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  1. Alessia Rispondi
    Debiti delle Banche? La BCE che ha messo liquidi per le Banche, ora esse devono fare qualcosa in piu, ma non riescono perche' sono in perdita. Certo.
  2. ginotaleban Rispondi
    ... in altre parole, se ho capito bene dato che per AQR è stata presa in considerazione la parte costituente l'attivo dei bilanci e di questi, quella relativa ai crediti "tralasciando gli investimenti in strumenti finanziari" tipo derivati, e come se la BCE affermasse che le banche che al posto di prestare soldi ad imprese e famiglie investono in derivati e strumenti finanziari sono più stabili e più sicure delle altre e che queste ultime si devono adeguare ... o sbaglio?
  3. Alessandro Rispondi
    Faccio fatica a seguirla: dove è scritto che un credito ipotecario sia peggio di un derivato? Davvero MPS rischia di morire per i debiti ipotecati concessi?
    • bob Rispondi
      essendo stato per 40 anni cliente MPS aldilà di schemini e grafici (teoria pura che spesso è molto lontana dalla realtà) ritengo che il MPS insieme alla Banca Commerciale Italiana siano state le banche che hanno fatto vera cultura bancaria. Sia ben chiaro il mio punto di vista è al di qua del bancone cioè da cliente, cosa importante da valutare. Io non li ho sottomano ma se andiamo a vedere i numeri fino agli anni '80 del MPS le sofferenze da mancati rientri o da mutui accesi erano insignificanti, appunto per la grande capacità professionale e dall' attenzione della gestione del territorio , anche se istituto nazionale. Parlando del MPS vi ricordate Banca 121? Vi dice qualcosa Vincenzo De Bustis? La fine! Dall'economia reale (mutui ipotecari) si passo alle catene di San Antonio ( derivati) . Gli schemi, i grafici, le statistiche non dovrebbero mai prescindere dalla Storia che spesso ( quasi sempre) aiuta a capire più dei numeri
  4. Paolo Rispondi
    Non condivido l'analisi del dott. Baglioni. Contrariamente a quanto molti credono, l'AQR non è stata un'analisi approfondita della qualità degli attivi. L'analisi ha riguardato, in realtà, una porzione modesta degli attivi bancari ed è stata condotta esaminando non la qualità delle singole posizioni bensì estendendo all'intero bilancio i risultati di un'analisi condotta con metodologie prevalentemente statictiche (cd. challenger model, elaborato da una società di consulenza). Tant'è che, come chiarito dai comunicati della stessa Banca d'Italia, le valutazioni dell'AQR non dovranno necessariamente riflettersi su quelle di bilancio. Inoltre, l'esame si è concentrato sui portafogli creditizi ma ha completamente trascurato altri portafogli, in primis i derivati, semplicemente perché non sono state ancora sviluppate le metodologie per la valutazione di questo tipo di strumenti. Se i derivati fossero stati inclusi nell'AQR avremmo visto ben altri risultati.
  5. Antonio Forte Rispondi
    L'analisi del Prof. Baglioni è pienamente condivisibile e leggendo i documenti della BCE era palese che l'AQR avesse portato a galla alcuni gravi problemi delle banche italiane. Mi rimane, però, un dubbio. Perchè a conclusione di queste giuste analisi non si cita il responsabile ultimo di questi problemi, cioè la Banca d'Italia? Dove è stata la vigilanza fino a fine 2013? Va bene dare la colpa alle banche, ma ricordiamoci che c'è un vigilante che fino a pochi mesi fa aveva il dovere di esaminare queste poste dei bilanci bancari.
  6. Piero Rispondi
    Stress test, anzi stupid test, questo doveva essere il nome esatto. L'unione bancaria, solo sulle regole e non sull'integrazione patrimoniale sarà destinata al fallimento come l'euro. Si poteva se si voleva evitare tutto ciò, con una politica monetaria accomodante; oggi si comincia a parlare di QE, lo strumento doveva essere utilizzato fin dall'inizio della crisi finanziaria, prima che si propagasse sull'economia reale, per questo motivo i crediti bancari sono di bassa qualità, e noi in modo intelligente facciamo gli stress est, cosa ci potevamo aspettare? Oggi Renzi deve garantire con il fondo centrale di garanzia almeno 100 miliardi alle imprese, Draghi deve fare non con le parole ma con i fatti un QE di almeno 800 miliardi annui per almeno 5 anni, proquota % Bce di tutti i paesi euro, gli acquisti sul secondario non sono vietati. Se la Merkell non condivide queste politiche, esca dall'euro e ritorni al tanto amato Marco.