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  1. eliana Rispondi
    Mi sembra che la tanto vituperata commissione di storia economica abbia garantito un ampio accesso ai candidati esterni.
    • IC Rispondi
      Ai candidati esterni sponsorizzati
  2. IC Rispondi
    I risultati dei concorsi universitari italiani di idoneità nell'area economica hanno creato sconcerto nella comunità scientifica nazionale e internazionale. Le commissioni sotto tiro sono sono state in primis quella di Storia economica e poi quella di Economia e gestione delle imprese, Sulla stampa odierna si fa cenno ad una lettera inviata da 12 accademici americani e britannici, fra i quali un premio Nobel, al Ministro dell'Istruzione e al premier italiani che appare molto critica nei confronti della selezione operata dalla Commissione di Storia economica. Evidentemente la riforma Gelmini non ha risolto il problema dei concorsi universitari come molti speravano
    • Scholar Rispondi
      Concordo in merito all'operato della commissione di Economia e gestione delle imprese.
  3. Gianni Stilo Rispondi
    Vorrei far notare quanto scrivono alcuni illustri accademici internazionali tra cui un premio Nobel : "We would like to express our concern about the results of theNational Scientific Qualification (AbilitazioneScientifica Nazionale)in Economic History (13 C/1)". Altri outsiders? (fonte: http://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2014/03/letter_asn.pdf)
  4. Giulio Marini Rispondi
    http://www.ceris.cnr.it/index.php?option=com_content&task=view&id=155&Itemid=64 Nella mia analisi la variabile età è trattata in modo diverso e la dinamica insider/outsider produce risultati un po' diversi.
  5. marcello Rispondi
    Il problema non sono le singole bocciature ingiuste, ma il sistema. Se uno considera i mercati finanziari efficienti, allora il comportamento dei singoli non importa, ma è l'investitore marginale che determina i prezzi, che è il messaggio di questo articolo e simili. La tesi è rovesciata: il processo non è stato efficiente e quindi non si capisce cosa dicano queste analisi. Come si può ritenere credibile un sistema in cui decine di commissioni sono ricorse alla proroga in autotutela? Altre dovranno affrontare una valanga di ricorsi e altre ancora sono state semplicemente scandalose. Questa Asn è stata un'occasione mancata, l'ennesima, e l'università italiana ne esce peggio di prima dimostrando di essere incapace di autoriformarsi. Quale analisi si può fare se i criteri Anvur non sono stati rispettati da quasi nessuno (in 13A2 i commissari hanno rispettato i criteri alla lettera e sono andati in autotutela!) e soprattutto di quali criteri di valutazione della produttività scientifica parlano questi articoli? Come gli autori dovrebbero sapere non esiste un criterio, ma molti e il modo in cui li si combina produce risultati che non sono invarianti per l'ordine che determinano!
  6. Andrea Rispondi
    Un'altra spiegazione è la didattica: gli outsiders non insegnano, e questo viene valutato dalle commissioni. Stando fuori dall'università si imparano altre cose molto utili che non vengono valutate in sede di abilitazione, mentre la didattica probabilmente sì. Comunque secondo me, al di là dell'asticella più alta o più bassa e delle singole bocciature ingiuste, il processo di abilitazione nel complesso sembra abbia funzionato. Il problema vero mi sembra il processo di reclutamento in sede di concorso dal momento che quasi tutte le posizioni saranno destinate ai candidati interni con concorso locale e chiamata diretta. A ciò si aggiungono gli incentivi all'assunzione degli interni che, se promossi di grado, costano all'ateneo solo l'incremento di stipendio. In questo modo se sei un outsider e non sei agganciato a qualche barone non vincerai mai. Un sistema malato peggiore del vecchio concorsone nazionale. Da modificare assolutamente!
  7. marcello Rispondi
    Citare come esempio dell'analisi il settore 13 è un vero autogoal. Cominciare un articolo ignorando quello che stampa nazionale o un sito come Roars pubblica da mesi (migliaia di interventi, critiche e denunce) non è un buon inizio, se non altro perché si rischia di dire cose imprecise. Cominciamo dai criteri: come risulta anche dai verbali, in alcuni settori dell'area 13 i criteri Anvur sono stati completamente ignorati (vedi 13A1) a favore di liste diverse per esempio Kiel List, in un altro (13A4) il ricorso al criterio del fuori settore, ma cosa vuol dire oggi qualcuno lo può spiegare quando il Miur parla di interdisciplinarità, ha decimato le abilitazioni, infine in altri (come in 13D4) non si capisce quale lista abbiano usato i commissari per non abilitare candidati che avevano un index scopus non inferiore al loro. Sui settori bibliometrici le bocciature eccellenti hanno prodotto un tale sconcerto da essere finite in prima pagina nei quotidiani. Infine basta aggiornarsi sui ricorsi accolti dal Tar del Lazio che hanno persino imposto di rivalutare i candidati con nuove commissioni, per capire che forse le cose non sono come questa analisi ci presenta. Quello che emerge leggendo i giudizi, i verbali e i commenti dell'Asn è che quella che avrebbe potuto essere un'operazione trasparenza ed efficienza, costata per inciso oltre 120 milioni si stima, che aveva al centro i criteri definiti dall'Anvur è stata svuotata e svilita dalla progressiva introduzione di altri criteri o libertà di giudizio. Vale per tutte la correzione introdotta dal ministro Profumo a proposito della nota che richiama all'eccellenza e che ha annullato il valore degli indici e delle mediane Anvur aprendo la strada a ogni forma di discrezionalità, come prima anzi peggio di prima perché ora c'è chi pensa che sia stato tutto oggettivo.