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  1. I.C. Rispondi
    Reato o non reato per me è un falso problema. E' invece necessario che un immigrato clandestino possa essere rapidamente espulso senza consentire manovre dilatorie
  2. Fabrice Rispondi
    In Francia, il reato di entrata illegale è regolato dall'articolo L 621- 2 del Code de l'entrée et du séjour des étrangers et du droit d'asile del 2004. La legge prevede un anno di reclusione e una sanzione pecuniaria di 3.750 euro per gli stranieri irregolari. Anche in Gran Bretagna l'immigrazione illegale può essere punita attraverso un procedimento penale (criminal proceeding). La pena prevista per entrata senza permesso (Entering without Leave - section 24 Immigration Act 1971) è pari ad un massimo di 6 mesi di prigione, oppure una multa. Gli Stati Uniti, infine, sono noti per i problemi legati all'immigrazione clandestina. Secondo quanto riportato dalla Sezione 1235 del US Code (Improper Enter by Alien), chi entra nel Paese illegalmente può finire in carcere per non più di sei mesi se è la prima volta che commette il reato; per non più di due anni nel caso sia recidivo.
    • Andy mc TREDO Rispondi
      Precisazione: non so in Francia ma in GB e USA i mesi di carcere sono reali, non ai domiciliari in appartamenti all'uopo costosamente affittati, o in ville di personaggi compiacenti. E negli USA ( e una volta in GB) le guardie confinarie sparano a vista.
      • Fabrice Rispondi
        Purtroppo mi hanno tagliato la parte finale del mio post che chiaramente andava nella giusta direzione che hai ben segnalato!! Ciao! Fabrice PS ma se in Italia i reati di appropriazione indebita e truffa sono puniti con pene inferiori a tre anni e quindi non prevedono il carcere ossia quasi un invito a delinquere, figurarsi sul reato di immigrazione clandestina che razza di risultato poteva veniri fuori: the sky's the limit!! Quello che poi è successo!!
  3. andrea Rispondi
    Mettiamola così. Viviamo in un paese in cui l'incapacità (e soprattutto la non volontà) di fare rispettare leggi esistenti in ogni paese senza ombra di dubbio democratico (come Scandinavia et al, a cui noi non possiamo insegnare nulla), si tramuta in una depenalizzazione. Lo abbiamo visto con i furti nei supermercati (vedi legge proposta un anno fa), lo vediamo sui mezzi pubblici e sui treni e ora lo vediamo con l'immigrazione (e con il conseguente collasso dello stato sociale... ancora una volta guardatevi i numeri della scandinavia). Quindi io inverto la domanda. Chi è che ci guadagna a spingere il paese in un luogo in cui la tutela è sempre e solo verso chi infrange le regole? Non parliamo però di cultura di sinistra. Chi ben ricorda la storia sa che fino alla fine degli anni '60 le persone di sinistra erano le più rigorose nell'imporrre il rispetto di regole, etica del lavoro etc. Quella attuale è solo e soltanto cultura radical-chic da persone che vivendo in centro (e usando colf e badanti in nero) scaricano ogni problema sulle periferie. Venga per favore a trovarci nei nostri quartieri prima di pontificare ex cattedra. Stessa cosa dicasi per il geronte del Csm.
  4. Il commmetator cortese Rispondi
    mi hanno sempre eccitato i commenti agli articoli online che siano al tempo stesso prolissi e del tutto slegati all'l'argomento trattato dall'articolo stesso.
    • andrea Rispondi
      L'incapacità di perseguire un reato (perché tale è) in altri paesi non porta alla richiesta di abrogazione del reato stesso. Seguendo questo ragionamento e dato che le cause civili in Italia durano anche 20 anni, proporrei di abrogare circa 3/4 delle norme civilistiche e penali.
  5. andrea Rispondi
    Viviamo in un paese in cui l'incapacità (e soprattutto la non volontà) di fare rispettare leggi esistenti in ogni paese senza ombra di dubbio democratico (come Scandinavia et al, a cui noi non possiamo insegnare nulla), si tramuta in una depenalizzazione. Lo abbiamo visto con i furti nei supermercati (vedi legge proposta un anno fa), lo vediamo sui mezzi pubblici e sui treni e ora lo vediamo con l'immigrazione (e con il conseguente collasso dello stato sociale... ancora una volta guardatevi i numeri della scandinavia). Quindi io inverto la domanda. Chi è che ci guadagna a spingere il paese in un luogo in cui la tutela è sempre e solo verso chi infrange le regole? Non parliamo però di cultura di sinistra. Chi ben ricorda la storia sa che fino alla fine degli anni '60 le persone di sinistra erano le più rigorose nell'imporrre il rispetto di regole, etica del lavoro etc. Quella attuale è solo e soltanto cultura radical-chic da persone che vivendo in centro (e usando colf e badanti in nero) scaricano ogni problema sulle periferie. Venga per favore a trovarci nei nostri quartieri prima di pontificare ex cattedra. Stessa cosa dicasi per il geronte del CSM.