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  1. francesca Rispondi
    Penso che questa decontribuzione centri poco. Prima di questo provvedimento c'era un'altra norma altrettanto vantaggiosa dal punto di vista della decontribuzione Inps e Inail ( art.8 comma 9 L. 407/90) quindi diciamo che non c'è stato nessun periodo di ''scopertura agevolativa''. L'apprendistato, c'è sempre stato ed e' di gran lunga la forma di lavoro più conveniente in assoluto in temini di contribuzione e retribuzione, ma in pochi la attuano..... probabilmente non si voleva assumere prima; ora si presume solo una maggiore fiducia nell'economia che come regola dopo un periodo di calo torna a crescere.
  2. Michele Rispondi
    Chi ha esperienza di direzione d'impresa ha chiarissimo un concetto: non assumo nessuno in più solo perché costa il 30% in meno per 3 anni. È tantomeno perche posso licenziarlo. Assumo solo se mi serve una persona in più per fare fronte alle esigenze organizzative e di produzione. Un tale incentivo non ha "peso e appeal" a favore dell'incremento degli organici. Ma non migliora neanche la competitività: l'incidenza sui costi totali di prodotto è modestissima e comunque non è un risparmio strutturale, che mi posso spendere in termini di prezzi di vendita. Aumentano solo i profitti delle imprese. Grazie del regalo.
  3. Michele Rispondi
    Il jobact (= licenziamenti individuali liberi) impatta poco o nulla. La decontribuzione impatta molto: gli occupati totali crescono poco, ma le imprese hanno fatto in modo di beneficiare al massimo della decontribuzione. Morale: un regalo alle imprese (12/15 mld in 3 anni) in cambio di nulla
  4. Davide Rispondi
    Perché parlare di Jobs Act quando invece la "causa-radice" dell'aumento è la decontribuzione? Come spiegate, invece, il fatto che le trasformazioni contrattuali 2015 non sono superiori al 2013 (2015: 388.454; 2013: 390.144)? Terzo: il boom degli indeterminati vi è stato ad inizio anno, fra gennaio e marzo. Come spiegate l'andamento delle attivazioni contrattuali da marzo in poi, quando le norme del jobs act sono diventate legge?
  5. lallo Rispondi
    L’incognita è il comportamento dei datori di lavoro alla scadenza dei tre anni di decontribuzione... appunto...
    • ALBERTO Rispondi
      Noi italiani brilliamo molto spesso per la nostra memoria corta; nel periodo pre crisi quando il tasso di disoccupazione era tollerabile il tema di fondo era quello di arginare la precarietà; oggi, pur con alcuni passaggi ancora da completare (vedasi lavoro accessorio), l’aumento dell’occupazione stabile e la drastica riduzione e/o la scomparsa del lavora parasubordinato (collaborazioni a progetto, associazioni in partecipazione) è un dato oggettivo. Tutti abbiamo sempre affermato che non è con le leggi che si crea occupazione ma che buone regole possono accompagnare e aumentare le opportunità di impiego quando queste cresceranno in ragione di altri fattori. Se gli imprenditori dimostreranno di non aver in nessuna considerazione la fidelizzazione della forza lavoro, la sua formazione e la sua capacità di contribuire al successo aziendale avendo più a cuore calcoli limitati al puro costo, si aprirà una nuova stagione di conflitti, di ripensamenti anche sul jobs act, di nuove o piuttosto vecchie rivendicazioni; Conviene all’impresa? Conviene al Paese? Io credo e spero di no.