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  1. Josef Rispondi
    Basterebbe pagare le pensioni d'oro e i vitalizi, per la parte superiore ai 3.000 Euro, in Titoli di Stato infruttiferi del taglio di 100 Euro, aventi corso legale solo in Italia, con scadenza a 10 anni e gravandoli con imposta di bollo del 10% all'anno: una massa stimata tra i 45 e i 100 Miliardi di Euro l'anno. Il saldo INPS migliorerebbe enormemente e con tale avanzo si potrebbe finanziare l'aumento delle pensioni minime. Con questa moneta collaterale, il debito emesso si ripagherebbe da sé poiché il prelievo annuale del 10% (da pagare in Euro) azzererebbe il valore del debito emesso in ca. 10 anni, senza contare l'enorme risparmio derivante dal non dover corrispondere interessi su tale massa monetaria che andrebbe a sostituire una parte delle emissioni dei Titoli di Stato. Basterebbe ripetere l'esperienza delle banconote da 500 lire attuata negli anni 60 e 70 : moneta di Stato priva di interessi = meno Debito Pubblico. Sarebbe un ottimo segnale di potere politico da parte dello Stato Italiano.
    • Andy McTREDO Rispondi
      Salve, la porposta sembra ottima ma - a parte che BCE/Commissione Europea/Merkel ecc.ecc dubito sarebbero d'accordo e forse i nostri attuali politici non avrebbero il coraggio di procedere comunque - mi sembra praticamente irrealizzabile per semplici motivi pratici : quanto costerebbe "stampare" fisicamente tali buoni? e come distribuirli (sempre fisicamente parlando)? Meglio sarebbe distribuire elettronicamente tali somme in c/bancari e/o postali, italiani o esteri, in tagli da 1000 per la parte eccedente il 3000 euri mensili, ferma restando la tosatura automatica del 10%, utilizzabili per il pagamento di ogni tipo di tassa e /o imposta e/o bollo dovuto alla pubblica amministrazione, presenti e futuri. Certo, dopo un certo tempo l'accumulo di credito verso l'erario sarebbe un tantino eccessivo e quindi bisognerebbe trovare utilizzi di spesa alternativi che non incidano sul diritto dell'alta parte aricevere pagamenti in euro "solidi" anzichè "evanescenti" ...
  2. Massimo Matteoli Rispondi
    Il problema di fondo è che al di là dei proclami sia l'Italia che la Francia si muovono nel solco limitato di una "diversa austerità", rinviando nel tempo scelte che comunque dicono di condividere. E' evidente che se continua si andrà poco lontano e che la situazione richiede una vera e radicale svolta nella politica economica di Bruxelles. Ci riusciremo? L'unica speranza, paradossalmente, rimane la debolezza di Hollande e dei socialisti francesi, per cui un vero"cambioverso" in Europa, a fatti e non a discorsi, è "vitale" nel senso letterale del termine.
  3. graziano camanzi Rispondi
    Quindi, Boeri, voto, da 1 a 100?
    • Giovanni Teofilatto Rispondi
      Le procreazioni di moneta è quantità di incontro è la geometria finanziaria. A quando il bonus tfr per chi ha un raddito da lavoro insufficiente integrato con rendite, scelta libera l'occupazione e la taxioma regimes. (io prefereisco una soluzione di mezzo)
  4. Giuseppe Rispondi
    Non sono molto d'accordo sulle critiche al patent box (strumento sicuramente perfettibile). Potrebbe essere più chiaro e dotato di maggiori risorse, però permette alle aziende che contribuiscono davvero alla competitività della nostra economia (i.e. quelle che fanno innovazione) di essere premiate e incentivate a proseguire (o ad accelerare) sulla propria strada, senza distribuire risorse a pioggia come spesso accade, valorizzando il risultato della R&D, che altro non è che lo sfruttamente della proprietà intellettuale. Vorrei sottolineare che nella relazione tecnica è ricordato che "i soggetti possono esercitare l’opzione (i.e. patent box) a condizione che svolgano attività di ricerca e sviluppo, anche mediante contratti di ricerca stipulati con Università o enti di ricerca ed organismi equiparati, finalizzate alla produzione dei beni"
  5. giorgio ragazzi Rispondi
    Ogni anno vengono stipulati circa 1,2 milioni di nuovi contratti a tempo indeterminato e se ne estinguono altrettanti (o più, come di recente). Se non vi sono vincoli di addizionalità la decuntribuzione andrà tutta a benefico delle imprese mentre l'incremento netto dei dipendenti a tempo indeterminato potrebbe essere minimo.E il costo per lo stato potrebbe essere assai maggiore di quanto previsto.
  6. Sandra Rispondi
    "Il disavanzo aggiuntivo dovrebbe essere appena al di sopra dei 7 miliardi rispetto agli 11 delle diapositive mostrate a Palazzo Chigi una settimana fa." Ecco qualcuno mi spiega cosa significa "disavanzo aggiuntivo" di 7 miliardi? E perchè poco dopo si dice che le entrate sono di 10 miliardi? Grazie.
    • Giovanni Teofilatto Rispondi
      The best practice is not linear future is beggining in state of financial market is the marque the ruling standard of money try to development the crisis area is in down city of uem non in periferì. In Italy the poblem is the lack of luky to find a right job as the persons emigrate in other city of Europe (with advantage competitors of Italy) as the juventus unemployed is the quid of scarse purchase power wage of labour with major taxassion assiomix of getting for them TFR in their portafolio with connession with more meritocrazia.
  7. Emilio Rispondi
    A ridurre il tono espansivo della manovra va segnalato anche che il bonus detto degli 80euro rappresenta una riduzione di tasse solo rispetto al tendenziale che non includeva il bonus per il 2015 - ma dal punto di vista dell'impatto vero sui consumi, l'aumento di reddito disponibile nel 2015 sara' solo di un terzo rispetto a quello del 2014 dato che il bonus e' gia' stato elargito da maggio e che le stime MEF del suo costo annuo e' sempre stato di circa 10miliardi. In altri termini, la conferma a regime degli 80euro ha un effetto espansivo di poco piu' di 3miliardi.
    • Rick Rispondi
      Eh mica tanto. Non sottovaluti l'effetto espansivo di avere stabilizzato il contributo.