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  1. Diego Favareto Rispondi
    Al di là delle considerazioni tecniche, questa decisione è del tutto folle, scellerata, inumana. Questa è solo la punta dell'iceberg. Ma fa piacere che ogni tanto ci sia chi non ci sta, chi ha ancora il coraggio di pensare con la propria testa, di non credere al "coro". Verrà il giorno in cui questi ciarlatani dovranno sporcarsi le mani, lavorando.
  2. Corrado Tizzoni Rispondi
    Non riesco capire come funziona il calcolo del PIL: qualcuno può spiegarmelo? In poche parole non capisco come possano togliere dal PIL il sommerso e le attività criminale visto che il PIL è uguale alla sommatoria dei consumi con gli investimenti e la differenza tra esportazioni ed importazioni. Nei consumi e negli investimenti ci sono tutti i redditi anche quelli sommersi e quelli da attività criminali. Come è possibile far quadrare i dati ?
  3. Josef Rispondi
    La cosca della Spesa Pubblica è sempre attiva e mai doma: alzando il numeratore(PIL) si ampliano gli spazi per l'incremento ulteriore della Spesa Pubblica senza alterare il rapporto statistico Deficit/Spesa Pubblica. L'ennesima truffa contabile per continuare a riempirsi le tasche.
  4. Gian Luigi Lombardi-Cerri Rispondi
    Gli "scienziati" dell'ISTAT hanno risolto il famoso problemino :"Data la lunghezza della nave , trovare l'età del capitano e viceversa".
  5. broncobilly Rispondi
    Legalizzare la prostituzione (per esempio) è una scelta politica. Proprio come sarebbe una scelta politica aumentare le tasse. Entrambe sono lì a disposizione del legislatore. E francamente non saprei nemmeno dire quale sia la più immorale.
  6. rosario nicoletti Rispondi
    Tra le molte trovate demenziali dei burocrati europei, questa sul calcolo del PIL mi sembra la più perniciosa e la meno comprensibile.
  7. Giovanni Salzano Rispondi
    Finalmente una voce critica all'inclusione di sommerso e economia illegale nel PIL! A Julien Bollati voglio semplicemente ricordare che forse non e' un caso che, nonostante l'indicazione sia gia' nel SNA1993 (Cfr. Par. 3.54) a tutt'oggi gli Stati Uniti si guardano bene di includere illegale e sommerso nel loro GDP! La vera decisione e' stata presa dal GNI Committee. Sembra che il bilancio dell'U.E. possa beneficiarne! Vi invito a studiarvi la EU Council Regulation No 1287/2003 e le minute del GNI Committee!
  8. Alice Rispondi
    Perché non includere nel calcolo del PIL il valore della conservazione delle risorse naturali (acqua, boschi...) ?
  9. filippo gregorini Rispondi
    "Decisione motu proprio da Eurostat"? Ma come si fa a scrivere (e a pubblicare) certe cose? Leggete il commento di Julien Bollati, non l'articolo...
  10. Mario Rossi Rispondi
    Mi sembra che stiamo brancolando nel buio esattamente come fece la Grecia prima del crak. E' mai possibile essere così deficienti da non capire che così facendo anche il più ottuso degli investitori ha capito che i nostri conti sono completamente sballati e falsificati e che inserire queste puttanate fa solo da fumo negli occhi per chi deve acquistare titoli italiani? Io mi meraviglio che ancora esiste gente intensionata a difendere un orticello che non esiste più. Le riforme tra poco ce le farà fare la troika come in grecia, ossia milioni di licenziamenti nel pubblico impiego, taglio drastico di diritti che non esistono perchè se uno non ha voglia di lavorare ha diritto di campare ma non di pretendere che chi lavora gli paghi la pagnotta. L'unico diritto che è sacrosanto è quello di avere uno stato che dà le medesime opportunità al figlio dell'operaio e al figlio di Renzi e poi ognuno farà la sua strada. In fondo gli americani non hanno così torto, il nostro pensiero sinistroide è solo una foglia di fico per coprire un sistema degenerato di clientele e nepotismi. Vergognamoci e facciamo ammenda di noi stessi!
    • Fabrizio Rispondi
      Perché i milioni di disoccupati sono dovuti alla scarsa voglia di lavorare e non da un capitalismo italiano che si regge solo sui soldi pubblici senza un € di investimento! Ed il figlio di un operaio come potrà avere le stesse opportunità del figlio di Renzi se l'operaio è in cassa integrazione (quando va bene) ed è costretto a pagare tasse universitarie inique?! Non è questione di pensiero sinistroide ma solo di equità ...gli americani negli ultimi 30anni hanno fatto solo danni, meglio che stiano a casa loro!
  11. Gregor Rispondi
    Capisco l'articolo, lo condivido a metà. Sarebbe più interessante, visto che ormai è già stata fatta la cosa, consocere l'impatto sui conti del 2013. Per i conti del 2011 il deficit è migliorato dello 0.2%. Non è roba da poco, se non sbaglio equivale a quasi 4 mld di euro. Renzi potrebbe ottenere altro margine per poter rilanciare investimenti o finanziare taglio di tasse. Cosa ne pensate?
    • Giovanni Teofilatto Rispondi
      Il crimine non giustifica i mezzi di produzione e le proprietà pubbliche ma sono razionali nell'intelletto dell'uomo ma sono esecrabili dalla nobiltà di animo. In altre parole la realtà dei fatti deve essere quantizzata per capire dove và l'economia di produzione: la ricchezza che è chiarezza e quindi legge..
  12. Julien Bollati Rispondi
    Non condivido affatto l'impianto di questo articolo. In primis il PIL non è fatto ad uso e consumo dei trattati europei. Ha una sua funzione separata e se questo smette di essere utile alla misura della sostenibilita' del debito o di rappresentare la capacita' di un'economia di produrre reddito imponibile i governanti Europei dovrebbero chiedere a Eurostat un nuovo indicatore (per esempio semplicemente scorporare l'illegale dal PIL). In secondo luogo le direttive Eurostat sono basate su accordi mondiali negoziati dalle Nazioni Unite (System of National Accounts) (alla quale Eurostat ha avviamente partecipato assieme assieme all'OCSE, il FMI e altri produttori di dati internazionali). Diversamente da come si legge nei commenti la crisi economica (e la dificolta a rispettare i parametri di Maastricht) non e' il motivo di questo cambiamento. La conferenza internazionale per la definizione delle nuove metodologie e' stata lanciata nel 2003 ossia 5 anni prima della crisi finanziaria e piu di 10 anni fa. http://unstats.un.org/unsd/nationalaccount/docs/SNA2008.pdf
  13. Massimo GIANNINI Rispondi
    In effetti sarebbe bene avere i nomi dei fantasisti, funzionari europei di Eurostat, che hanno elaborato queste nuove misure del PIL. Temo che l'idea sottostante sia quella liberista settecentesca che si rifà a il Bernard de Mandeville di "vizi privati pubbliche virtù" ovvero la teoria secondo cui i comportamenti viziosi (droga, prostituzione, ecc.) ancorché illegali generano la prosperità collettiva e creano anche lavoro diretto o indiretto. Robert Kennedy ci diceva che quelle attività che creavano diseconomie andavano piuttosto detratte dalle misure di PIL. Oggi i funzionari Eurostat ci dicono che vanno aggiunte. Ma a chi e cosa serve? Interessante la disanima sui traffici e attività illecite considerato appunto che qualora fossero scoperte non genererebbero più PIL.
  14. Maurizio Sbrana Rispondi
    E' anche da considerare che se in tanti si sostengono con attivita' legali in nero o addirittura connesse al crimine, si puo' anche comprendere il perche' in Italia non e' ancora scoppiata una 'rivoluzione'...
  15. Bobcar Rispondi
    "il reddito dell’economia sommersa per definizione sfugge alle autorità fiscali del paese e quindi è inutile ai fini della determinazione della sostenibilità delle finanze pubbliche" chi ha detto che sfugge alle autorità fiscali? sfugge il reddito, nel senso che sul mio reddito prodotto mediante attività illecite non pago l'irpef, ma non sfugge certo quando quel reddito illecito si traduce in consumi, e ci pago l'IVA, ad esempio, o se ci compro una casa, e ci pago TASI e via cantando...
  16. Rino Impronta Rispondi
    Egregio Prof. Lei fa riferimento al sommerso… Se il “sommerso” potrà venire alla luce del sole con una più efficiente lotta all’evasione ….” , facendo riferimento alla lotta all’evasione. Ebbene diamo per scontato che il nero accumulato dagli evasori e dalla malavita ( attività e forme di economia criminale) sia rappresentato da banconote da 500 euro. Basterebbe un provvedimento della BCE, con il quale si dichiara il “fuori corso legale” della predetta banconota in tutta l’Eurozona. I possessori di dette banconote, dovranno recarsi agli sportelli bancari per chiederne il cambio in altri tagli. A questo punto scattano gli obblighi contenuti nella legge antiriciclaggio: obbligo della segnalazione dei dati anagrafici dei richiedenti l’operazione da parte del sistema bancario, indicando anche la quantità delle banconote presentate e la loro provenienza. A ciò faranno seguito le indagini delle Autorità competenti. Se ci fosse la volontà di procedere in questa direzione, parte del problema si risolverebbe con molta facilità. Ma ho sentore che manchi la volontà politica, denotando una scarsa attenzione al fenomeno del sistema bancario ed una scarsa sensibilità della classe governante. Ulteriori chiarimenti ed informazioni sull’argomento, sono disponibile a sottoporle alla sua attenzione, inclusa la risposta della BCE alla mia proposta.
  17. Francesco Iacometti Rispondi
    Per quanto mi riguarda ritengo aberrante questo esercizio proposto dalla Commissione Europea. Io ho una formazione economica, ma credo che quando si vanno a toccare tali temi non si possa effettuare un'analisi solo basata sui numeri. Non si può cioè pensare di alleviare il peso dei critieri di Maastricht calcolando il valore presunto delle prestazioni delle ragazzine dell'est europa costrette a prostituirsi sui marciapiedi nazionali con la sola finalità di migliorare in modo artificioso il PIL ed essere, come Stato, più appetibile per gli investitori. Questo è uno spregio civile, un'efferratezza partorita da freddi burocrati ed avallata dalla politica. Anzichè affrontare in modo serio ed organico la questione, la politica europea, chiede un esercizio i cui risultati saranno peraltro discutibili e ben lontani dall'essere reali. E la politica italiana coglie la palla al balzo! Perchè tali questioni non vengono affrontate seriamente ed in modo diretto ad es con una legge? Come fa uno stato civile ad avere i marciapiedi pieni di prostitute che sono contemporaneamente invisibili allo Stato (non a chi cammina sul marciapiede) e da ora in poi parte integrante del PIL nazionale? Non crede che questa pratica sia immorale? Con la legalizzazione (ciò vale anche per le droghe leggere) già presente in molti paesi europei tutto ciò si risolverebbe, ma nella società italiana tutto ciò appare impronunciabile e l'ipocrisia dilaga.
  18. Stefano Pisani Rispondi
    La trattazione è molto carente per quanto riguarda il significato da assegnare al PIL. Su questo argomento esiste un dibattito che è iniziato nel 1945 e non si è ancora concluso, al quale rimando. Con riferimento all’inclusione dell’economia criminale nel PIL sottolineo solamente i seguenti aspetti: 1. migliora la comparabilità internazionale, attualmente, ad esempio, i Paesi Bassi includono la prostituzione nei calcoli del PIL mentre l’Italia no (anche se da noi è penalmente perseguibile e teoricamente assoggettabile a tassazione); 2. I proventi del mercato illegale sono spesi anche sul mercato legale, quindi nel sistema dei conti nazionali si registra il fenomeno dal lato del consumo e non da quello della produzione. In altre parole è come se le auto di lusso acquistate dai mafiosi fossero finanziate con i risparmi delle famiglie. Dare delle regole pratiche alle quantificazione dell’economia di mercato è cosa complessa e, pertanto, quando si tratta certi argomenti sarebbe opportuno documentarsi su quello che hanno detto eminenti studiosi prima di noi (vedi Keynes, Stone, Leontief, ecc.)
    • marta bruschi Rispondi
      Vorrei solo far notare a stefano che nei Paesi Bassi la prostituzione è legale e il reddito che ne deriva è appunto lecito e tassato alla luce del sole, mentre da noi no! E l'autore dell'articolo dice appunto che avrebbe senso introdurre le attività illecite nel computo del PIL se al contempo le si legalizzasse. Per quanto riguarda il secondo punto, vero che i soldi di provenienza illecita spesi sul mercato lecito, forse, entrano negli introiti dello Stato per mezzo delle imposte indirette, ma poiché vogliamo annullare le fonti illecite di quei redditi, in realtà vorremmo che quei consumi al più presto scompaiano dell'economia del paese in questione. Quindi, quello che nota l'autore dell'articolo (e che condivido a pieno) è che quelle cifre, ammesso che si riescano a stimare in modo verosimile, sono fortemente aleatorie. Forse prima di commentare un articolo bisognerebbe leggerlo attentamente.
  19. Enrico Rispondi
    100% in accordo
    • alberto ferrari Rispondi
      Dice l'articolista che " Il Pil, se calcolato correttamente, rappresenta la misura più affidabile della capacità di un’economia di produrre reddito “imponibile”.. Ma proprio per questo quando i tedeschi vengono in Italia dicono che da noi si vive meglio che in Germania e che quindi i dati del nostro PIL devono essere in gran parte falsati da attività nascoste e dunque non riscontrabili nel PIL. E' questo proprio il motivo per il quale si è chiesto di stimare nel Pil di ciascun paese anche le attività illegali e/o criminali altrimenti i confronti non risulterebbero corretti.