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  1. beneathsurface Rispondi
    Grazie professore leggerò attentamente e con interesse il paper che ha linkato. La brevità dei caratteri a disposizione per i commenti mi aveva impedito di aggiungere una mia conclusione. Lo faccio ora. Penso che per evitare l'effetto microeconomico da me ipotizzato serva anche una altra riforma strutturale, quella del mercato della domanda e offerta lavorativa e formativa. Per fare il solito esempio, il modello tedesco con la sua percentuale di successo nell'incontrare domanda e offerta supererebbe lo scoglio della flessibilità in uscita, del peso della disoccupazione involontaria sulle casse pubbliche e sarebbe pure di disincentivo alla flessibilità salariale "ingiustificata" dai peggiori risultati aziendali ma causata x esempio solo dal minore potere sindacale dei lavoratori. E così si torna al discorso solito: tutto si tiene, ma l'insieme delle riforme necessarie è largo e necessariamente armonico. Lei cosa ne pensa? Saluti e ancora grazie
  2. Savino Rispondi
    Le riforme strutturali servono se vanno a colipire le rendite di posizione diffuse a macchia di leopardo che si sono profittate della crisi per arricchirsi. Diversamente, sono solo annunci con promesse da marinaio e perdite ulteriori di tempo.
  3. Paolo Rispondi
    Nella mia assoluta ignoranza dell'Economia, con la E, ho la sensazione di leggere tra le righe un velato riconoscimento del fallimento della moneta unica perlomeno per i paesi del sud Europa, dal quale magari trarre conclusioni... si può fare crescita e sviluppo soltanto se si dispone della possibiltà di agire sulla " propria " moneta!
  4. beneathsurface Rispondi
    Gent.mo Prof.,prendo un modello keynesiano ADAS. La flessibilità dei salari nominali,facendo slittare a destra la curva AS porterebbe a diminuzione dei prezzi,più occupazione e reddito. Il modello già così condurrebbe all'agognata 'stabilità occupazionale'. Ciò che x me Lei non dice sono i presumibili effetti microeconomici di tale riforma sulle preferenze dei singoli soggetti.Se io sapessi che il mio salario è flessibile e legato ai risultati aziendali,settoriali,nazionali,attuali o prospettici,allora sarei più propenso a risparmiare OGGI. Maggiore propensione al risparmio uguale minore inclinazione di curva IS e(se investisse la componente autonoma di consumi e investimenti)lo slittamento verso sinistra della stessa.Risultato:minore livello di reddito nazionale e tassi di interesse reali più bassi. In tal senso una politica monetaria espansiva produce ulteriore riduzione dei tassi reali e aumento dei prezzi,con conseguente riduzione del valore reale dei salari. Si da inoltre per scontata l'esogenità dell'offerta di moneta,che tale non è,basti vedere i grami risultati di BCE a trasmettere la sua policy al sistema. Si può supporre che l'effetto su cambio reale sia prevalentemente svalutativo(causa prezzi e salari reali),ma si è sicuri che il nuovo livello dei tassi interesse sia coerente con resto del mondo?Un eventuale necessario rialzo(perfetta mobilità dei capitali)spiazzerebbe gli investimenti,e comunque i risparmiatori potrebbero cercare fuori confine rendimenti migliori
    • Tommaso Monacelli Rispondi
      Grazie del commento. Il punto è proprio nel modello che si usa per pensare alla questione. Un modello AD-AS da macro base non è in grado di generare il risultato, mentre un modello Neo Keyensiano pù avanzato lo è. Qui il link che fa da background al post. http://didattica.unibocconi.it/mypage/upload/49529_20131213_033538_GM-WSOEDECEMBER2013.PDF
  5. Giulio Giovannini Rispondi
    Grazie. Bell'articolo. Con articoli così il 5 x 1000 e sicuramente vostro