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  1. Gaetano Proto Rispondi
    Il vantaggio di detrazioni fiscali “piatte” in termini di coincidenza tra aliquote marginali formali (quelle che si leggono sulle istruzioni alla dichiarazione dei redditi) e effettive è evidente – anche se è dubbio che i soggetti concreti concentrino l’attenzione sulle aliquote marginali piuttosto che sull’aliquota media, quella che alla fine esprime quanta imposta pagano rispetto al reddito. Altrettanto evidente è che si può al contrario decidere di concentrare sui redditi più bassi le risorse “investite” in detrazioni: come giustamente ricordato in un altro commento, è quello che si è cominciato a fare nel lontano 1996 in Italia. Il principio era quello dell’“universalismo selettivo”: non “parti uguali tra disuguali” (Gorrieri, frase originale di Don Milani), ma uso redistributivo delle risorse disponibili, già allora sempre più scarse a causa dei vincoli del bilancio pubblico. Naturalmente si tratta di un’operazione complessa, da attuare tenendo conto dei risvolti tecnici (comprese le aliquote marginali implicite), ma in sé legittima e corrispondente a una logica precisa che gli autori sembrano negare. Riguardo poi agli obiettivi, quello degli autori di “ridurre il prelievo soprattutto sui redditi medi che oggi sono quelli più penalizzati” (sempre in termini di aliquote marginali implicite, si suppone) è chiaramente diverso da quello che il governo sembra perseguire in questa fase, che mette al primo posto i redditi bassi da lavoro dipendente, anche a fini di ripresa della domanda interna.
  2. AM Rispondi
    A proposito di fenomeni di incapienza si devono sottolineare le detrazioni di imposta per lavori di ristrutturazione. Una mia conoscente che beneficia solo di un modesta pensione ha dovuto rifare il tetto di casa (casa unifamiliare) spendendo circa 30.000 euro che non potrà utilizzare per detrazione di imposta.
  3. Giorgio Rispondi
    Non ho capito come sia possibile che le aliquote marginali effettive, che dovrebbero tenere conto delle detrazioni, risultino maggiori di quelle nominali. Addirittura, se si guarda la prima riga della tabella, maggiori sono le detrazioni e maggiori sono le aliquote effettive.
  4. marcello Rispondi
    grande articolo che chiarisce che su temi complessi non si può e non si deve improvvisare.
  5. Amadeus Rispondi
    Molto interessante. Peccato che uno degli autori dell'articolo sia stato colui che ha introdotto le detrazioni decrescenti in funzione del reddito (1997). Prima di allora la detrazione era fissa e costituiva una compensazione forfettaria per i lavoratori dipendenti a cui non era (e continua a non essere) consentito dedurre i costi di produzione del reddito.
    • felice Rispondi
      A dire il vero la prima volta che compaiono detrazioni decrescenti in Italia è all'inizio degli anni '80, nel 1983
  6. Paolo Rossi Rispondi
    Il contenuto dell'articolo mi sembra chiaro e condivisibile, se posso fare una piccolissima richiesta mi farebbe piacere avere on line il file excel con la tabella delle aliquote... ma come cittadino quello che mi affligge è la sensazione di trovarmi di fronte ad uno stato-mostro con ben altro approccio alla materia... l La frustrazione che affligge ogni singolo cittadino quotidianamente è che questi messaggi pare proprio non riescano neppure a scalfire la vernice dei palazzi, figurarsi se sono ascoltati, analizzati, applicati. Per troppo tempo abbiamo assistito vittime inermi a provvedimenti schizofrenici che hanno gradualmente devastato un Paese tutto sommato ricco e prospero. Un continuo latrocinio legalizzato, perpetuato da generazioni di politici, contro il quale nulla han potuto cittadini, lavoratori, ecc. Da qualunque parte ci si voltasse la classe politica appariva comunque ingorda, vorace, insaziabile, sorda a qualsiasi richiamo, insensibile a qualsiasi ragionamento. Come si possa oggi sperare che un semplice ragionamento come questo possa far breccia in un sistema tanto degradato resta un mistero. Scusatemi lo sfogo, ma sono anni che leggo belle parole come queste ma poi vedo tradotto in pratica esattamente l'opposto.
  7. Mario Rispondi
    Ma siete sicuri delle vostre proiezioni? Se lo siete, è possibile che la riforma Renzi sia viziata da così ragguardevole superficialità? Se potete (rectius: se volete), fatemi capire meglio, perché la questione mi appassiona. Mario