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  1. Lorenzo Rispondi
    Quello che non è chiaro è se il limite dei 50000 euro deve essere rispettato anche nel caso in cui il lavoratore decida di sostituire il premio in danaro con il welfare aziendale. Qundi la sostituzione del premio in welfare, risulterà essere esente a tassazione, soggetta al limite dei 2000/2500 euro e a quello con dei 50000 euro, ma quest'ultimo limite reddituale non va contro il principio di generalità posto alla base dell'art.51?
    • Alex Rispondi
      Mi lego alla domanda di Lorenzo. Il comma 186 art. 1 della legge di stabilità recita che: "Le disposizioni di cui ai commi da 182 a 185 trovano applicazione per il settore privato e con riferimento ai titolari di reddito di lavoro dipendente di importo non superiore, nell'anno precedente quello di percezione delle somme di cui al comma 182, a euro 50.000." Il comma 182 riguarda l'introduzione dell'aliquota agevolata 10% e il comma 184 la NON CONCORRENZA nella formazione del reddito da lavoro dipendente (quindi totale detassazione totale) e la mancata soggezione all'aliquota agevolata di cui sopra per ciò che riguarda le somme e i valori relativi all'art. 51 del TUIR, cioè il famoso WELFARE, anche se usufruiti in vece del premio aziendale cash. I lavoratori con redditi superiori ai 50.000 euro sono quindi ESCLUSI sia dalla aliquota agevolata che dalla DETASSAZIONE TOTALE in caso si scelta del WELFARE? E la previsione in accordo aziendale della possibilità della erogazione cash (con aliquota piena) per questi lavoratori, comporta di conseguenza ANCHE la tassazione piena delle somme e valori erogati come WELFARE?
  2. Francesco Iasi Rispondi
    Prof, sicuramente questo è un passo importante per il welfare aziendale in Italia, viene infatti legittimata un importante fonte di finanziamento per le PMI: il premio di produttività. Quello che credo sia necessario è rivedere in maniera organica il testo del'art 51 TUIR, non solo sulla tipologia di nuovi interventi (già prevista nella bozza della Legge di stabilità) ma anche in relazione ai tetti di deducibilità ormai bloccati da decenni. Non crede possa essere un ulteriore step per stimolare la crescita del welfare, che oramai vede il suo futuro in azienda?
  3. Enrico Rispondi
    E abbassare semplicemente le esorbitanti tasse in busta paga no? Poi con i soldi in più ci si crea da soli il welfare
  4. Carlo Rispondi
    Di primo acchito l'idea dei voucher welfare mi sembra un pasticcio. Genera un'area di attività che ha esclusivamente giustificazioni fiscali e non mi sembra migliori l'efficienza economica complessiva. Introduce invece intermediari che non hanno reali giustificazioni economiche che sarà molto difficile smontare in futuro. Mi sembra una situazione simile a quella dei ticket pasto che aggiungono complessità al sistema senza alcun beneficio effettivo al sistema economico stesso.