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  1. Dina Borsari Rispondi

    Si parla tanto di trattamento pensionistico uguale per tutti. Perché si mantiene il trattamento pensionistico diverso tra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi? Verrà modificato anche il trattamento pensionistico delle e dei parlamentari?. E' quello che tutti si aspetterebbero....

  2. varna baldo Rispondi

    Mi viene spontanea una domanda dettata dalla mia ignoranza in materia: cosa significa che la Corte di giustizia qualifica il regime Inpdap come un regime professionale, ovvero un regime nel quale il trattamento pensionistico è pagato al lavoratore direttamente dal datore di lavoro? Risulta che siano iscritti all'Inpdap tutti i dipendenti pubblici sia quelli dei Ministeri o Enti dello Stato sia i dipendenti delle Regioni, Provincie e Enti locali; enti distinti che versano la contribuzione a carico datore di lavoro e nei confronti di tali dipendenti l'Istituto si comporta come l'Inps perchè a cessazione calcola la pensione spettante e la eroga. E' forse perchè la Corte di giustizia ha un concetto di finanza allargato che comprende tutto ciò che è pubblico? Sono una dipendente pubblica e non mi sento discriminata per il fatto che la mia pensione di vecchiaia matura a 60 anni anzichè a 65, tuttaltro questa è una facoltà consentita perchè posso comunque rimanere in servizio fino ai 65 anni o fino alla maturazione dei 40 anni di servizio (a seguito delle ultime norme introdotte lo scorso anno col decreto Brunetta). E non si venga a dire che in questo modo si favoriscono le donne!

  3. Antonio ORNELLO Rispondi

    In una circolare Inps di fine 2008 è stabilito che il dipendente, volendo cumulare pensione e reddito da lavoro, deve dimettersi. Giorni fa ho ascoltato il consulente pensionato Benelli, dire, su radio Rai 1, che il dipendente dimissionario pensionato avrebbe potuto, solo dopo qualche tempo, trovare un altro lavoro. La discriminazione tra autonomi e dipendenti è evidente dove si consideri che il mio barbiere, pensionato, non faceva il barman prima di pensionarsi, non avendo mai confuso lo shampoo con i cocktails, così come i ballerini televisivi non hanno necessariamente dovuto darsela a gambe per aver raccontato balle in tv. Non nego però il fascino di un vecchio Commissario che va a fare il commesso, magari in farmacia. Più facile è il caso di un Commercialista che finisce con lo svolgere semplici commissioni a pensionati committenti. Che mal di testa!

  4. Antonio ORNELLO Rispondi

    Mi ha molto colpito vederla asserire, Professore, che il giudice nazionale è tenuto a disapplicare qualsiasi disposizione discriminatoria senza doverne attendere revoca o abrogazione. Così, 1) i dipendenti pubblici potrebbero invocare la pensione di vecchiaia a 60 anni, come le donne; 2) tutti i dipendenti con 57 anni potrebbero chiedere pensione di anzianità secondo il sistema contributivo, come le donne, entro il 2012; 3) anche i dipendenti con contributi maggiori di 18 anni al 31/12/95 potrebbero scegliere la pensione contributiva, come gli autonomi; 4) tutti i lavoratori potrebbero superare i 41 anni di contribuzione, per avere, con la pensione, la restituzione dei versamenti previdenziali; 5) l'importo pensionistico dei 41 anni dovrebbe essere superiore a quello dei 35. E potrei continuare ad elencare speranze di equità, disattese. Equità addirittura osteggiata da troppi professori, cultori della massimizzazione del risparmio previdenziale, proprio a spese di chi ha contribuito per più di 35 anni, come se non si capisse - ormai - che il risparmio pensionistico costituisce un boomerang per l'economia nazionale, favorendo il lavoro nero.

  5. Nicola S. Rispondi

    Buona la proposta della Commissione di cui al punto e) che ricorda quella di Cazzola al Parlamento. Ancora meglio se si fissasse un'età tra 65 e 68 anni (per tener conto dell'all'aumento della speranza di vita dall'anno della rif. Amato) l'età per ottenere la pensione di vecchiaia e tra 58 e 64 l'età per ottenere quella di anzianità.Alle pensioni di anzianità si applicherebbe esclusivamente il metodo di calcolo contributivo(è molto vicina ,ma più semplice della proposta Boeri-Bugiavini). I risparmi per lo Stato sarebbero molto consistenti, le possibilità di scelta dei lavoratori molto più ampie, il mercato del lavoro per queste fasce di età meno rigido.