logo


  1. AVV. ANIELLO SANDOLO Rispondi
    i governi dei paesi ricchi hanno scelto di sollevare l'età pensionabile in quanto in tal modo ritardano il pagamento di ulteriori pensioni.costoro inoltre pagano le relative tasse e inoltre si riduce la forbice tra conseguimento pensione e decesso. Ma questa è una scelta sciagurata in quanto si tiene fuori mercato del lavoro la generazione giovane quella maggiormente produttiva che ha maggiore propensione alla spesa e in tal modo si trattiene nei luoghi di lavoro personale anziano con scarsa capacità lavorativa e produttiva e inoltre con il massimo della retribuzione. Queste a mio parere sono scelte politiche ed economiche disastrose. Ancora una volta, come ripeto da anni,queste scelte fatte da nonni e padri falliti stanno spegnendo il futuro del nostro paese rappresentato dai giovani. onde evitare questo disastro suggerisco di limitare, come ci dice la stessa medicina del lavoro, l'età lavorativa entro i 63 anni. La scarsa capacità lavorativa con relativa capacità produttiva determina effetti negativi sull'economia ed in particolare annula il pluswvalore di marxiana memoria per cui favorisce la delocalizzazione delle attività produttive . questo mio commento fa parte di un corpus unico che comprende PENSIONIU - SANITA' - RIORDINO EE. LL. AVV-. ANIELLO SANDOLO
    • Francesco Romano Rispondi
      Sostenere che aumentando l'età pensionabile si contribuisc a tenere fuori dal mercato del lavoro le nuove generazioni è inesatto in quanto si assume implicitamente che il mercato del lavoro ha a disposizione solo un determinato numero di posti di lavoro, non modificabile. Inoltre, il 65enne o 70enne di oggi è molto diverso dal 70enne di 50 anni fa. Innanzitutto le generazioni di oggi vivono più a lungo quindi è ipoteticamente possibile sfruttarne la produttività più a lungo. Infine è bene non dimenticarsi come spesso un uomo o una donna in pensione possono "appesantire" la società in quanto meno attivi fisicamente ed a livello cognitivo.
  2. Andrea C. Rispondi
    Scusate, nella tabella si parla di "profiling" ma nell'articolo originale non si menziona. Potete chiarire? Grazie
  3. Massimo M. Rispondi
    La formazione professionale in Italia, sicuramente in Lombardia e quella pubblica, non funziona. Le scuole professionali sono formate, per i primi 2 anni da ragazzi che sono ora obbligati ad andare a scuola sino a 16 anni ma che non vorrebbero farlo ed un tempo andavano a lavorare e venivano disciplinati dagli adulti del lavoro. Inoltre, i peggiori come comportamento e risultati scolastici della ormai disastrata scuola media, si iscrivono tutti alle scuole professionali. Immaginate 25-30 alunni ( solo al sud Italia le scuole sono di 15 allievi per classe) tutti assieme; tutti i teppistelli del territorio di riferimento della scuola uniti in una unica classe, cosa può accadere? A lezione non si fa nulla, ma proprio nulla, solo sorveglianza perchè non si facciano male. Nessuno compera i libri, non portano la penna, fumano stupefacenti, e tutti fingono che vada bene. Il carrozzone scuola serve solo per pagare stipendi a personale poco motivato, a insegnanti che dovrebbero fare gli assistenti sociali o i Carabinieri, e a nessuno interessa insegnare ai quei pochi ragazzi meritevoli e poveri ( il 20% dei presenti) qualcosa di utile, veri vittime della situazione. In Lombardia gli allievi sono quasi tutti extracomunitari e se italiani, sono portatori di handicap, esclusi dalle scuole private perchè troppo rumorosi in aula. Renzi e la sua cattiva scuola si capisce chi è... ma mi chiedo gli industriali Lombardi dove sono, fingono anche loro di fare industria?
  4. Donato Speroni Rispondi
    Quando si parla di "disoccupazione giovanile al 40 - 50% ci si riferisce alla disoccupazione nella fascia di età 15-24 che la stessa Istat considera ormai poco significativa per evidenti motivi, dato che buona parte dei giovani di quell'età non partecipano al mercato del lavoro e quelli che vorrebbero farlo sono evidentemente poco qualificati. Non a caso questa dizione è scomparsa dai comunicati Istat, come ho segnalato nel post all'indirizzo segnato qui sopra, sostituita da una più corretta presentazione mensile per fascia di età. Vorrei sapere se lo schema delle esperienze estere descritte dagli autori si riferisce proprio ai 15-24 o a una fascia di età più ampia.
    • Donato Speroni Rispondi
      MI riferisco al mio commento precedente: l'indirizzo segnalato è http://numerus.corriere.it/2016/02/03/listat-rivela-a-vera-crisi-del-lavoro-giovanile-che-riguarda-i-giovani-adulti/