logo


  1. sandro sandri Rispondi
    Le argomentazioni di Bragantini non rispondono a mio avviso a tre domande 1. Come si sa le imprese, come tutte le organizzazioni, sono fatte di uomini e contratti. Quando si parla di "impresa in sè" di chi si parla? Non si corre il rischio di parlare solo di manager? 2. Fra i vari stakeholder gli azionisti sono quelli meno protetti dal punto di vista contrattuale. I loro diritti sono residuali e di fatto non hanno diritto a ricevere un dividendo. 3. Esprimere l'obiettivo dell'impresa in termini di creazione di valore per gli azionisti ha un merito storico. Considerare cioè tutti gli azionisti nello stesso modo, indipendentemente dal fatto che siano azionisti di maggioranza o di minoranza. Proteggere l'impresa in sè nella storia italiana è stato proteggere solo gli interessi degli azionisti di maggioranza. Molti takeover, lo si sa, hanno caricato troppo di debiti le imprese target. Il debito gode di eccessivi vantaggi fiscali e si dovrebbe lavorare per ridurre tale vantaggi, limitado la deducibilità degli interessi e diminuendo l'aliquota di tassazione dei profitti.