logo


  1. Claudio Rossi Rispondi
    Non capisco i dubbi sulla legittimità di norme "ad hoc" per il pubblico impiego. Perché fattispecie diverse devono essere normate dalle stesse regole? Il principio di uguaglianza si viola se si disciplinano in modo uguale casi diversi. Al lavoro pubblico si accede in condizioni di uguaglianza (art. 51 cost.) e mediante concorso (art. 97). Al lavoro privato no. Se mi si raccomanda per entrare in un posto pubblico si commette reato. La raccomandazione per accedere in una impresa privata è neutra. I funzionari pubblici rispondono ex art. 28 Cost. e sono sottoposti ai doveri ex art. 54. Principi che non valgono per i privati. Il l. pubblico è soggetto a rigorose norme su incompatibilità e cumulo di impieghi (art. 53 TUPI e D.lgs. 39/2013). Il privato è soggetto all’obbligo di fedeltà (art. 2105 cc) ma è cosa diversa. Al l. pubblico la retribuzione è determinata. Il privato può conseguire, oltre i minimi salariali, compensi liberamente erogati dal datore di lavoro, anche in forma di partecipazione agli utili ed anche in forma differenziata rispetto agli altri dipendenti della stessa azienda. Nel l. pubblico non esiste più la carriera e sono vietate promozioni discrezionali. Il privato, anche su ciò, non ha vincoli. I l. pubblico risponde del danno arrecato all’ente di appartenenza davanti ad una giurisdizione speciale (Corte dei Conti)… Risponde sul piano penale di condotte che per il privato non rilevano o sono diversamente considerate dalla legge. Più diversi di così!
  2. Roberto Rispondi
    Domanda: avere regole diverse per i dipendenti pubblici e quelli privati non è anticostituzionale? Non siamo tutti uguali di fronte alla legge?
  3. Riccardo Rispondi
    Spererei che anche i contributi previdenziali versati prima del 2011 possono essere anche ricongiunti con altri periodi, non come ora che si debbano pagare somme di parecchie decine di migliaia di euro per poter riavere ciò che è stato versato. Inoltre, se meritevole, anche un adeguato stipendio, non i 900 euro di adesso e sperare che non ti capiti un problema serio. Noi dipendenti pubblici saremmo ben contenti che le stesse regole del privato venissero applicate anche da noi. Purtroppo non succederà mai, perchè un servizio pubblico efficiente creerebbe parecchi problemi al servizio privato. Esempio, se la sanità funzionasse in modo eccellente? Cosa succederebbero alle bustarelle o agli ospedali privati? Altro esempio, lo sapevate che lo stato versa alle scuole paritarie qualcosa come 490 € ad alunno mentre nelle scuole pubbliche la cifra si ferma a circa 30€? Ci avete mai pensato a questa disparità?
    • Enrico Rispondi
      Salve Riccardo, la sua accettazione di allineamento del pubblico al privato le fa onore. Purtroppo penso che sia in netta minoranza, anche a causa di certi approcci sindacali (ricordo un segretario nazionAle che diceva "licenziare nel pubblico? Non esiste!"). Detto questo, l'allineamento non sarebbe indolore in quanto bisognerebbe accettare in toto il sistema privato, la cui efficienza deriva da obbiettivi chiari e committente a raggiungerli: esempio, se le pratiche sono da smaltire entro lunedì piuttosto si va il sabato a lavorare e "si tira" fino alle 20. Questo unito al fatto di cercarsi un altro lavoro se non si è soddisfatti della paga o delle prospettive di carriera, nel tempo, portano magari ad avere una paga più alta (ma sempre acquisendo nuove responsabilita). Unisca il tutto al fatto che se un ufficio è in esubero semplicemente si mettono in mobilità le persone e il gioco è fatto. Veramente pensa che i dipendenti pubblici siano pronti a diventare privati? Le esternalizzazioni in fondo sono sempre state contestate. PS = straordinari ovviamente non pagati, al massimo a recupero (ma se si lavora fino a tardi probabilmente non c'è tempo per il recupero....)
      • Riccardo Rispondi
        Lavoro da 20 anni nel pubblico impiego e di ore di straordinario ne ho fatte e anche parecchie (compreso il giorno di Natale e non perché ero di turno), il problema principale è che il primo a volere che le cose non funzionino è il nostro datore di lavoro, ovvero lo Stato. Le faccio un esempio pratico, lavoro in una scuola e stiamo affrontando il problema della dematerializzazione dei documenti e come prevede la legge dovremmo fare tutto via internet e con strumenti idonei tipo scanner documentali ecc., bene, nella nostra scuola, un istituto comprensivo, internet funziona si e no per qualche ora durante la giornata. Abbiamo contattato diversi fornitori telefonici ma nessuno ci ha garantito una connessione perché il doppino di rame e le centrali sono già sature oltreché obsolete. Abbiamo contattato anche gestori di connessioni WIMAX ma i ripetitori sono troppo distanti e la scuola è immersa in un piccolo boschetto. La mia collega della didattica in questi giorni pubblica il materiale delle iscrizioni da casa. Inoltre, i collaboratori scolastici, sono molto spesso figure uniche per ogni plesso scolastico e quindi con scuole aperte anche i pomeriggi le ore di straordinario fioccano. Quello che chiediamo al nostro datore di lavoro è impegno e serietà e mi creda, nel mondo scolastico tutto ciò non avviene e molto spesso è lasciato alla buona volontà dei dipendenti, immagino che non è facile crederlo, ma è così. PS. faccia una ricerca su internet sui finanziamenti sulle private...
        • Enrico Rispondi
          Scusi il ritardo nella risposta. Premetto che non nulla contro i dipendenti pubblici e sono cosciente dell'impegno di alcuni, a volte di molti, per far funzionare le cose. Quello che sostengo è che non c'è solo una mancanza di conoscenza del pubblico impiego da parte dei lavoratori privati, ma anche una mancanza di conoscenza dei lavoratori pubblici nei confronti del lavoro privato. Si citano sempre i lati positivi del lavoro privato, come se fosse possibile ereditare solo quelli. Ad esempio il caso degli straordinari: è vero che tenendo aperte le scuole nel pomeriggio gli straordinari fioccano, ma nel privato si lavora 40 ore settimanali da contratto (quindi il minimo) e gli straordinari partono dalla 41 ora (non considererei i part-time). L'equiparazione salariale quindi va fatta a tutto-tondo, considerando la paga oraria e non mensile.
  4. Enrico Rispondi
    Non capisco il problema di estendere il jobs act al pubblico, se ne possono beneficiare le imprese perchè non potrebbe beneficiarne il datore di lavoro Stato? Se è un beneficio per i lavoratori nel privato perchè non lo sarebbe per i lavoratori nel pubblico?