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  1. Anonimo Rispondi
    Le porto la mia testimonianza sul concordato fiscale perché si veda come chi ha sempre pagato le tasse non solo è stato penalizzato, ma è stato persino beffato. Quando il mio commercialista mi ha chiesto se volevo aderire al concordato, gli ho risposto che non ne vedevo la ragione, visto che ho sempre pagato fino all'ultima lira le imposte, sia sul reddito della mia società, sia su quello personale. La sua risposta è stata che il concordato non riguardava chi non paga le tasse (quello è il condono), ma proprio chi le paga. In sostanza il fisco ti dice: se vuoi che non venga a mettere il naso nei tuoi conti dal 1997 al 2002, pagami una cifra forfettaria e sarai in regola del tutto. Al che io ho obiettato al mio commercialista: ma io ho sempre pagato tutto, secondo i conti che mi ha fatto lei. Ma questo non importa, ha risposto lui: se il fisco decide di fare un accertamento (e le probabilità aumentano di molto proprio per effetto del concordato preventivo) è lei che ha l'onere della prova di essere in regola. Ma io sono in regola, ho obiettato di nuovo io. Certo, ma dimostrarlo le sarà costato nel frattempo un sacco di tempo e di denaro, molto, ma molto di più del concordato preventivo. Ma questo è un ricatto, mi sono indignata io, una vera e propria richiesta di un "pizzo" di stampo mafioso! Proprio così, si è finalmente dimostrato d'accordo lui. Ci pensi e mi faccia sapere. Ci ho pensato, ho sentito altre campane (tra cui alcuni funzionari dell'Agenzia delle entrate) che mi hanno confermato quanto mi aveva detto il commercialista e mi hanno caldamente consigliato di aderire. La conclusione è che mi sento, non solo penalizzata e beffata, come ho scritto all'inizio, ma anche umiliata, come cittadino e contribuente, e mi vergogno anche, perché, aderendo al concordato, mi sento come se avessi commesso un illecito, e non me lo merito proprio. Lia Righi