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  1. ndr60 Rispondi
    Stando a questo Rapporto, in Valle d'Aosta si vive benissimo; peccato che il costo della vita sia alto, i prezzi (e gli affitti) delle case assurdi, l'autostrada Torino-Aosta-Monte Bianco sia la più cara d'Italia e le ferrovie siano da 3° mondo. Una sola domanda: un dipendente statale con un salario uguale, a Reggio Calabria e ad Aosta, dove vive meglio?
    • rob Rispondi
      ..a un Paese con questo livello di cultura si può raccontare di tutto ci dimentichiamo che certi signori che fanno errori macroscopici nello scrivere un cartello di protesta in Senato, hanno fatto passare uno di loro Ministro delle Riforme. L' apice della Commedia all' Italiana
  2. rob Rispondi
    la statistica è un scienza seria meticolosa e da usare con accortezza, quando è usata per "biada al popolino" non può fare che danni. Regione Lazio povera? Ma cosa diciamo!
    • Maurizio Cocucci Rispondi
      Non confonda la provincia di Roma, che sfrutta la sua città capoluogo e capitale del Paese, con le restanti la cui popolazione non vanta redditi alti.
      • rob Rispondi
        Non confondo nulla! Roma traina come traina Milano- Torino- Napoli- Bari il resto d' Italia è tutta "provincia". La realtà sul campo e quindi sui numeri (tabelle Nielsen) sono ben altra cosa. I redditi sono frutto di una media tra soggetti se Lei si chiama Pirelli e io Bianchi Mario il vantaggio di una statistica così utilizzata è tutto mio....sulla carta!
  3. sergelew Rispondi
    Una esposizione chiara del trend di impoverimento del Paese. Le ultime rimangono ultime mentre il trend riduce la distanza fra le regioni. Le benestanti si avvicinano alle povere. Il lavoro ora è di alzare la qualità di vita delle ultime per trovare un punto d'incontro, a un livello più basso che rispecchi un Paese che vive con i propri mezzi. Ridimensionarsi è difficile e la medicina è amara, ma salverebbe il Paese dall'ingresso nel club dei "sorvegliati speciali".