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  1. Rio Rispondi
    Precisiamo anche che lo Studio OCSE citato nell'articolo è del Gennaio 2007, quindi pre-crisi ed è basato per lo più su serie storiche 1995 - 2000 (in alcuni casi, con alcuni dati sino a max il 2005). Se fosse ripetuto su dati 2008-2014,racconterebbe una storia molto peggiore, per l'Italia.
  2. Plinio Rispondi
    Concordo con Miguel, lavoro in una PMI i cui dirigenti non sono in grado ne di sapere esattamente di quali abilità hanno veramente bisogno, ne di valorizzare quelle presenti. Il fenomeno dei fuoricorso in Italia non si è mai risolto perché l'Università ha bisogno di utenza parcheggiata a pagare le tasse universitarie e a giustificare corsi inutili (magari illudendo con falsità gli studenti).
    • bob Rispondi
      "...l'Università ha bisogno di utenza parcheggiata.."! Aggiungerei la riforma scolastica dei licei e degli istituti in genere realizzata con l'unico obiettivo di creare "posti di lavoro". Istituti professionali sovrapposti agli istituti tecnici, per non paralre della vergognosa riforma dei licei con l'istituzione di specialità assurde (liceo scienze applicate, liceo umanistico, et etc) . Viviamo in un Paese in cui senti genitori dire " l'importante avere un pezzo di carta" la politica demagogica e populista accontenta il popolo. Oggi abbiamo bisogno di creare cultura e non pezzi di carta che poi sappiamo dove vanno a finire ( posti fittizi di Regioni, Enti e altro). Formare un perito chimico oggi basta un corso di 6 mesi e non 5 inutili anni a scaldare sedie, si confonde la preparazione tecnica specifica con la cultura che dovrebbe essere cosa anche personale ( leggere libri, giornali, imparare una lingua). Come disse la mamma di Treviso " non è importante che mio figlio sappia l'italiano basta che sa l'inglese e il computer" ....i risultati sono sotto gli occhi di tutti !!
  3. Miguel Rispondi
    «La principale, ma certamente non l’unica, ragione di questa maggiore durata è la mancanza nei giovani di abilità professionali sufficienti a spingere le aziende ad assumerli a tempo indeterminato.». Ma se i giovani italiani sono così scarsi, perché poi vengono assunti da aziende estere? Le possibilità che vedo sono quattro: (1) prima del Job Act, in Italia era difficilissimo liberarsi di un dipendente mentre all'estro no (2) molte PMI italiane non sanno capire il valore delle persone (3) molte PMI italiane hanno un business che non richiede grandi competenze (4) fuori dall'Italia gli imprenditori sono idioti. Ora, escludiamo la (4) e da qualche mese la (1) non è più vera. Restano la (3) e la (4).