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  1. Asterix Rispondi
    L'estensione del diritto di congedo di maternità se viene effettuato dall'INPS a spese dello Stato (tradotto paghiamo tutti più IMU e IVA per finanziarlo) e non dal datore di lavoro non avrà un effetto positivo per l'economia perché deprimerà la domanda interna. Sul tax credit per le donne che lavorano segnalo che esiste al MEF un gruppo tecnico che sta lavorando ad una revisione delle tax expendtures in materia IRPEF (tra cui quella per lavoro dipendente) quindi sarebbe in contraddizione con tale orientamento prevedere una nuova tax expenditures per le donne che lavorano. Per rendere efficace la misura servono risorse ingenti. La conciliazione dei tempi di lavoro/famiglia era già prevista nel decreo Fornero (il famoso voucher) ma data l'esiguità dei fondi stanziati dubito che le donne italiane ne abbiamo avuto grande beneficio..
  2. Renato Fioretti Rispondi
    L’ottimismo appare prematuro, se non infondato! Per punti: 1) Secondo un elementare principio, rafforzare e allargare i diritti, rappresenta sempre un aggravio di spesa per le casse dello Stato. La delega non prevede altre spese. 2) Renzi, in maniera più energica e drastica rispetto a Berlusconi, ha già dimostrato che l’obiettivo è quello di “ridurli” (art. 18 docet). 3) Circa la necessità di “consuntivare” le (già vigenti) misure da adottare: “credito d’imposta”, “detrazioni” e “incentivi” vari, occorrerebbe una vera e propria rivoluzione culturale e politica. Nel nostro Paese, non è mai stato possibile conoscere gli effetti concreti di qualsivoglia provvedimento adottato. 4) Le due autrici definiscono “agevolazione più recentemente introdotta dalla Legge di stabilità” quella che non rappresenta un’invenzione di Renzi. E’ la “ridimensionata” copia di una norma che vige da oltre venti anni (legge 407/90). Tra l’altro, le precedenti disposizioni prevedevano: a) una misura più favorevole alle imprese del Mezzogiorno; b) lo sgravio contributivo anche per i contributi assistenziali; c) nessun tetto alla “decontribuzione”; d) il beneficio legato all’assunzione di disoccupati da almeno 24 mesi (oggi 6). 5) Inoltre, la nuova norma opererà solo per il 2015 e, dal 1 gennaio 2016, non ci saranno più sgravi di alcun genere per le assunzioni a tempo indeterminato! E’ quindi lecito chiedersi: quali sono i motivi di cotanta soddisfazione?