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  1. sss Rispondi
    Nel mio commento non voglio aggiungere l'ennesima proposta di soluzione ma vorrei invece porre una semplice domanda, sperando che qualcuno mi risponda. Sapreste dirmi cosa è la produttività indipendentemente da come la si misuri? Se ci sono motivi per considerare il valore aggiunto per lavoratore un "buon indicatore della produttività media" forse ce ne sono almeno altrettanti per considerarlo distorto. Grazie
  2. Cincera Rispondi
    La Soluzione definitiva E' Non tassare a vita le imprese che vanno ad operare nel Sud Con l'obbligo di investire gli utili nel circuito economico locale E modernizzare nel rispetto dell'ambiente Facendo così aumentare i salari e i consumi E soprattutto azzerare il costo sociale della disoccupazione e gli effetti dolosi della malavita Della corruzione e dell'evasione fiscale Un programma economico e sociale che ne sono certo creerà migliaia di posti di lavoro... gcincera
  3. M.S. Rispondi
    Il mio maestro di economia politica non era un neoclassico. Mi fece comprendere piccoli fatti semplici, che gli economisti neoclassici spesso nascondono. Ad esempio: se la Regione A produce l'80% di beni industriali e il 20% di lavori edili, e la Regione B produce il 60% di beni industriali e il 40% di lavori edili, ci si può legittimamente attendere che la produttività totale del lavoro, che considera i due settori insieme, sia più alta nella Regione A e più bassa nella Regione B. La produttività a cui mi riferisco è la produttività tecnica del lavoro, a prescindere dai salari, poiché un comparto (l'edilizia) è ad alta intensità di lavoro e bassa produttività, mentre l'altro comparto (manifattura) è ad alta produttività del lavoro e maggiore intensità di capitale. Mi preme evidenziare questo perché ragionare solo di incentivi può non bastare, o colpire l'obiettivo sbagliato. Se infatti la Regione B continua a produrre più edilizia che industria (rispetto alla regione A), il risultato di uno sgravio sul costo del lavoro che non modificasse la struttura produttiva non modificherebbe nemmeno il divario di produttività. Marco Spampinato
  4. User Rispondi
    Articolo da pensiero capitalista! Vi siete dimenticati quando le industrie del nord prendevano (e ancora) prendono denaro pubblico a go-go perché in perdita? Siete liberisti quando vi conviene e socialisti quando non vi conviene.
  5. enzo Rispondi
    In linea generale sarei daccordo con una politica di bbassamento dei costi di produzione in un'area geografica che oltre a presentare gli stessi difetti del paese ne aggiunge di suoi propri. anche se bisogna considerare gli ostacoli della ue. tuttavia per attribuire la minore produttività al fattore lavoro si dovrebbero considerare le stesse imprese con localizzazione differente. ad esmpio fiat di melfi con fiat mirafiori. altrimenti il basso dato della produttività potrebbe essere causato , almeno in parte, dai fattori organizzativi, finanziari , logistici, capitale ecc
  6. Pier Doloni Franzusi Rispondi
    L'unica soluzione e' lasciare i salari al mercato, nonche' allienare anche i salari pubblici a costo della vita e PIL salari medi dell'area in cui operano. A quel punto avra' senso investire al sud e questo potra' crescere senza aver bisogno di forme di assistenza che poi finiscono solo per alimentare la corruzione. Non capisco poi perche' sarebbe auspicabile che ci fossero gli stessi salari che al nord, sicuri che siano meglio 1200 euro in Sicilia che 1600 a Milano, per lo stesso lavoro?
  7. Giorgio Rispondi
    Sono interessato al grafico. Dove è possibile reperire dei dati?
  8. Antonio Aquino Rispondi
    Una forte riduzione del costo del lavoro per le imprese del Mezzogiorno esposte alla concorrenza esterna (in particolare quelle manifatturiere) è indispensabile per indirizzare il Sud verso una situazione di normalità occupazionale. Sgravi fiscali consentirebbero a queste imprese di offrire ai lavoratori retribuzioni analoghe a quelle dei settori protetti (in particolare quello pubblico) con un costo del lavoro minore di quello delle imprese del Nord, così da compensare la differenza di produttività. Una causa importante della minore produttività delle imprese manifatturiere del Mezzogiorno è una carenza di esperienze produttive; il sostegno all'attività di queste imprese mediante sgravi fiscali stimolerebbe gradualmente la loro produttività (il capitale umano si forma anche nelle imprese mediante il "learning by doing"). La Commissione Europea si oppone a forme di fiscalità di vantaggio per le imprese del Mezzogiorno, ritenendo che i divari di produttività debbano essere eliminati mediante l'uso efficace dei fondi strutturali. Purtroppo l'esperienza degli ultimi 30 anni ha evidenziato chiaramente che, anche nelle regioni in cui questi fondi sembrano essere stati utilizzati meglio (per esempio la Puglia), il loro impatto sulla produttività, e quindi sulla competitività delle imprese, è stato pressoché nullo. E' quindi necessario sollecitare un ripensamento da parte della Commissione europea sulle politiche di stimolo della competitività delle imprese del Mezzogiorno.
  9. Raffaele Principe Rispondi
    Nel settore privato i salari reali sono molto più bassi di quelli dichiarati. Si aggirano sui 400-600 euro mensili, anche se in busta paga risultano il doppio. gli aiuti agli imprenditori non producono un solo posto di lavoro in più. Ma sulla produttività, intesa come innovazione tecnologica e dei processi che questi bassi salari, paradossalmente, non la incentivano, oltre ad avere un ricambio continuo dei dipendenti che, giustamente, cercano occupazione migliore, sia come retribuzione che come ambiente. Le imprese hanno enorme liquidità disponibile che magari portano in Svizzera, ma che non investono in innovazione, tranne pochissimi casi, proprio perchè hanno disponibile una gran quantità di manodopera a bassissimo costo. Renzi ha gridato ai quattro venti che il capolarato va stroncato subito, ma non c'è solo quello. Bisognerebbe imporre che le retribuzioni fossero erogate solo con bonifico e magari poi fare indagini sui c/c dei dipendenti (strana proposta) per evitare ce il giorno dopo riportino il 50% del salario all'"imprenditore". E questi salari sono veri soprattutto per i giovani, anche qualificati: laureati e diplomati. E se proprio Renzi avesse in animo di dare una mano al sud, darebbe un salario minimo, anche 400-500 euro mensili, a tutti i disoccupati, altro che abolizione della Tasi, così sottrarrebbe dal ricatto della sopravvivenza quotidiana milioni di persone e stimolerebbe le aziende ad essere competitive puntando all'innovazione ed anche alla trasparenza
  10. Leo Rispondi
    Il problema del sud, se proprio ne dobbiamo individuare uno solo (prevalente sugli altri), non è dato dai salari alti bensì dalla mancanza di lavori ben retribuiti nel settore privato. Il settore pubblico offre retribuzioni in media superiori rispetto a quelle del settore privato. La forza lavoro migliore del sud cerca opportunità di lavoro preferenzialmente nel settore pubblico; in tanti vincono concorsi al Nord al solo scopo di poter un giorno tornare nel loro amato sud. Questo stato di cose spiega la difficoltà, da parte di quelle aziende private che decidono di investire nel SUD, a reperire le professionalità di cui necessitano; riescono a reperire, anche a buon mercato, solo forza lavoro poco qualificata. Questo stato di cose è alla base della minore produttività del lavoro al sud. La soluzione a problema della bassa produttività del lavoro sta nel retribuire meglio le professionalità più qualificate mantenendo per tutto il tempo necessario (anche qualche decennio) un elevato gap retributivo con la forza lavoro meno qualificata.
  11. Antonio Perricone Rispondi
    Se tralasciamo considerazioni di tipo etico, non credo che salari molto più bassi (persino del 30%) possano essere una motivazione all'emigrazione in un paese a bassa mobilità come l'Italia. Credo invece che possano aiutare, naturalmente insieme a sgravi fiscali certi, (oltre ai soliti e mai applicati ingredienti: infrastrutture, sicurezza, meno burocrazia ottusa e meno politica nell'economia). Se poi si abolissero le regioni a statuto speciale.......ma è soltanto un sogno.