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  1. cristiano Rispondi
    Salve, ha dimenticato di citare che anche uninettuno, con la piattaforma openuped eroga corsi mooc che a mio parere sono interessanti..anche se non hanno aderito a coursera!
  2. Andrea V Rispondi
    una ragione in merito all'assenza dei MOOC sul documento del Governo [*], è che forse, in Italia, come "innovazione di processo", si è spinto su un modello diverso (l'università "telematica"..) finalizzato a dare al "cliente" quello che si aspetta: il "pezzo di carta" dal valore legale piuttosto che le strette competenze sulle materie insegnate. come insegna bene l'economia: guardare agli "incentivi" è tutto quello che serve per capire i meccanismi.. [*] non ho letto le 130 e passa pagine de "La buona scuola" quindi potrei essermi fatto una idea sbagliata..
  3. Stefano Mirti Rispondi
    Articolo molto interessante, grazie. Per completezza d'infomazione, qui i link a un MOOC tutto italiano (Design 101) che ha avuto un grande successo sulla piattaforma tedesca di Iversity: https://iversity.org/courses/design-101-or-design-basics https://www.youtube.com/watch?v=5Dd5S5tgiFw Qui il link all'archivio con tutte le lezioni e i lavori prodotti dagli studenti: http://www.design1o1.net/ --- Peraltro, a gennaio si ripete con la seconda edizione + si lancia un nuovo MOOC: "Architecture 101". --- Ovviamente il fatto che un MOOC di questo tipo sia stato prodotto in collaborazione con una piccola accademia di belle arti privata (Abadir Catania, riconosciuta dal MIUR) non e' affatto casuale. Da questo punto di vista e' molto piu' semplice sviluppare sistemi innovativi lavorando con realta' piccole e geograficamente "eccentriche", rispetto al cercare di portare l'innovazione nelle grandi universita' al "centro". Buona giornata e buon lavoro.
  4. Roberto M. Rispondi
    Personalmente frequento i Mooc e in specifico Coursera per seguire corsi che in Italia non ho modo di trovare o la cui qualita' risulta di gran lunga superiore. L'ordine di confronto e' semplice, su Coursera seguo i corsi tenuti da rinomati professori spesso autori di libri, libri da cui i professori italiani ricavano il materiale su cui tenere i corsi. Nonostante i numeri sono non troppo incoraggianti e' da tenere presente che un attestato di frequenza al momento non e' paragonabile al conseguimento con successo di un reale esame facente parte di un piu' largo percorso di studi. I Mooc sostituiranno le universita' solamente dopo aver provveduto a verificare in maniera adeguata l'apprendimento delle conoscenze divulgate durante il corso online per esempio effettuando esami paragonabili a quelli universitari e predisponendo classi reali dove tenere gli esami per verificare a pieno l'autenticita' e la reale appartenenza delle conoscenze acquisite. Sarebbe un piacere ottenere una ad hoc laurea seguendo i migliori corsi da diversi atenei e attestando la proprio conoscenza separatamente in apposite aule garanti. Tutto questo non e' niente di diverso da quello che viene attualmente fatto per le certificazioni professionali o per lo meno nelle certificazioni professionali di sicurezza informatica.
  5. Henrico Rispondi
    Bellissimo l'articolo, impressionante l'esistente, affascinante il potenziale, preoccupante per il modello tradizionale italiano. Altro che una riforma, una tri-forma o stri-forma servirebbe!
  6. Piero Fornoni Rispondi
    Personalmente ho fatto e sto ancora seguendo alcuni corsi Moocs (corsi pratici , teorici e di specilizzazione ) e sono molto sodddisfatto di quello che ho e sto apprendendo . Penso che una scuola moderna dalle elementari ai corsi di specilizzazione postuniversitaria debba integrare corsi online , "tool libraries" e scuola tradizionale dove ognuno puo' apprendere ,praticare , verificare quello che ha imparato e sviluppare nuove idee . Le tool libraries (esempio : http://torontotoollibrary.com/ , https://hacklab.to/ ) sono punti d'incontro che mettono a disposizione vari tipi di strumenti dalla 3D printer al tornio a controllo numerico, materiale ed attreazzature per biochimica etc. ma anche pacchetti software per le varie professioni .
  7. pinet Rispondi
    Un ottimo articolo che tuttavia paventa inutilmente uno scenario catastrofico per gli attuali atenei italiani. Io credo che pensando che fra una ventina d'anni si venderanno progetti invece di vendere prodotti diventa indispensabile attrezzarci per formare nuove competenze progettuali e di web-phone-marketing, più che pensare al lavoro tradizionale, e solo attrezzandoci ad una competizione con strutture più avanzate (naturalmente con risorse adeguate) potremo sopravvivere e non diventare colonia di altri paesi più avanzati di noi come conoscenze informatiche. Frequento Coursera da più di un anno rammaricandomi di non aver tempo a sufficienza, ma nelle nostre università a mio avviso non si sfruttano regole elementari di apprendimento che i nuovi canali possono introdurre (pensiamo a Youtube ma anche alle webcam nell'aula). Quanti dei nostri professori (dalle medie all'università) sarebbero disponibili a far registrare le loro lezioni rendendole valutabili da parte degli studenti o degli altri professori?