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  1. IC Rispondi
    La stampa ha dato notizia delle indagini in corso da parte della magistratura. Sembrerebbe che siano emersi comportamenti irregolari e talora scandalosi da parte di alcune commissioni.
  2. marcello Rispondi
    Suggerimento. Quanti dei membri delle commissioni superavano i criteri applicati per la valutazione dei richiedenti l'abilitazione di prima fascia? In questo caso non si tratterebbe di fare una semplice rilevazione descrittiva come insegnava il prof G. Leti. Come chiosava un caro amico, per un semplice problema di coerenza, ogni commissario avrebbe dovuto almeno raggiungere i criteri che poi ha applicato per selezionare i candidati all'abilitazione. In molte commissioni spesso i candidati non abilitati avevano If scopus non inferiori alla maggioranza dei commissari. Non c'è male come rilevanza del peso della produzione scientifica.
  3. marcello Rispondi
    Articolo singolare. La lettura di questo articolo rende manifesta la distanza siderale che intercorre tra la realtà e le presunte spiegazioni di relazioni causali prodotte da studi o esercizi econometrici. Basta fare un giro sui blog, anche in questa stessa pagina e leggere l'articolo sull'abilitazione di storia economica, o rileggere la stampa nazionale per avere un'idea manifesta di ciò che è stata l'ASN, in quasi tutti i settori: arbitrio e discrezionalità senza nessuna logica se non quelle solite e ben note. Qui si guarda alla produzione scientifica e l'impact factor e come sempre si trova una qualche relazione. La realtà sembra molto più semplice: una volta indeboliti i criteri AnVUR, permettendo ai commissari il ricorso anche (divenuto solo) ad altre liste o classifiche di merito o semplicemente riconoscendo loro la disponibilità di sovvertire l'evidenza, il gioco è fatto e il risultato è quello che tutti hanno sotto gli occhi. Sul valore esplicativo dell'econometria rimando all'ultimo libro di Alan Greenspan, allievo di Wald e Wolfowitz alla Columbia University, 'the map and the territory'.
    • scholar Rispondi
      Osservazioni pienamente condivisibili. Al caso citato della commissione di Storia economica vorrei aggiungere anche quello della commissione di Economia e gestione delle imprese che ha suscitato non minore sconcerto.
  4. scholar Rispondi
    Indubbiamente con la riforma Gelmini sono diminuiti i fattori di inquinamento dei concorsi come pressioni politiche, sudditanza di scuola, nepotismo. Non sono mancati tuttavia esiti sconcertanti nel lavoro di alcune commissioni anche in area economica, aziendale e statistica. Fra le possibili ipotesi per spiegare bocciature inattese di validi studiosi in assenza di numero chiuso una strategia per eliminare possibili concorrenti nelle future chiamate in certe sedi appetite da candidati che stavano a cuore a qualche commissario. Si sono notati anche comportamenti discordi delle commissioni verso candidati che puntavano al doppio salto, da ricercatore a docente di prima fascia o non ricercatore verso la seconda fascia. Personalmente condivido la posizione delle commissioni che si sono opposte a questi disinvolti comportamenti dei candidati così come verso chi partecipava per più discipline. A questo riguardo chiedo che la normativa diventi esplicita nel non consentire queste acrobazie da parte dei candidati.
    • Francesco Rispondi
      Non si capisce perché, in un paese bloccato da anni, un ricercatore che in un sistema normale avrebbe avuto tutto il tempo di diventare associato e poi ordinario non debba provare a diventare direttamente ordinario se il cv è adeguato. Parlare di 'comportamenti disinvolti' in questo senso sa più di vecchio barone che di 'scholar'.
      • scholar Rispondi
        Se le abilitazioni si svolgono annualmente come è opportuno che sia in un paese normale non vi sono problemi a fare un gradino per volta. In caso contrario è giustificabile il carpe diem approfittando di una commissione benevola, Resta comunque il fatto della discordanza di parere in proposito palesata dalle commissioni giudicanti. Discordanza inammissibile in un paese normale. Quanto ai baroni, debbo constatare che alcuni commissari di queste abilitazioni, indipendentemente dall'età, si sono comportati come vecchi baroni della peggior specie.
  5. stefano Rispondi
    Articolo molto interessante. Il problema evidenziato dagli autori attinente gli effetti della produttività delle commissioni sui giudizi sui candidati è particolarmente importante dal momento che molti commissari appaiono tutt'altro che luminari (in alcuni casi sono mediocri e inferiori rispetto alle persone che andranno ad esaminare...).
  6. Ilaria Capelli Rispondi
    Molto interessante, bene. Dunque l'asn è una buona cosa: migliore è la "produzione", migliori sono le possibilità di essere abilitati. Mi resta una curiosità, perché leggo: "per ciascun candidato abbiamo raccolto i dati sugli indicatori bibliometrici calcolati dal Miur e li abbiamo utilizzati per la costruzione di una misura di produttività scientifica complessiva". Quid iuris per gli indicatori bibliometrici dei settori non bibliometrici, tipo diritto?
  7. Enrico Rispondi
    Non ho capito come funziona con la riforma Gelmini: chi volesse fare il prof. universitario dovrebbe prima prendere l'abilitazione e poi attendere di essere chiamato da una università?