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  1. Luca Rispondi
    Molto calzante il parallelismo tra l'impresa indebitata e la Grecia e a mio avviso un incisivo allentamento dell' austerity con conseguente sostegno di piani di recupero andrebbe esteso ad ogni Paese UE. Tuttavia temo che, per i suddetti piani, siano indispensabili condizioni che l'Unione attuale non può offrire (p.e. politica monetaria in grado di ridurre il debito). Penso sia ormai evidente che le cose debbono cambiare in modo drastico, o nella direzione di una VERA unione europea (ipotesi migliore ma di difficilissima praticabilità data la mole di differenti interessi in gioco) o nello scioglimento di questa pseudo UE comprendendo il ritorno alla moneta nazionale con annessi gli enormi rischi cui si andrebbe incontro.
  2. IC Rispondi
    Si è detto che la Grecia in passato ha falsificato i conti. Mi chiedo se in Grecia è stato apeto un procedimento giudiziario contro i responsabili. E i controllori europei che non si sono accorti di nulla hanno fatto il loro dovere o guardavano altrove? Si possono avere i nomi dei responsabili?
  3. davide445 Rispondi
    La Grecia ha indubbiamente le sue colpe, ma come detto nell'articolo questa crisi poteva essere ampiamente evitata con benefici per tutti visto il peso bassissimo che ha l'economia e il debito greco rispetto all'eurozona. Alla fine viene messo in discussione il modello europeo che così evidentemente non funziona: burocrazia inutile e costosissima, zero capacità decisionale, strategia finanziaria suicida o al servizio della sola Germania. Con la Grexit avremo un possibile beneficio : testare sulla pelle dei greci se in fondo essere fuori dall'euro può essere meglio che essere dentro per stati che non siano la Germania. Penso che in molti abbiano paura di conoscere la risposta a partire da Germania USA e FMI.
  4. Marco Rispondi
    E se la recessione fosse dovuta solo a un problema di domanda interna? Chi l'ha detto che queste riforme sono realmente necessarie? Chi l'ha detto che non sarebbero deletrie? Se la riduzione di spesa o l'aumento di tasse generassero un effetto recessivo maggiore di eventuali guadagni di altro genere?
  5. Guglielmo Weber Rispondi
    "Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali." (Art. 75, comma 2, Costituzione della Repubblica Italiana). Se solo questa norma di grandissimo buon senso valesse in Grecia ...
    • Miguel Rispondi
      Anche le leggi razziali per qualcuno erano frutto di un buon senso.
  6. Marco Trento Rispondi
    Spagna, Portogallo e Irlanda hanno fatto i compiti e stanno uscendo dalla recessione. Tsipras fa un referendum, va bene, ma su cosa esattamente? Qualcuno conosce il testo preciso del compromesso di Bruxelles? Quando i popoli di Francia e Olanda votarono contro la Costituzione europea nel 2005, almeno si sapeva esattamente su cosa si votava. Adesso non è neppure chiaro il testo. Tsipras è un incosciente. Fuori i bizantini dall'Europa moderna. Iniziamo a parlare di cose serie con gente seria.
    • Miguel Rispondi
      E chi sarebbe la gente seria? Forse Francia e Germania che nel 2003 furono graziati dopo aver sforato il rapporto deficit/pil previsto dal patto di stabilità e che anni dopo invece si son messi a dare lezioni di buon governo a tutti gli altri, dando i compiti per casa? Forse Francia e Germania che, nonostante un primo crac della Grecia nel lontano 2010, non hanno mai promosso un cambio di rotta in direzione di una gestione maggiormente comunitaria della vita dell'Unione? Forse certi creditori che pretedevano di investire a rischio zero? Fammi capire per cortesia chi è stato serio negli ultimi 15 anni.
  7. Savino Rispondi
    Una nazione che ha regalato soldi pubblici a pioggia per decenni, facendo debiti, deve solo tacere e non sfidare l'Europa, minacciandone la distruzione. Vale anche per l'Italia.