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  1. Lorenzo Rispondi
    Basta vi prego con questa favoletta che i farmaci costano tanto perché "eh poverette le case farmaceutiche hanno tanti costi di R&D e molti non sfociano da nessuna parte!". Le big pharma hanno margini operativi, dopo quindi sia i costi spesati nell'anno che ammortamenti degli investimenti, oltre il 30%. più del doppio dell'industria e oltre anche alle migliori aziende del lusso. E qual è di solito la voce di costo maggiore? Non la ricerca e sviluppo ma il marketing. Ma come, il loro lavoro è produrre farmaci e spendo più a convincere medici e pazienti che per la ricerca? Ma un buon farmaco non dovrebbe vendersi da solo se funzionasse davvero? Siamo ormai talmente assuefatti al liberismo che non vediamo il marcio gigantesco davanti ai nostri occhi.
  2. marcello Rispondi
    l modello di business delle case farmaceutiche è simile a quello delle major discografiche-cinematografiche: il blockbuster. La sony, sull'orlo della catastrofe fu salvata dal primo Spider Man e, come ben visibile a tutti, il mercato cinematografico è ora invaso da film che negli anni 70 erano considerati dei B-movie. Il capostipite di questa deriva Holliwoodiana fu lo Squalo di Spielberg. L'industria dei farmaci ha una struttura simile. Un farmaco di successo paga tutta la ricerca fallita e futura. I tassi di fallimento sono come noto elevatissimi e casi anche recenti indicano (Roche con tamiflu durante l'aviaria) che la politica industriale non è cambiata. E' evidente che esiste un problema di costi fissi elevati, mentre i costi marginali sono bassi, troppo bassi per fissare dei prezzi. Quindi o si finanza la ricerca con network che intervengono sui processi di scoperta a monte, oppure a valle diventa difficle intervenire, a meno di ricorrere a tariffazione, ma mi sembra difficile vista la natura aleatoria dei farmaci. Per esempio sui vaccini si potrebbe operare in questo modo, invece si lascia l'iniziativa e gli oneri ai privati, a cui poi si vogliono imporre vincoli di prezzo.
  3. Giorgio Giuliani Rispondi
    Nel costo di produzione che voi citate è incluso anche il costo della ricerca per arrivare al farmaco commercializzabile?
    • Gli autori Rispondi
      Il costo di 100 euro circa stimato per sofosbuvir (vedi anche http://www.forbes.com/sites/edsilverman/2013/11/11/will-the-new-hepatitis-c-drugs-trigger-a-battle-over-cost/ ) rappresenta un costo “fisso” di produzione. Banalizzando, il recupero dell’investimento fatto in ricerca dipende da una variabile (nel senso che “varia”) fondamentale, che è la quantità di farmaco che le ditte vendono. Va sicuramente considerato che in questo come in molti altri casi, gli investimenti fatti sono notevoli (anche se ci sono opinioni molto diverse su quale sia in media l’investimento necessario per sviluppare un farmaco: vedi a titolo di esempio http://www.economist.com/news/business/21635005-startling-new-cost-estimate-new-medicines-met-scepticism-price-failure ). Sembra tuttavia che per Sovaldi (sofosbuvir) la ditta abbia recuperato l’investimento fatto già nel primo anno di commercializzazione nei paesi in cui il prezzo di vendita del farmaco è nettamente più elevato (vedi http://www.nejm.org/doi/pdf/10.1056/NEJMp1500848 ). Ciò non è facile da appurare, poiché in genere non sono adeguatamente esplicitate le risorse impiegate nel processo di sviluppo di un farmaco. Lo stesso Senato americano (Committee on Finance) ha richiesto ufficialmente alla Gilead di esplicitare gli elementi che possano giustificare un prezzo così alto per Sovaldi (vedi http://www.finance.senate.gov/imo/media/doc/Wyden-Grassley%20Document%20Request%20to%20Gilead%207-11-141.pdf)
    • Gli autori Rispondi
      Il costo di 100 euro circa stimato per sofosbuvir rappresenta un costo “fisso” di produzione. Il recupero dell’investimento fatto in ricerca dipende da una variabile (nel senso che “varia”) fondamentale, che è la quantità di farmaco che le ditte vendono. Banalizzando: se un trattamento costa 10 e io lo vendo a 110, guadagno 100. Se ho investito 10.000 in ricerca, i primi 100 trattamenti mi servono per recuperare l’investimento fatto. Se io vendessi ogni trattamento a 210 invece che a 110, basterebbe venderne 50 per recuperare l’investimento (a parità di costo fisso di produzione). Va sicuramente considerato che in questo come in molti altri casi, gli investimenti fatti sono notevoli (anche se ci sono opinioni molto diverse su quale sia in media l’investimento necessario per sviluppare un farmaco). Sembra tuttavia che per Sovaldi (sofosbuvir) la ditta abbia recuperato l’investimento fatto già nel primo anno di commercializzazione nei paesi in cui il prezzo di vendita del farmaco è nettamente più elevato. Ciò non è facile da appurare, poiché in genere non sono adeguatamente esplicitate le risorse impiegate nel processo di sviluppo di un farmaco. Lo stesso Senato americano (Committee on Finance) ha richiesto ufficialmente alla Gilead di esplicitare gli elementi che possano giustificare un prezzo così alto per Sovaldi. Sono disponibili su richiesta alcune referenze bibliografiche (non inseribili qui per motivi di spazio)