricalcolo su base contributiva non solo per i parlamentari ma anche per tutti gli altri dipendenti della PA locale e centrale e delle imprese. La logica del ricalcolo sta nella distinzione tra il giusto dovuto calcolato su base contributiva e il di più dato come “privilegio”. Il meccanismo rapido per equiparare tutte le pensioni al solo contributivo consisterebbe nel ricondurre il retributivo a livello del contributivo nel giro di tre o cinque anni al massimo, sottraendo un terzo o un quinto del di più del contributivo ogni anno. Continuare con il riconoscimento del privilegio è una vera ingiustizia, ciò sia detto a chi usa il pretesto dei “diritti acquisiti” che tali non sono perchè sono “privilegi acquisiti” e non meritati. Faccio presente che io sarei giustamente penalizzato, ma correttezza vuole così.
  5. Franco Tegoni Rispondi
    C'è una grande differenza tra le pensioni "d'oro" dei normali cittadini e quella dei parlamentari: per i primi le leggi sono state fatte dai parlamentari, per i secondi sono i parlamentari che se le sono fatte per loro stessi mettendo a carico della collettività la maggior spesa a loro favore. Qui c'è un problema di liceità che va analizzato : è lecito che il legislatore si crei arbitrariamente una rendita con onere a carico della collettività? Siamo di fronte ad un sostanziale atto illecito che deve essere punito. Il come punirlo lo chiedo ai giuristi che un giorno si e un altro giorno ancora si pronunciano sentenze su tutte le pensioni.