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  1. Emanuele Massetti Rispondi
    "È un risultato importante, dato che usare meno energia per ottenere gli stessi risultati riduce costi e inquinamento, ed è quindi alla base di un’economia più competitiva." Questo non e' esatto: non si tiene conto del costo (sussidi inclusi) sostenuto per aumentare l'efficienza e per finanziare le rinnovabili. Costo elevato per l'Italia, perche' l'Italia e' gia' efficiente. Espandere cosi' velocemente le rinnovabili e' stato poi un costo inutile. Soprattutto in una fase di contrazione della domanda, durante la quale non serviva introdurre nuova capacita' di generazione (cosa notata anche dall'autore). I benefici ambientali delle rinnovabili sono probabilmente modesti. Il gas naturale ha poche emissioni dannose. E non mi risulta che i sussidi siano stati calcolati facendo considerazioni ambientali. l'Italia, con un'economia a pezzi, ha sovvenzionato generazione di energia elettrica costosa. E lo ha fatto piu' rapidamente di quanto richiesto. Scelta kamikaze, una come tante altre.
  2. luigi Rispondi
    Prendo spunto dall'intervento di Simona Agger per fare una considerazione di carattere generale. L'articolo evidenzia, almeno per una volta, un'Italia ai primissimi posti in quello che è senz'altro un settore strategico e fondamentale: quello energetico e relativi approvvigionamenti. Tra l'altro evidenziando il fatto di non sedersi sugli allori. E come viene commentato? Che negli ospedali non c'è attenzione al risparmio energetico? Cosa c'entra il microcosmo del lettore con l'argomento di carattere generale! E lo spreco dell'illuminazione pubbilca allora, sarà ben più imponente di quella degli ospedali no?Possibile che in Italia non si riesca mai a stare fuori dalla visione del proprio orticello?
  3. Simona Agger Rispondi
    Sono il Chairman of the Board di una rete europea che si occupa degli asset della sanità, in primis degli ospedali EuHPN. Mi domando come ci si possa rallegrare della situazione italiana. I manager ospedalieri continuano a pensare che risparmio ed efficienza energetica, riduzione di emissione di gas climalteranti NON SIANO affari loro. Questo mentre in moltissimi paesi europei si è diffusa la consapevolezza dell'importante ruolo che le strutture sanitarie, tra le più energivore, possono avere, sia nel loro diretto funzionamento, sia per il condizionamento che possono esercitare sulla filiera dei prodotti e servizi che acquistano. E' proprio assurdo che vantiamo primazie italiane, quando mettendo appena il naso fuori dal bel paese, non si può che rendersi conto di quanto siamo insensibili a tutte le problematiche del cambiamento climatico, a cominciare, ripeto dalla sanità, a dispetto dell'azione meritevole di alcune organizzazioni quali ISDE (in italiano: Associazione Medici per l'ambiente) o SIAIS (Società Italiana per l'Architettura e l'Ingegneria in Sanità). Ho provato più volte ad attrarre l'attenzione su questo settore di importanti Fondazioni, Club ecc.. senza successo. Siamo riusciti a far inserire un "pensierino" sull'efficienza energetica negli Ospedali all'allora Ministro Balduzzi, ma si è disperso velocemente, malgrado evidenti risultati POSITIVI sul taglio dei costi. Ci sono dati ed esempi, ma troppo poca cultura civica. Prof. Arch. Simona Ganassi Agger
    • Piero Martin Rispondi
      La ringrazio per la sua osservazione. L'intento dell'articolo non è certo quello di una acritica celebrazione, come peraltro la seconda parte ben evidenzia. Ci sono dei dati, provenienti da fonti autorevoli, che abbiano cercato di leggere e di commentare in maniera approfondita - per quanto naturalmente lo consente lo spazio di un articolo. Credo sia giusto prendere atto di come dati oggettivi descrivono il nostro Paese, sia per gli aspetti positivi che per quelli negativi. E soprattutto ragionare su cosa occorre fare per rendere sostenibile e duraturo un processo di uso responsabile dell'energia e di sviluppo di fonti libero da CO2. Concordo con lei che in questo percorso una sempre maggiore sensibilizzazione e formazione dei consumatori - inclusi quelli "grandi" - e' assai importante.
    • Alessandro Rispondi
      A me sembra invece innegabile lo sforzo pluriennale condotto dall'Italia sul tema delle rinnovabili, mentre altri Paesi europei basano tuttora il basso costo della propria energia sul contributo decisivo e ultrainquinante di obsoleti reattori nucleari e immensi giacimenti petroliferi. Per esempio, l'Italia ha stanziato grandi finanziamenti per il fotovoltaico diffuso. I Paesi a cui dovremmo ispirarci "mettendo appena il naso fuori dal bel paese" hanno fatto altrettanto? I loro cittadini hanno pagato miliardi e miliardi di tasse per favorire la diffusione dei pannelli? Noi sì. Non sono informato sulla situazione della sanità e non ho motivo di non credere a quanto riportato nel commento. Spero che si intervenga al più presto anche in quelle strutture per migliorare il meritatissimo e oggettivo QUASI-PRIMATO MONDIALE dell'Italia sul tema delle rinnovabili e dell'efficienza energetica.