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  1. Daniele Fano Rispondi
    L'articolo è centrato riguardo al gravissima ipoteca data dalll'assenza di servizi del lavoro basati su "uffici unici" (one stop shops) in Italia, una riforma che non costa. L'articolo però contiene inesattezze per cui la tesi del fallimento non è dimostrata. .1. Servizi per l'impiego.Il governo Letta ha creato la "struttura di missione delle politiche attive" da cui sono nati "one stop shops" per le politiche verso i giovani (youth corners) 2. Il piano nazionale garanzia giovani prefigura una riforma dei servizi per l'impiego con funzioni centrali di monitoraggio e contendibilità dei percorsi 3.E' un piano di occupabilità e non solo di occupazione che affronta il grave problema del mismatch delle competenze in Italia 4. Il massimalismo e l'attesa miracolistica di un "sole dell'avvenire" per risolvere i problemi è un vizio radicato. A chi vuol darsi dal fare la Garanzia Giovani offre opportunità straordinarie. Occorre creare focal points e mobilitare le energie per spendere bene i soldi piuttosto che scoraggiare le persone con "self-fulfilling prophecies" di fallimenti annunciati. Occorre tallonare le istituzioni e discutere i casi positivi e negativi. 4. Ci sono Regioni come il Lazio dove la Garanzia Giovani è proprio l'occasione per ristrutturare i servizi per l'impiego.Esperienze utili ci sono e non solo Monza. 5. Il successo andrà misurato rispetto alla situazione di partenza. E poi ci sono alternative? Nord e Sud Europa sono ambedue fatti di persone con la testa.
  2. Vincenzo Tondolo Rispondi
    In Germania esistono tre scuole di formazione che provvedono a formare e aggiornare continuativamente gli operatori dei servizi pubblici per l'impiego. In Italia quale formazione ad hoc viene impartita a queste persone? E se ci fosse un'idea di formazione coerente ed un corpo docente adeguato, temo che a questa categoria di "fannulloni" pubblici (io vi appartengo) verrebbero impartite forse nozioni giuridiche (leggi, circolari, commi). Dopo anni di front-office, tutto quello che so l'ho imparato sul campo. Per contro, ben noto è il bagaglio culturale dei dirigenti pubblici.Come si può gestire Garanzia Giovani con un'armata brancaleone simile? Come potrà mai esserci un rapporto decoroso tra pubblico e privato, se al primo si lasciano le procedure e al secondo ruoli specialistici (sedicenti) sostanzialmente incardinati per assaltare la diligenza?
    • rob Rispondi
      ..appunto mancanza di cultura di educazione al lavoro è quello che si evince dal Suo intervento. La gran parte delle assunzioni soprattutto in certi settori, sono state gestite dai sindacati con forme al limite del ricatto ( andate a parlare con chi gestisce supermercati) e inculcando alla mente dell' assunto " visto il sindacato ti ha trovato un posto". Punto ! Sottointendendento che tutto il resto, doveri, prfessionalità, merito etc era superfluo e secondario. Vogliamo parlare per fare un quadro di: uffici pubblici, ASL , dipendenti regionali, partecipate, enti vari etc etc. Quale futuro ha un Paese che per 40 anni ha predicato questa cultura? Quando generazioni di padre in figlio sono nate e abituate a questo andazzo? Al populista di turno fa comodo dire : è colpa dei tedeschi!
  3. Luigi Oliveri Rispondi
    Caro Francesco, come sai le migliori pratiche delle agenzie per il lavoro presupporrebbero che i dipendenti dei Cpi possano andare presso le aziende e fare promozione. Il problema è che le norme nazionali impediscono ai dipendenti pubblici persino di avere rimborsi per l'utilizzo del mezzo proprio. Si tratta di regole di "risparmio", improntate, in realtà, ad un pauperismo vuoto e cieco, che impediscono radicalmente di operare secondo ovvi e corretti strumenti di contatto con le aziende. Le riforme non passano solo dalla costituzione di una fantomatica Agenzia, purtroppo. Occorre molto, molto altro ancora.
    • rob Rispondi
      4 dico 4 regole dello Stato e poi insegnare la cultura del CV . L' azienda ha bisogno? Fa ricerca attraverso la rete e sceglie colui che ritiene pià idoneo. In pratica, sarà ora di far sparire questo costume tutto italiota " ti serve il lavoro ci penso io". Cosa che alimenta solo burocrazia inutile di sindacati, caf, patronati, uffici di collocamento . Sarà ora di lasciare le persone scegliere il proprio futuro da soli all'interno di 4 regole chiare per chi cerca e chi offre lavoro? In questo intervento stiamo ancora ragionando di questo " Le regioni del Sud devono rifarsi ai principi di partnership pubblico/privato presenti in Regione Lombardia: principi di black-box (prendi i soldi solo se collochi) per disincentivare il parcheggio in formazione professionale; un rating degli operatori per capire chi lavora meglio e indirizzare di conseguenza l’utenza.." ! A mio avviso Medioevo