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  1. Maurizio Cocucci Rispondi
    In un periodo difficile purtroppo prevale o comunque si diffonde il sentimento di rancore, di astio, di invidia. Vale nei confronti della Germania per il suo ruolo economico e politico a livello internazionale e vale per la questione immigrazione, tanto per fare un esempio. Si accusano i tedeschi di scorrettezze e gli immigrati, in particolar modo i profughi da guerre, di colpe che non hanno. Rimanendo in tema la Germania è indubbiamente il nostro miglior cliente come uno dei principali concorrenti, ma nessuno che opera nella veste di imprenditore lo vede come un nemico. Purtroppo però è più facile far credere che la Germania abbia imposto politiche discutibili (a oltre 20 nazioni?) o che abbia commesso irregolarità, senza però entrare nei dettagli di queste ma limitandosi a superficiali quanto inesatte descrizioni. Il governo tedesco ha aiutato le banche, tanto per fare un esempio, in un periodo e con modalità al tempo lecite ma non come descritto da molti mass-media decisamente male informati che non comprendono la differenza tra garanzia e finanziamento effettivo. Si sente parlare di oltre 200 miliardi di euro che il governo avrebbe speso per salvare le banche ma i commentatori finanziari e, purtroppo, alcuni economisti non hanno specificato le modalità così il lettore è convinto che il governo abbia speso davvero tutti quei soldi. Queste sono polemiche che appassionano (o ingannano) chi è in cattiva fede, chi è dentro perchè fa impresa non si lascia coinvolgere.
    • marcello Rispondi
      Ci chiarisca la differenza tra garanzia e finanziamento effettivo, e sul perchè lo stesso è stato appena proibito all'Italia che voleva istituire una bad bank, liquidando il progetto come aiuto di stato. Una garanzia si rivela tale e non un finanziamento solo ex-post e guarda caso per la Germania l'ex-post riguardava la fase espansiva del ciclo, o sbaglio.
      • Maurizio Cocucci Rispondi
        L'ammontare effettivamente sborsato dal governo tedesco per ricapitalizzare le le banche ammontava al 2013 a 144 miliardi e prevede comunque che le banche restituiscano parte dovuto alla differenza di prezzo tra i crediti deteriorati ceduti allo Stato in cambio di titoli con garanzia pubblica. All'Italia questo intervento non fu negato, ma non lo facemmo perché non avremmo avuto le risorse finanziarie dato l'ammontare e questo vale ancor di più oggi dove le sofferenze toccano livello 200 miliardi. Ma non bisogna dimenticare i miliardi (circa 100) che la BCE spese per acquistare i nostri titoli di Stato con le operazioni LTRO. Insomma non si venga a dire che l'Europa ha aiutato la Germania ma non l'Italia, è proprio il contrario. Rispondendo però alla sua osservazione più interessata (credo) e cioè perché a noi oggi viene negata una soluzione prima possibile, nonché applicata da diversi Paesi, è perché abbiamo recepito una direttiva UE (la n.59 del 2014) che cambia le regole in caso di crisi bancaria con l'adozione del noto Bail-in. Tutto questo non è arrivato a sorpresa, anzi cito testualmente quanto è riportato al sito internet del MEF al 2 Luglio 2015: "Unione bancaria: con direttiva UE più tutele per depositi e creditori" e questo perché lo stesso giorno la camera ha definitivamente approvato la legge che recepisce proprio quella direttiva. Una curiosità: la Germania ha introdotto il Bail-in già il primo Gennaio 2015.
        • marcello Rispondi
          Non ha risposto alla domanda. Ha solo fiorito dati parziali che non chiariscono nulla. Al 31 dicembre 20o8 le sofferenze del ns sistema bancario ammontavano a 40 mld, meno del 4% degli impieghi, al 2015 sono oltre 200 mld, oltre il 10% degli impieghi. La rettifica di oltre l'89% del valore dei crediti delle 4 banche "salvate" recentemente se venisse scontata sulle altre banche provocherebbe una caduta attorno al 40% del valore di mercato.Per evitare tutto questo sarebbero necessari più di 50 mld di aumenti di capitale. Le banche non sono in grado di ricapitalizzarsi sul mercato, non so se ha notato l'andamento dei corsi nelle ultime settimane. Come fare? Una strada era la bad bank, vietata, l'altra è quella dell'articolo che mima quello fatto dall'Amministrazione Obama. Tuttavia, come nel caso del tardivo avvio del QE, a questo punto può essere tardi e difficile. Le prime 4 banche hanno oltre 1/3 delle sofferenze e una loro crisi può essere sistemica. A quel punto poiché anche la banca di sistema italiana, cioè Unicredit è pesantemente coinvolta, lo stato potrà intervenire con un salvataggio. Non è meglio evitare lo sconquasso ulteriore della ns economia? Le regole, come dovrebbe sapere, si interpretano, sa che in tutte le democrazie esiste allo scopo la magistratura e la Consulta?
          • Maurizio Cocucci
            L'intervento pubblico non è più possibile, argomento chiuso da quando è entrata in vigore la nuova normativa europea che noi abbiamo recepito. Il ministro Padoan è riuscito ad ottenere una falsariga di sostegno, ma nulla di più perché così è previsto (a tal proposito c'è l'articolo specifico del prof.Baglioni).
        • marcello Rispondi
          Sulla efficienza teutonica abbiamo già avuto un esempio a proposito dello scandalo dei device installati sulle auto tedesche. Come pure sulle sanzioni adottate nei confronti della VW, vedremo cosa accadrà quando esploderà il caso Deutsche Bank. Vedremo quanto varranno le regole per i tedeschi quando c'è in ballo la loro stabilità economica e sociale.
  2. dmrmassimo Rispondi
    Una interessante linea di ricerca, ma a mio (modesto) parere poco realistica nel nelle ipotesi di base. Se è vero che ci sono somiglianze tra le due economie è probabilmente vero che troverò somiglianze anche tra quella italiana e quella danese (avendo tempo mi occuperei volentieri di verificarlo). Che ci siano convergenze di interessi non toglie il fatto che il nostro peso politico è infinitamente minore, così come ben diverse sono da molti e molti anni le performance economiche. Che adesso faccia piacere a tanti evidenziare come Renzi sia nelle grazie della Merkel è interessante, ma è altrettanto vero che Angela lo passerà in secondo piano (semmai ora fosse in primo) appena avrà altre priorità, mentre ben poche nazioni oserebbero snobbare la Germania. Il tutto per dire benissimo ma ricordiamoci che c'è ancora tanto tanto tanto da lavorare per creare quel benessere diffuso che in Germania è uno standard dato per scontato.
  3. marcello Rispondi
    Non credo che Italia e Germania abbiano gli stessi inetressi e la battaglia contro l'austerità espansiva non è una polemica stucchevole, ma una lotta tra due visioni del mondo: il neoliberalismo della Scuola di Freiburg e J.M Keynes. Non si possono azzerare le differenze in nome di interessi comuni che non esistono. La Germania ha impedito che si avviassero politiche economiche anticicliche, ha fatto esplodere di 30 punti il debito medio dell'Unione a 28, non dell'eurozona, si badi bene, ha realizzato surplus delle partite correnti 2,5 volte quelli della Cina, in breve sta distruggendo le economie continentali a cominciare dalla Francia. Infine ha imposto la banca universale contro il modello del gruppo polifunzionale che ha generato i disastri sotto gli occhi di tutti. Quando le sue banche si sono trovate in difficoltà, grazie a Trichet ha imposto un bail out alla Grecia e ha sovvenzionato le casse di risparmio, evitandone il fallimento. Il tutto dopo avere compiuto una riforma del mercato del lavoro sforando tutti i parametri, perchpè avvenuta nella fase esansiva del ciclo e oggi ha 1/4 di lavori in minijob. La Germania ha condannato al sottosviluppo Grecia, Portogallo, Spagna. Quali sarebebro i ns interessi comuni? Noi siamo concorrenti sugli stessi mercati e per gli stessi beni, la dove noi e i francesi perdiamo posizioni le occupano i tedeschi. Noi abbaimo bisogno di investimenti pubblici, loro ci vogliono imporre ancora sacrifici non mi sembra che esistano obiettivi com
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      E' pacifico che tra due Paesi non ci sia completa convergenza di interessi e anche tra la Germania e l'Italia vi sono argomenti che ci vedono su posizioni diverse. Oggi però a mio avviso si parla un po' troppo di Germania addebitando ad essa tutta una serie di responsabilità che non trovano riscontro razionale. Vogliamo parlare di austerità (termine che reputo oltremodo scorretto)? Bene, il parametro del 3% riguardo il rapporto deficit/PIL fu proposta in sede comunitaria dalla Francia che lo aveva introdotto al suo interno anni prima con risultati positivi. Gli altri Paesi europei lo accettarono e divenne così uno dei capisaldi del Trattato di Maastricht. Il tanto famigerato Fiscal Compact è una proposta franco-tedesca sorta per trovare una ricetta che potesse calmare i mercati in un momento in cui al nostro governo sedeva uno che era poco interessato alle vicende europee e più a stringere relazioni individuali con il governo USA di Bush o la Russia di Putin e di fronte all'agitarsi dei mercati replicava che tutto andava bene. In diplomazia e in politica come dappertutto se vuoi considerazione devi dimostrare serietà. Come si fa a parlare di scarsa considerazione per l'Italia se non abbiamo mai portato una sola proposta anticrisi? Ci limitiamo a chiedere maggiore flessibilità, ma per fare cosa, Il ponte sullo Stretto di Messina? Se il deficit lo usiamo così il problema non è la Germania o la UE, ma chi quel deficit un domani non sarà più disposto a finanziarlo.