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  1. Henri Schmit Rispondi
    Nonostante i commenti critici bisogna dire che l'articolo è interessante e convincente e che l'azione del governo, forse insufficiente, va ovviamente nella direzione giusta.
  2. Michele Rispondi
    Il fondo Atlante più che ad altro assomiglia all'IRI degli anni '30 del secolo scorso, ai tempi di Beneduce e Menichella...
  3. Michele Rispondi
    Curioso vedere un operatore che dovrebbe essere "privato" come il fondo Atlante ricevere cosi tanti endorsement da parte di autorità/stampa/politica che in realtà dovrebbero regolare/sorvegliare l'attività di operatori privati, non sponsorizzarli!!!
  4. Mario Rossi Rispondi
    Conosco bene la materia perchè sono stato coinvolto in ben 2 procedure come creditore. Per fortuna ho un fiuto abbastanza efficace che mi consente di capire le cose prima di andarci dentro con tutti e due i piedi, ma ho visto di tutto. I curatori sono per lo più delinquenti che sfruttano la loro posizione per incamerare soldi ai danni dei creditori, i tribunali se ne sbattono altamente di tutto e lasciano le cose incancrenire anche sperando che i creditori più interessati falliscono a loro volta così non chiedono più niente. In tutto questo bailame ho percepito più volte che la maggior parte di quelli che falliscono organizzano il tutto in maniera da truffare imprese serie che non hanno avuto la malizia di capire prima. Alla fine questa che sembrava una gallina dalle uova d'oro sta invece mostrando il suo vero aspetto e truffatori e politici se ne fregano banchettando con i soldi che hanno rubato a chi ha lavorato una vita. COMPLIMENTI
  5. Massimo Matteoli Rispondi
    Guardate che l'intollerabile lentezza delle procedure esecutive non è, almeno oggi, il problema principale. Come vi potrà confermare chiunque segua "praticamente" le esecuzioni immobiliari il vero dramma (per creditori ma anche per i debitori che vedono falcidato il valore dei loro beni) è la mancanza di acquirenti.. Un ' ennesima riforma, se riuscisse a funzionare abbattendo i tempi delle aste, paradossalmente ingolferebbe ancora di più il mercato con un'offerta per la quale oggi non c'è domanda. Invece di pensare all'italiana di risolvere con nuove "grida" i problemi veri, perchè qualcuno non comincia a lavorare sul lato della domanda. Del resto i prezzi a cui oggi vengono venduti gli immobili renderebbero conveniente anche l'acquisto e l'affitto a prezzi calmierati (che comunque sono gli unici che oggi si possono ragionevolmente riscuotere). o la ricostituzione di uno stock di case di proprietà pubblica, da tempo ormai bloccato. Su questo si potrebbero investire risorse pubbliche che certo non potrebbero essere accusate di essere aiuti di stato.
  6. Michele Rispondi
    A proposito di NPL, sui giornali si legge che il fondo Atlante sarà capitalizzato per 4/6 mld poi con l'effetto leva potrà fare operazioni per 50 mld. Una domanda semplice: chi finanzia i restanti 44/46 mld? Le banche italiane? Investitori internazionali? E' prudente finanziare a debito la sottoscrizione di aumenti di capitale in banche bisognose di nuova equity? E' prudente acquistare npl a prezzi elevati facendosi finanziare a debito?
  7. Michele Rispondi
    Per fortuna che esiste la normativa EU contro gli aiuti di stato, altrimenti i problemi delle banche verrebbero fatti tutti pagare ai contribuenti italiani
  8. Michele Rispondi
    Alcuni problemi: 1) con l’accesso proposto a basi dati patrimoniali (Agenzia entrate, anagrafe nazionale, anagrafe bancaria) come si gestisce la privacy? Come la mettiamo con la par condicio creditorum? 2) tribunali fallimentari: la giustizia deve essere assicurata in tempi certi a tutti i casi, non solo quelli economicamente più rilevanti 3) e il punto di vista dei debitori? Chi tutela famiglie, aziende in difficoltà? Magari hanno dipendenti, collaboratori etc 4) siamo sicuri che immettere tanti assets vari (immobili, macchinari, magazzini etc) sul mercato in tempi brevi assicuri il massimo del valore di realizzo? Non sarà invece il contrario? I valori di realizzo saranno ancora più penalizzati con riflessi su tutti i mercati correnti a partire da quello immobiliare 5) perché un operatore terzo, Atlante o altri acquirenti, deve essere più bravo a gestire i NPL rispetto alla banca che conosce bene i suoi clienti in difficoltà, avendoli affidati magari per anni?
  9. Henri Schmit Rispondi
    Condivido le ben argomentate opinioni degli autori. Rimango tuttavia perplesso per la commistione in un solo veicolo, privato ma fortemente voluto dalle autorità, di due compiti così diversi e in qualche misura contraddittori come (1) un acquisto a prezzi da definire, pacchetto per pacchetto (a priori i più bassi per garantire la migliore redditività) e una gestione efficiente di NPL (una parte dello stock nazionale davvero enorme) e (2) una funzione non ben definita di back stop a certi aumenti di capitali (quali?) a prezzi da definire, banca per banca, in funzione di numerosi parametri di bilancio, di business plan e di reazione del mercato. L'obiettivo del secondo compito (peraltro non menzionato nel precedente articolo degli autori), e forse di entrambi, è ambiguo: aiutare le banche in difficoltà o sottoscrivere partecipazioni bancarie da cedere poi con profitto "sul mercato". Non capisco perché un solo operatore dovrebbe svolgere questo compito che converrebbe lasciare alla libertà "del mercato" (scelta e valori di acquisto dei NPL e di sottoscrizione delle azioni, commissioni di gestione del fortunato operatore che assume solo un rischio marginale e improbabile di mala gestio), cioè a una pluralità di operatori in concorrenza fra di loro, scelti non da un'autorità occulta, ma con bando da chi vi investe in NPL o in aumenti di K, non confusamente in entrambi, o a scopo di assistenza sistemica o con una logica di mercato.; nel 2° caso servono 5 o 12 Atlanti, non uno solo.