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  1. Marco Antoniotti Rispondi
    Due questioni. (1) L'asserzione che "livelli alti di salario minimo" (definizione: salario che permette di campare) "genera disoccupazione e assunzioni in nero" non è provata; in ogni caso il lavoro nero imperversa anche senza salario minimo (Italia e Grecia docunt). (2) la nozione di "efficienza" in Economia solitamente non risponde a nozioni di well-being generalizzato essendo fondata su assunzioni oramai poco plausibili tipo "produttività" e "razionalità degli agenti economici". La logica conseguenza è quindi di fissare il salario minimo ad un livello degno, quindi ridistribuire ricchezza e cambiare in generale l'agenda. Non è un caso che negli USA la campagna sia per i 15USD. In Italia dovrebbe essere per i 10EUR (netti).
  2. pinkopalla Rispondi
    La produttività del lavoro dipende anche dagli investimenti, i quali, a parità di altre condizioni, languono quando il costo del lavoro è basso. Sarebbe il classico gatto che si morde la coda. Inoltre, vanno considerati gli effetti negativi di salari bassi sui consumi e i costi sociali connessi. Personalmente, preferirei un bel reddito di cittadinanza, tale da garantire almeno la sopravvivenza e quindi tale da consentire agli interessati di non lavorare a condizioni peggiori di esso. Se invece essi dovessero essere obbligati a lavorare a salari minimi da fame, allora non ci sarebbe più alcuna dinamica domanda/offerta per il lavoro e quindi ogni maschera sarebbe stata calata.
  3. bob Rispondi
    ha senso parlare di salario minimo senza parlare di lavoro e progetti politici tali da crearlo? Questo Paese è avvitato su se stesso: si parla solo di tasse e di come ridistribuire una ricchezza che non c'è e neanche si produce. Compitini da svolgere perdendo il senso della realtà
  4. Concita Rispondi
    Innanzitutto, un salario minimo legale dovrebbe essere proporzionato alla produttività del lavoro. Se il salario eccede il valore del prodotto di un lavoratore, si crea una situazione non sostenibile per l’impresa, che decide di non assumere o di assumere in nero. Ma non sarebbe più onesto parametrizzare il salrio al costo reale della vita? Cosa se ne fa un impresa di tanta produzione se poi non riesce a vendere?
  5. Ferrariemil Rispondi
    Mentre si taglia il sistema sanitario e la scuola pubblica e le pensioni diventano un miraggio... (Che sono qualcosa come salario differito) .Mentre la BCE può prestare soldi infiniti alle banche ed agli stati si impone il pareggio di bilancio minando così la possibilità e l'idea di uno stato imprenditore... In un momento in cui nessuno spende perché la maggioranza della popolazione è alle strette... 7 o 9 euro all'ora vi sembran tanti? Fate un tentativo non teorico, ma reale: provate a vivere con il salario che predicate.
    • Pier Doloni Franzusi Rispondi
      Possiamo anche fissare un salario minimo a 20 euro l'ora purche' sia chiaro, come spiegato nell'articolo, che poi il rischio (certezza) e' che questo crei disoccupazione e lavoro nero. perche' ignorare gli effetti pratici di certe decisioni? Se l'obiettivo e' aiutare i lavoratori piu' deboli, un salario minimo troppo alto non li aiuterebbe per niente. A me 7 euro sembrano decisamente tanti anche per il Nord Italia, comunque, sono un intorno di 1.100 euro al mese. Non proprio pochissimo per un minimo.
      • Ferrariemil Rispondi
        Rispondo nuovamente; se sette -7- euro vi sembrano tanti, provate a viverci. Non esiste test più empiricamente fondato di così. Poi la teoria è carina e formalmente elegante, ma in questo momento risulta totalmente fuori luogo. Bisogna partire a monte del problema: inserire potere d'acquisto nelle tasche dei cittadini, in un modo o nell'altro.
      • Emiliano Rispondi
        Comprendo bene la logica dell'articolo, so di cosa si sta parlando, ma ripeto, si provi a vivere su 7 euro l'ora - che vi sembrano tanti. Una verifica empirica migliore non esiste. Il problema rimane quello di mettere nelle tasche dei cittadini un potere d'acquisto. In un modo o nell'altro.
  6. Dimitri Cerioli Rispondi
    Buongiorno, l'Italia è il paese dei paradossi a volte. Per il tanto vituperato lavoro accessorio è stabilito un salario minimo pari a € 7,50 nette e € 10,00 lorde. Quindi il lavoro da molti (a mio avviso erroneamente, visto che sono previste alcune tutele previdenziali) considerato meno protetto è il più protetto a livello economico. Per l'ardua scelta, su quale sia il livello da scegliere, abbiamo a disposizione comunque un altro dato: il minimale di contribuzione ad oggi pari a € 7,15 indicativamente. Tutti i valori sopra indicati sono già previsti da norme e soggetti a rivalutazione ogni anno. Quindi basta poco per introdurre il salario minimo in Italia: norma che ci renderebbe sicuramente un paese migliore, in quanto dà un "valore" al lavoro, qualunque esso sia, indipendentemente dalle modalità con cui viene svolto.