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  1. alessandro marzocchi Rispondi
    Il problema è una migliore efficienza del privato sul pubblico (Achille), ed anche l'incompetenza di chi scrive le norme (Nicolas). Culturalmente, siamo imbevuti di privilegi: non ci piace applicare le leggi ma "interpretarle", la nostra cultura ci spinge a leggi "interpretabili" nel senso di "troppo" equivoche e/od ipocrite. Non chiediamo rendiconti (accountability) perchè non vogliamo darne: ogni italiano vuole essere, si sente, "fuori legge". Apprezzo l'impegno di Vitalba Azzollini e condivido le sue conclusioni ma temo che sia una battaglia che vogliamo non combattere. Ovviamente spero di sbagliare r mrl mio piccolo lavoro per una cultura meno individualista e più attenta a creare valori sociali, che riconosco il valore (anche economico) delle regole e del loro rispetto.
    • bob Rispondi
      "...meno individualista e più attenta a creare valori sociali" . Esattamente la formula che ha creato la burocrazia cioè: quella del 6 politico e del livellamento al ribasso.
  2. Nicolas Rispondi
    Da non trascurare le incompetenze del redattore delle norme che richiedono successive, contrastanti, opportunistiche, circolari e chiarimenti che delegano, di fatto, l'esautorazione del legislatore.
  3. Nicolas Rispondi
    Una problematica da non sottovalutare è l'incompetenza dei redattori delle norme, sopratutto nella materia fiscale, che necessitano di interpretazioni, chiarimenti, circolari,utili ad alimentare il caos ed apparentemente immenso della vita dei regolatori
  4. Danilo Rispondi
    Questo bell'articolo chiarisce perché le grandi riforme sulle quali il nostro ceto dirigente politico e non continua ad affannarsi da decenni non portano mai se non a miseri risultati inavvertibili dal cittadino medio. Senza una PA che funzioni come accade negli altri paesi civili Europei e non, non si va da nessuna parte. Ovvero si va sempre più verso un progressivo scollamento fra cittadini e Stato e si aprono le porte a ogni sorta di sguaiata corsa al potere che data la situazione offre mille strade per fare della sua gestione "cosa nostra" come si puo verificare ogni giorno a ogni livello. In un paese civilmente fragile come il nostro le conseguenze politiche possono essere imprevedibili. Una PA che funziona al servizio della collettività è la condizione essenziale e necessaria per il funzionamento di ogni altro aspetto della vita di un paese.
    • Nicolas Rispondi
      Stiamo nell'argomento con l'auspicio che qualcuno intraprenda seri provvedimento verso quell' inadeguato dirigente dell'agenzia delle entrate che ha determinato la delibera che ha dato origine al comunicato stampa del 02/07/2015 (chi mi spiega la valenza legale di questo atto ?) con il quale ha abbassato la detrazione forfettaria per gli autotrasportatori, pensate un po, per il 2014. Una barzelletta.
  5. Achille Rispondi
    Leggi ad hoc per "tassare" la povera gente. Vedere la novità delle certificazioni per gli splitter dei condizionatori. La regulatory inflation/pollution esistono in quanto strumenti efficaci per i mantenimento di strutture non produttive e ridondanti. Se non si incentivano le imprese private, ci toccherà fare la fine della Grecia: tutti assunti nello Stato e falsificazione dei conti per tenere in vita la baracca.
  6. bob Rispondi
    "..Una sorta di “tesoretto” giace inutilizzato " . Non è inutilizzato è sovrautilizzato nel mantenimento di posti inutili che concorrono a creare una burocrazia inutile e dannosa. Oggi ci sono intere categorie non solo di impiegati pubblici ma anche di "professionisti" che vivono su norme create ad hoc per costringere a pagare pedaggio. Basterebbe analizzare ( non so perchè nessuno lo fa) interi settori realmente produttivi dove la presenza di italiani è zero ( edilizia, agricoltura, ristorazione etc) a fronte di una percentuale bassa di laureati, di un alto abbandono dello studio, di un basso utilizzo di Internet . Ma allora cosa fa l'italiano? Vive di politica e di quello che ancora la politica riesce a dare. Il sistema marcio impostato oltre 40 anni fa, basato sul posto pubblico sugli assurdi livelli di potere tra lo Stato e l'ultima circoscrizione, non regge più l'evoluzione in atto nel mondo. Una lotta di classe tra che sorregge il "cappio della burocrazia" e chi ogni giorno corre per non metterci dentro la testa
    • Giuseppe Rispondi
      Mi ero ripromesso di votare Renzi a vita se avesse ottemperato a quella che era stata la sua prima promessa: semplificare la burocrazia. Dopo averlo visto all'opera è chiaro che non avrà mai il mio voto. Non solo per questo, ma soprattutto per questo.