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  1. IC Rispondi
    Entrare in un CdA di un'impresa non significa necessariamente saper dare contributi validi alle decisioni manageriali. Con riferimento all'Italia si notano non pochi casi di donne membri di CdA che sono mogli o figlie di grandi azionisti. Un discorso a parte merita il Collegio Sindacale in cui sono indispensabili competenze ed esperienze specifiche che oggi sono ancora poco presenti nel mondo femminile. Ma nel prossimo decennio, con la maturazione delle nuove leve, la situazione potrebbe radicalmentee cambiare
  2. bob Rispondi
    ..la competenza , la professionalità, la lungimiranza, la mentalità aperta e ricettiva e anche una onestà intellettuale è determinata dal sesso? La vita mi ha insegnato che chi parla di mille regole, di procedure infinite, di quote a prescindere solitamente è una persona incerta, poco coraggiosa e restia a confrontarsi con i migliori, perchè confrontarsi vuole dire mettersi in gioco con il rischio di perdere. Accettare le idee migliori delle Tue non è solo sintomo di una grande personalità ma anche di un amore sincero del concetto di libertà che dovrebbe albergare in tutti noi soprattutto se amministratori di qualcosa. Non solo ma dovrebbe essere da stimolo per migliorarsi cosa a cui tutti noi dovremmo tendere. Ma è cosa faticosa e impegnativa molto meglio incunearsi tra un labirinto di percentuali e quote per raggiungere molto spesso quello che non si merita. Le quote rosa sono la maggiore offesa che si può fare alle persone in questo caso le donne!