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  1. bob Rispondi
    ..non è l' immigrazione che mette spavento ma fa terrore sentire che la cosa si può risolvere parlando di "quote". Un evento epocale storico di proporzioni bibliche si può risolvere con un evento politico uguale e contrario. La domanda che gli Stati si devono porre è: può una situazione come quella dell'Africa Mediterranea e del Medio Oriente essere lasciata così e non risolta? Io credo di no! Le quote sono pannicelli caldi di piccoli e miseri poltici che in altri momento storici non avrebbero fatto neanche il presidente della bocciofila di Buccinasco
  2. IC Rispondi
    I numeri dei profughi presenti in alcuni paesi extraeurope citati dall'Autore si riferiscono ad archi temporali non ristretti e a popolazioni che spesso appartengono alla medesima etnia del paese ospitante. Per coerenza dovremmo conteggiare anche i profughi arrivati nei vari paesi europei nel sec. XX. Pensiamo a greci e armeni fuggiti ai genocidi turchi, ai russi fuggiti per la rivoluzione d'Ottobre, agli istriani vittime della pulizia etnica, a tedeschi, ungheresi, romeni, polacchi, finni esodati per gli spostamenti dei confini dopo la seconda guerra mondiale, ai profughi per il comunismo passati dall'Europa orientale a quella occidentale e così via.
    • IC Rispondi
      Mi ero dimenticato di ricordare i pieds noirs d'Algeria e tutti gli europei cacciati dalle ex colonie europee in Africa, fra le quali Libia, Somalia, Etiopia. Tutti profughi accolti in Europa
  3. Massimo Gandini Rispondi
    Secondo l'autore l'Europa è un recipiente con una capacità inesauribile. Le conseguenze nefaste di questa visione credo che porteranno a conseguenze catastrofiche nei prossimi anni per i cittadini europei. L'unico aspetto positivo è che perfino un "buonista-terzomondista" accanito come il nostro professore non chiama i migranti con il ridicolo termine di risorse, ormai ci si è resi conto che non sono una risorsa ma solo un grosso problema. Un problema immenso che ci porterà grandi guai
  4. Jack Rispondi
    Sbaglio o vedo quasi "un'apologia dello scafismo" ?La verità è, anche se nessuno lo dice chiaramente : nessuno Stato europeo vuole rifugiati , quantomeno nel numero che si auspica l'autore. E non vedo perché se la Giordania ne ospita tot, anche gli Stati europei devono fare lo stesso. Ma ci sta scritto da qualche parte ? A volte si dibatte tra chi dice " non possiamo accogliere tutti" e chi dice appunto " sono pochi". Chi ha ragione ? Non possiamo dirlo.Sicuramente gli immigrazionisti sono convinti di avere la verità in tasca, perché loro sono "buoni" ,mentre gli "sporchi razzisti" che non vogliono immigrazione di massa ( che siano profughi o meno) sono brutti e cattivi. Quindi, chi lo dovrebbe decidere il numero se non gli Stati , che dovrebbero decidere tenendo conto dei bisogni prima dei propri cittadini ( welfare, consumo del territorio, sovrappopolazione, sanità, delinquenza , dumping salariale etc) ? Io francamente non trovo giustificabile , per esempio, tagliare le cose messe tra parentesi e quindi peggiorare la vita degli "autoctoni" in nome di un non meglio precisato dovere umanitario. Nel caso dell'Italia è vero che, vista l'assenza di welfare , da quel punto di vista non c'è niente da tagliare, ma altri paesi il problema se lo pongono, e giustamente. Quindi anch'io sono favorevole ad accogliere i profughi ( quelli veri) ma tenendo conto delle esigenze dello Stato che li accoglie. Non siamo colpevoli di niente, al contrario di quello che ci vogliono far credere.
  5. Enrico Motta Rispondi
    Forse ho capito le critiche del Prof. Ambrosini all'agenda UE sull'immigrazione. Ma non trovo nel suo articolo proposte esplicite su come affrontare il problema; intravedo solo accenni ad alcune soluzioni, che a me sembrano demagogico-buoniste, e non altro. Libano, Turchia e Giordania, e aggiungo il Kenya, hanno milioni di profughi; allora quanti ne dovrebbe ospitare l'Europa ? Ma in quali condizioni e con quali prospettive quei paesi li stanno ospitando? Se arrivassero in Europa vari milioni di immigranti il cibo non mancherebbe di certo, le case forse basterebbero, ma loro cosa potrebbero fare tutto il giorno, e per quanti anni? Non facciamo finta che questi problemi non esistono, salvo scoprirli tra dieci o vent'anni. E l'affermazione che se si favorisse lo sviluppo nei paesi da cui provengono " il risultato sarebbe in una prima fase un incremento delle partenze" mi sembra assurdo; in realtà la stabilizzazione politica e lo sviluppo economico sono le uniche cose che i loro abitanti cercano quando scappano.
  6. Bruno Rispondi
    Supponiamo che i Paesi europei organizzino dei servizi regolari di trasporto tra gli Stati elencati nell'articolo e l'Europa. Servizio regolato da norme accettate dallONU e dagli Stati interessati. Quanti milioni di individui, compresi quindi i relativi familiari a carico, possono essere assorbiti in Europa? Quali sarebbero le conseguenze dopo 30 anni e poi oltre?
    • antonio Rispondi
      L’Europa non ha fatto l’unica cosa realmente importante per salvare la vita dei profughi e dei migranti: permettere vie alternative e sicure di accesso. Misure che esistono e sono realizzabili: canali e visti umanitari, domande d’asilo da paesi terzi, un massivo programma di reinsediamento. Ma anche una diversa politica in termini di visti d’ingresso per motivi di lavoro. fonte http://minoristranierinonaccompagnati.blogspot.it/2015/05/pro-e-contro-dell-agenda-ue-sui-migranti.html