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  1. Enzo Pisano Rispondi
    Ritengo che la madre di tutte le liberalizzazioni sia rappresentata dalla deregolamentazione legislativa di tutte le forme di obbligatorietà. Si prenda ad esempio, in tema di assicurazioni, la RCAuto (responsabilità civile). È indiscutibile che i gruppi assicurativi facciano cartello nascondendosi dietro l’obbligatorietà prevista per legge. Che tipo di concorrenza può mai svilupparsi? Capisco l’obiezione: senza assicurazione obbligatoria si rischierebbe il far west. È vero. Però si potrebbe imporre un’obbligatorietà solo per lesioni alle persone da un certo importo e lasciare la libertà di tutelarsi per la franchigia. Forse solo in tal caso sarebbero le assicurazioni a rincorrere le persone perbene che sono vessate pur non commettendo incidenti. Ricordo che quando decisi di lasciare la Telecom più di dieci anni fa (ora, con servizi maggiori, pago molto meno di allora) tra il serio e il faceto chiamai il 187 per sapere, prima di cambiare gestore, se avevano da offrirmi qualche vantaggio. La povera operatrice, pensando giustamente di avere a che fare con uno svitato, mi rispose che non avevano direttive in tal senso. Ora la Telecom mi chiama sistematicamente a pranzo e a cena. Ecco, mi piacerebbe tanto che avvenisse anche con le assicurazioni. E questo semplice provvedimento costituirebbe la cartina di tornasole di una vera liberalizzazione.
  2. Maurizio Caldo Rispondi
    Buonasera, per quanto riguarda la sanità ed in particolare farmacie, parafarmacie e distribuzione del farmaco, le faccio notare che le esultanze dei farmacisti titolari di farmacie sono durati il lasso di tempo in cui hanno compreso che con l'apertura della proprietà delle farmacie alle società di capitale e l'abolizione del tetto massimo di titolarità di 4 farmacie per singolo soggetto, il governo ha spazzato via la professionalità di TUTTI i farmacisti. In pratica il governo ha detto: Un FARMACISTA laureato, abilitato ed iscritto all'ordine titolare di una parafarmacia non può vendere i farmaci di fascia C, mentre un cinese che ha la 5^ elementare, ma che ha i soldi per costituire una SPA e comprarsi 50 farmacie lo può fare. E questa voi come la chiamate Concorrenza o difesa della professionalità o svendita al miglior offerente???
  3. Maurizio Caldo Rispondi
    Buonasera, per quanto riguarda la sanità ed in particolare farmacie, parafarmacie e distribuzione del farmaco, le faccio notare che le esultanze dei farmacisti titolari di farmacie sono durati il lasso di tempo in cui hanno compreso che con l'apertura della proprietà delle farmacie alle società di capitale e l'abolizione del tetto massimo di titolarità di 4 farmacie per singolo soggetto, il governo ha spazzato via la professionalità di TUTTI i farmacisti. In pratica il governo ha detto: Un FARMACISTA laureato, abilitato ed iscritto all'ordine titolare di una parafarmacia non può vendere i farmaci di fascia C, mentre un cinese che ha la 5^ elementare, ma che ha i soldi per costituire una SPA e comprarsi 50 farmacie lo può fare. E questa voi come la chiamate Concorrenza o difesa della professionalità???
  4. alessandro marzocchi Rispondi
    Notaio in pensione, affettuosaemnte "odiato" da ex colleghi per le critiche. Pur coi mlle difetti del notaio italiano, la sua opera previene, evita contenzioso. Se gli economisti avessero tassi di errore analoghi a quelli dei notai, la crisi d'oggi neppure l'avremmo vista!
  5. Camillo Ungari Trasatti, notaio Rispondi
    Buonasera. La categoria dei notai ha già perso in passato; non è questa la prima volta: ha perso l'esclusiva sulle autentiche dei veicoli, ad esempio, ed ha tollerato le s.r.l. semplificate da stipulare, registrare e trascrivere gratis. Il pericolo che segue a questo provvedimento non è solo quello del riciclaggio, ma il degradamento del rispetto delle norme da bene primario (la funzione del notaio è in primo luogo rivolta ad "immettere" nel mondo giuridico atti rispettosi di tutte le leggi italiane esistenti, nonostante le parti vogliano fare diversamente) a bene voluttuario (cioè varebbe solo per le abitazioni, ma non più per tutti gli immobili diversi dalle abitazioni, se di valore catastale inferiore a 100 mila euro). Il che vuol dire che lo Stato, dalla settimana scorsa, ha reputato inutile quello che fino ad oggi e dal 1913 invece lo era. E lo ha reputato inutile per alcune categorie di beni e non per altre (non ancora...). Sorge allora il dubbio che questa manovra non sia a favore del cittadino, ma di altre "entità".
    • bob Rispondi
      caro Notaio si può perdere per varie cause, ma non credo che la vostra corporazione abbia perso molto. Si può perdere perchè non ci si adegua oppure non si trovano e si studiano soluzioni più adeguate alla società. L' innovazione, aldilà degli interessi della corporazione, dovrebbe partire da voi stessi. Hanno perso i sindacati perchè non si sono adeguati ( ma soprattutto non hanno difeso i diritti e preteso doveri da chi rappresentavano). Perderanno i tassisti, come perderanno i farmacisti. Sia ben chiaro io non sono felice che tutto questo avvenga. Al tassista parigino con gli occhi a mandorla preferisco quello Romano..nonostante tutto! Perderanno i farmacisti perchè non possono pretendere di essere esclusivi quando le loro vetrine sono piene di zoccoli e creme abbronzanti, la stessa esclusività allora la dovrebbe avere la profumeria o il supermercato. Questo è un Paese di mezzo nel senso di essere rimasto a metà. Un Paese il cui livello culturale è rimasto al dopoguerra ( forse anche peggiorato) . Ma anche i dotti se coltivano gramigna non possono pretendere di raccogliere grano
  6. Francesco Rispondi
    Buongiorno, volevo solo sapere se, come hanno scritto alcuni giornali, con questa legge torneremo a pagare le penali quando passiamo da un gestore telefonico al'altro.
  7. Paolo Pasqualis, notaio Rispondi
    Quando eravamo al liceo e all'università avevamo degli ottimi compagni di classe che credevano che la proprietà collettiva dei mezzi di produzione e la dittatura del proletariato avrebbero risolto i problemi della nostra società e ci avrebbero dato prosperità e felicità. Oggi abbiamo i professori che credono che consentendo a tutti di fare tutto non si potrà che avere una maggiore offerta di servizi che, valutata secondo le magnifiche regole del mercato, andrà certo a beneficio di tutti. I dogmi applicati per la soluzione dei problemi reali non hanno mai dato i risultati sperati.
  8. Valentina Rispondi
    Professore, in merito alla riforma dei notai le chiedo: è vero, la criminalità organizzata trova sempre nuovi strumenti per avere vita facile nel mondo dell'economia. Perchè render loro la vita ancora più facile? peraltro senza vantaggi per il cittadino che si trova disorientato di fronte ad un "mercato" del servizio notarile frammentato tra più soggetti senza adeguata preparazione e senza punti di riferimento per la certezza delle transazioni giuridiche. E non sono un notaio, ma conosco bene la categoria e la loro eccellente preparazione.