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  1. paotram Rispondi
    Inoltre, per gli insegnanti che sono in graduatoria La informo che si sono abilitati negli ultimi anni nello stesso percorso e corso dei laureati in ingegneria. Ingegneri che insegnano il pacchetto Office, .....con l'aiuto degli ITP. Mah! Per cui non si preoccupi per i figli, perche le persone sbagliate sono a casa.
  2. paotram Rispondi
    Signor Pellizzari, nel tuo scritto c'è un errore gravissimo, gli Ex insegnanti di stenografia e dattilografia (XXII) è da piu di 30 anni che la stenografia e dattilografia NON esiste. Attualnete la classe è A075/A076 (TRATTAMENTO TESTI E DATI, CALCOLO, CONTABILITA' ELETTRONICA ED APPLICAZIONI GESTIONALI), . Gli insegnanti di trattamento testi e dati hanno svolto da 30 anni l'insegnamento delle tecnologie informatiche, ( vincitori di concorso e abilitati come tutti gli insegnanti della tabella A inseriti nelle graduatorie) sono stati tutor delle TIC - Informatica per i neo colleghi della A042 ed esaminatori e docenti dei corsi delle ECDL. I docenti che lavorano a coodoenza sono della tabella C precisamente C300 insegnanti tenico pratici (ITP). Sono gli inseganti della classe A042 (informatica) che lavorano a coopresenza con gli ITP per insegnare un programma ridotto di informatica di base nel 1mo anno dei Tenici. Gli insegnanti di Trattamento testi e dati svolgono l'insegnamento da soli (tanto la parte teorica come la pratica) e non hanno bisogno degli insegnanti ITP.
  3. francesca coco Rispondi
    Caro signore mi sembra che lei commenti di argomenti che con conosce riguardo i docenti, della ex A 022 ormai dagli 90, classe di concorso A075. Sono una docente di ruolo ex A022 ora A075/76 che si é aggiornata seguendo i corsi talvolta inutili del ministero ma ogni anno da auto didatta come tutti i colleghi di questa classe di concorso
  4. Luciana Rispondi
    Buona sera Signor Pellizzari, vorrei ricordarLe che la materia di Stenografia non esiste più da decenni: è inutile sminuire i docenti di Trattamento Testi e Dati e Applicazioni Gestionali, con questo antico trucchetto. Lei fotografa la nostra materia un po' datata mentre noi facciamo tutt'altro che stenografia e dattilografia, diciture antiquate e ormai inesistenti. La nostra materia è Informatica e Laboratorio ed ha la stessa dignità delle altre materie. Un precario non vuole dire affatto che nei lunghi anni non ha insegnato, ma ha avuto supplenze anche lunghe e contratti a termine o a tempo determinato. Perchè le fa paura un insegnante precario (che quindi secondo lei è molto che non insegna e ho già detto che non è vero) delle nostre materie, e uno di italiano no? I PRECARI (DI TUTTE LE MATERIE) si chiamano precari perchè non hanno il contratto fisso, non vuole significare che essi non insegnino da anni. Saluti
  5. pasquale Rispondi
    Se la selezione venisse fatta dai presidi ecco i criteri che molti adotterebbero: Misura delle parti anatomiche del corpo (preferibilmente loro amiche) Questi signori dono sensibili al tintinnar dell'euro, ma non quello di metallo ma di carta dal color giallo in su Molti di loro ragionano col metodo del "familismo amorale" ci si ricordi di Banfield Inoltre essendo iper garantiti non pagherebbero mai x eventuali loro errori.
  6. Mario Lorenzo Rispondi
    Gentile professore Pellizzari mi permetto di farle presente qualche dettaglio che, dall'articolo, mi sembra non sia tenuto in considerazione. Con il D.L. Bassanini del 15/03/1997 e successivamente con l'art.25 bis del D.L.165/01 è stata istituita la nuova figura istituzionale del “dirigente scolastico” al posto del preside o direttore didattico. Inquadrati nei ruoli regionali, i dirigenti rispondono in ordine ai risultati, sono valutati tenendo conto della specificità delle loro funzioni sulla base delle verifiche effettuate da uno specifico nucleo di valutazione istituito presso l'amministrazione scolastica regionale. Peccato che da allora la lobby dei dirigenti è riuscita a bloccare la creazione del nucleo di valutazione. Qualche anni addietro una dirigente di Padova è stata licenziata per "incapacità amministrativa". La dirigente, ovviamente, ha opposto ricorso adducendo il fatto che nessuno, tranne il nucleo della bassanini, poteva valutarla. Ovviamente il tribunale le ha dato ragione. Questi signori dovrebbero poi valutare gli insegnanti? Da che pulpito!?
  7. giovanni Rispondi
    Sul tema QUALIFICAZIONE, FORMAZIONE E VALUTAZIONE sollevati nell' articolo; alcuni contrappunti : - Qualificazione : lo sa che una parte consistente degli insegnanti italiani insegna in materie di cui non è laureato ? - Lo sa che non abbiamo un sistema di formazione che consente ai docenti di aggiornarsi nelle materie che insegnano ? Lo sa che le competenze acuisite al di fuori dell' insegnamento, grazie anche a chi esercita in modo valido la libera professione, non contano nulla ? Lo sa che se uno partecipa a molti progetti extracurriculari ma non insegna nulla nella didattica di base è considerato un ottimo insegnante ? Lo sa che la ministra Giannini ignora che i dirigenti che hanno validi motivi possono licenziare e/o attivare la pratica di licenziamento di un insegnante fannullone ? Lo sa che i Dirigenti Incapaci e/o fannulloni possono essere cacciati dai loro superiori, che peraltro NON SI FANNO MAI VEDERE ?
  8. giulio fedele Rispondi
    Citare lo studio di Ichino, privo di qualsiasi valore scientifico (v. mio, e di altri, commento a proposito) non mi pare francamente una referenza. Quanto al 'merito', è la solita foglia di fico per nascondersi e nascondere le vere intenzioni: cioè, in questo caso, la riduzione generalizzata degli stipendi -già tra i più bassi dei paesi Ocse, cosa ritenuta una delle cause della scarsa efficienza o ...'demerito' della nostra scuola (v. recentissimo studio della London Shool of Econonomics e Univerisità di Malaga)- tramite la contestuale proposta abolizione degli scatti di anzianità, ecc. A parte ciò, parlare di merito nel nostro paese - paese a livello generale non meritocratico, dove il metro ordinario di giudizio e di decisione è il favore, il rapporto di amicizia o parentela, la tessera di partito, ecc. per non dire la corruzione- è, purtroppo e a dir poco, pia illusione, neanche pia poi se il merito dei docenti lo si vuole valutato dal preside, come sostiene Pellizzari: dico dal PRESIDE, cioè una singola persona (ma il suo 'merito' chi l'ha valutato e chi lo valuta?), titolare di poteri sovrani assoluti (che addirittura avrebbe il potere di scegliersi i propri docenti!), e non ad es., come sarebbe semmai più ragionevole e accettabile, da una commissione composta anche da quei genitori di studenti dei quali si pretende di tutelare il diritto 'ad avere insegnanti capaci' per i propri figli.
  9. Luigi Musolla Rispondi
    Concordo pienamente con l'autore, soprattutto sul punto riguardante i precari. L'obiettivo ultimo è il bene degli studenti non dei professori precari,che sicuramente saranno tutti bravi,volenterosi e nati per insegnare.Il loro problema è che per la scuola ci passano tutti almeno una volta,e spesso più volte attraverso i figli, e ognuno ha l'esperienza di ottimi professori affiancati a persone che pensavano solo allo stipendio di fine mese (in effetti misero).L'abbuffata dei 150.000 è chiaramente demagogica (a volere essere scorretto vien da pensare che sia suggerita dalla moglie del premier...), come spesso accaduto in passato.L'autore segnala il rischio di una infornata di persone demotivate,non in grado di insegnare,senza formazione aggiornata:direi che più che un rischio è una certezza.Infine, leggo un commento precedente nel quale si sostiene che qualche migliaio di persone non idoneo non possono provocare danni maggiori di quelli che sono già in ruolo:ecco questo è il classico ragionamento all'italiana che ha portato la nostra scuola a livelli che non si merita, e soprattutto non si meritano tutti quei benemeriti professori che, ce li ricordiamo tutti, nonostante tutti gi ostacoli che trovano segnano per sempre e positivamente la nostra vita. Per la valutazione dei professori basterebbe giudicare il livello medio che raggiunge una classe alla fine dell'anno.
  10. Ornella Papitto Rispondi
    Egregio dott. Pellizzari, vorrei portare il mio contributo di madre di due ragazzi liceali, indirizzo scientifico per giunta. Ho udito affermare spesso dai professori: "Il mio metodo"... da quando in qua il metodo è soggettivo? Li ho visti fare confusione tra "metodo" e "merito" verso il quale hanno ampia discrezionalità ma non certo verso il metodo che per sua natura, deve essere oggettivo, quindi verificabile. Si barricano dietro argomenti inconsistenti, da "difesa d'ufficio", chiusi a qualsiasi forma di scambio con noi genitori che dobbiamo rimanere in una posizione inferiore, come i nostri figli. Non ho avuto figli studiosi, sempre ai limiti della sufficienza, ossia della mediocrità scolastica ma non umana. Avrei molte cose da scrivere ... A proposito della valutazione, anni fa proposi, in maniera provocatoria, in qualità di Presidente del Comitato dei Genitori, una pagella compilata dagli studenti e da consegnare ai professori. Non esiste una valutazione dal basso. Vorrei potermi esprimere nei confronti dei miei dirigenti. So bene cosa pretendere da un buon dirigente. Chi subisce una direzione pavida, opaca, conformista, prona, personalistica, sicuramente dovrà adattarsi a tale livello di mediocrità,oppure i professori bravi si chiudono tra le mura delle loro classi, noi operatori ai margini possiamo trovare l'energia per continuare, nel rapporto di stima e fiducia che riusciamo ad instaurare con le persone che hanno bisogno del nostro intervento. Siamo nel riduzionismo
  11. stefano delbene Rispondi
    Scrivo in quanto padre di due studenti. Lei espone delle critiche al progetto ministeriale che francamente mi lasciano perplesso. a) non capisco perchè l'assunzione in massa dell'"esercito" dei precari debba rappresentare uno scadimento della qualità degli insegnanti: perchè quelli già in ruolo sarebbero dei luminari? Sa fra che le insegnanti di ruolo che i mei figli hanno avuto alle elementari non ve ne era una che avesse fatto l'Università (e non erano tutte insegnanti attempate, tutt'altro)? Mi chiedo quanto poi possano influire un migliaio di insegnanti di stenografia: mi preoccupano molto di più le decine di migliaia di insegnati Laureati in Scienze Naturali o Biologia che insegnano matematica nelle secondarie. b) per quel che riguarda le valutazioni io resto dell'idea che più che di voti gli insegnanti abbiano bisogno di formazione, non solamente su i contenuti, ma anche riguardo gli strumenti, e supervisione: questa gli permetterebbe veramente di migliorare, e, forse in qualche caso, capire quando sarebbe meglio cambiare lavoro. La selezione al posto del concorso potrebbe essere una buona idea, bisognerebbe capire chi la fa e soprattutto se ha le competenze per farla, cosa che manca spesso anche ai migliori manager, figuriamoci ai Dirigenti Scolastici, che tutto sono fuorchè manager, e mai lo saranno. c)la retribuzione legata al merito: ma come si misura il merito, quando il risultato di un processo educativo non può certo essere valutato "un tanto al chilo". Saluti
  12. Giovanni Mastronardi Rispondi
    Un errore grossolano che si commette in Italia è di pensare che sia adeguata la classe dirigente del paese, sia quella pubblica che quella privata. Gli unici a non essere stimati sono i politici. Invece, dirigenti pubblici, manager privati e imprenditori sarebbero tutti capaci ed esenti da ogni responsabilità. E questo vale anche per i dirigenti scolastici, amministrativi e tecnici della scuola. Invece, le lacune maggiori stanno proprio nella dirigenza, sovente assolutamente impreparata e che spesso ha raggiunto posizioni di potere grazie a sistemi di reclutamento molto poco trasparenti. Molte volte si tratta di personale attente solo agli aspetti formali dei processi burocratici, perché impaurito dalle responsabilità, date le ampie lacune di preparazione in diritto amministrativo, gestione delle risorse umane, amministrazione e contabilità.Frequentemente, sono persone che gestiscono sistemi complessi in modo umorale, personalistico, approssimativo, confuso. Vogliamo davvero migliorare la scuola? Incominciamo con l'associare la responsabilità al potere. Molti docenti italiani sono sicuramente inadeguati e necessitano di un programma di aggiornamento e potenziamento della loro professionalità. Ma la stessa cosa deve essere fatta con i dirigenti. E deve essere fatta prima. La valutazione deve poi essere attribuita a un organismo nazionale esterno indipendente. Sperando che non sia composto da persone prevalentemente attente a proteggere e garantire gli amici.
  13. Giovanni Volpe Rispondi
    Gentile Michele, lei pone una domanda interessante sui docenti di stenografia, materia che è diventata trattamento testi e che adesso collabora in codocenza nel biennio dei tecnici x insegnare informatica. In questo modo, quando si va nel laboratorio di informatica, ad insegnare Office ci sono ben due persone che possono aiutare i ragazzi a padroneggiare il programma. Certi ragazzi sono bravissimi, altri hanno molte difficoltà ed è bene che siano seguiti direttamente dal docente (ricordiamo che le classi sono oramai composta da MINIMO 25 ragazzi). Lei afferma una cosa sbagliata sul fatto che i precari sono diventati "sbagliati". Sicuramente ci sono alcuni docenti che meriterebbero di fare altro, vedi il caso degli inidonei che lavorano nelle biblioteche, e alcuni docenti che dovrebbero essere rimotivati o trasferiti ad altre mansioni. Ma la maggior parte delle persone che lavorano nella scuola (parlo per esperienza diretta) sono persone serie e motivate. Persone che ARRICHISCONO questa scuola in quanto avendo esperienze varie in scuole diverse possono portare innovazione e punti di vista insoliti. Certo, va anche data una possibilità ai più giovani di entrare nella scuola per innovare il sistema, ma il problema è che la casta universitaria del numero chiuso e dei concorsi non è mica detto selezioni sempre i docenti migliori (veda il buon libro "Cepus dei" di Citro e Bonetti). I corsi TFA, PAS, SSIS sono stati anche una grande abbuffata economica per le università.
    • paotram Rispondi
      Gentile Giovanni, nel tuo scritto c'è un errore gravissimo, gli Ex insegnanti di stenografia e dattilografia (XXII) è da piu di 30 anni che la stenografia e dattilografia NON esiste. Attualnete la classe è A075/A076 (TRATTAMENTO TESTI E DATI, CALCOLO, CONTABILITA' ELETTRONICA ED APPLICAZIONI GESTIONALI), . Gli insegnanti di trattamento testi e dati hanno svolto da 30 anni l'insegnamento delle tecnologie informatiche, ( vincitori di concorso e abilitati come tutti gli insegnanti della tabella A inseriti nelle graduatorie) sono stati tutor delle TIC - Informatica per i neo colleghi della A042 ed esaminatori e docenti dei corsi delle ECDL. I docenti che lavorano a coodoenza sono della tabella C precisamente C300 insegnanti tenico pratici (ITP). Sono gli inseganti della classe A042 (informatica) che lavorano a coopresenza con gli ITP per insegnare un programma ridotto di informatica di base nel 1mo anno dei Tenici. Gli insegnanti di Trattamento testi e dati svolgono l'insegnamento da soli (tanto la parte teorica come la pratica) e non hanno bisogno degli insegnanti ITP.