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  1. marcello Rispondi
    L'eccesso di offerta di petrolio per il terzo anno consecutivo è stimato in almeno 3 mln di barili al giorno. Va però considerato che l'IRAN potrebbe forzare l'estrazione e che per esempio potrebbero essere messi a coltura i nuovi giacimenti artici come il Goliat. Il Fracking ha cambiato il modo, un po' come avvenne per gli scisti canadesi, inoltre ora si trivella a migliaia di metri rendendo accessibili nuovi giacimenti. la fine del mondo per assenza di petrolio è lontana e la scelta tra fonti energetiche è diventata una scelta non tra costi diretti (con un costo marginale inferiore a 4$ vince sempre il petrolio, ma tra costi totali. In questo caso il confronto, come insegnano trenta anni di economia ambientale, si ribalta. Oggi l'OPEC pesa molto meno e pensare di nuovo a un petrolio a 200$ al barile a meno che Iran e Arabia Saudita non si borbardino i pozzi è molto improbabile. Il ciclo è connaturato all'attività economica, come pure l'andamento delle scorte, ma pensare agli USA come esportatori netti di gas e petrolio cambia radicalmente lo scenrio futuro e rende ogni previsione molto azzardata, soprattutto quando i governi, vedi giappone, stanno forzando lo sviluppo delle tecnologie alternative ai fossili per la locomozione e la produzione di energia elettrica.
    • Jacopo Rispondi
      Non so quanto l'Iran possa forzare l'estrazione. L'Iran e' pronta ad immettere sul mercato molto greggio ma si tratta di magazzini accumulati durante gli anni delle sanzioni sul suo mercato petrolifero (introdotte nel 2009). La Shell ha dichiarato proprio questo mese che intende rimandare lo sviluppo artico a data da definirsi ed ha venduto i sui asset in Alaska. Il frackers americani sono cresciuti grazie al debito e molte imprese sono già fallite. Trovo molto interessante il riferimento ad un'analisi retrospettiva per individuare i trend in atto per la diversificazione delle fonti di energia in chiave ambientale. Non credo che gli USA possano essere considerati come un esportatore netto. Consumano ancora più petrolio e gas di quanto ne producano. Anche la decisione del Congresso di eliminare i limiti all'esportazione e', secondo me, più una misura per limitare i danni all'industria ed al sistema bancario statunitense. Da ultimo, vorrei offrire uno spunto di riflessione: siamo sicuri che l'OPEC pesi di meno oggi? Non e' forse il caso che il resto del mondo stia progressivamente prendendo coscienza dei limiti dell'OPEC e della sua azione? Limiti che, a mio modo di vedere, sono sempre esistiti.
  2. riccardo gallottini Rispondi
    Possiamo quindi dire che nonostante l'oversupply, è un problema di domanda. Dobbiamo quindi sperare che il mondo intero non entri in una spirale di recessione. In particolare la Cina e la sua fame di energia sarà il driver che guiderà il prezzo dell'oil. Detto questo, se non stessimo parlando di petrolio, si potrebbe anche pensare che banalmente è la legge del mercato che fa aumentare i prezzi, poi porta ad un eccesso di offerta e quindi ad un crollo successivo dei prezzi (con conseguente ridimensionamento dei produttori). Il problema vero che è un vuoto di investimenti attuale rischia dal 2017 di far esplodere il prezzo nonostante la domanda. E quello sarebbe un male perchè usciremmo dalle dinamiche di mercato.
  3. aqmazz Rispondi
    State facendo solo dietrologia sul petrolio, sarà anche diminuito il petrolio, per fortuna, anche perché si deve iniziare a contare da uno,non da 100, quindi, dovreste partire da quando il petrolio costava 11 dollari al barile e il dollaro nei confronti dell'ECU quanto costava, il secondo controllo si deve fare sul prezzo del petrolio e Dollaro, quando l'Associazione petrolifera, quando il petrolio superò i 30 dollari, disse che il prezzo al barile non doveva superare i 28 Dollari, in quel momento il prezzo del Dollaro valeva circa 1500/1600 lire.poi, nel 1999 è entrato in uso l'Euro e il dollaro ha fatto i salti mortali arrivando a 2900 lire (1,50+Euro), ecc,a tutti questi dati va va aggiunto i prezzi dei carburanti, che sono andati per loro conto senza che ci fosse un controllo dello Stato contro un'evidente speculazione. Questa è la realtà il resto è propaganda e manipolazione allarmistica della realtà.
    • vietatovietare Rispondi
      Lo sai quanto incide la fiscalità sul prezzo alla pompa? Ricordo solamente i 21 cent di accise aggunti negli ultimi anni di crisi per finanziare la cassa integrazione in deroga.
    • Andy Mc Tredo Rispondi
      Concordo al 50% : sarebbe ben ora che il prezzo del petrolio venisse direttamente tradotto in euro (un po' come il prezzo dell'oro - : da una parte il cambio dollaro/oncia dall'altra quello euro/grammo) e non strombazzato solo in dollari (dal che se ne sarebbe dedotta una sana benedizione dell'Euro fino al 2012 circa - ma forse si stava preparando il terreno per le critiche odierne...), ma secondo me non è compito dello stato combattere la speculazione (a meno di non auspicare una dittatura staliniana) .