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  1. Stefano Andreoli Rispondi
    Concordo pienamente con il richiamo finale alla trasparenza. Sono più di vent'anni che FS/Trenitalia spacciano l'idea di essere diventate ormai delle società private, confondendo la questione della forma giuridica con quella della proprietà e soprattutto delle fonti di finanziamento. Una serie di leggi (da ultimo il d.lgs. 33/2013) hanno introdotto l'obbligo per le pubbliche amministrazioni di pubblicare i curricula e le retribuzioni dei dirigenti, i premi di produttività del personale e tanto altro ancora, in una giusta ottica di "chiedere conto" di come vengono utilizzate le risorse pubbliche. Perchè non chiedere conto anche alle nostre aziende di Stato ? Aggiungo un'osservazione sulla giustificazione dei finanziamenti pubblici alle ferrovie. La giustificazione più ovvia è quella ambientale, e Trenitalia ce lo ricorda scrivendo sui biglietti la quantità di CO2 risparmiata rispetto all'auto e all'aereo. Ma per proteggere l'ambiente non è sufficiente tassare i modi di trasporto più inquinanti ? Secondo Giorgio Ragazzi ("I signori delle autostrade" Il Mulino 2008) le imposte sulla benzina sono già ampiamente superiori al costo dell'uso delle strade e delle esternalità (costi ambientali e incidentalità).
  2. Paolo Rispondi
    Sarebbe interessante avere i dati citati per le ferrovie francesi invece sulle nostre: presumibilmente saranno simili, ma non li abbiamo. Anche sui servizi "pendolari", sono le Regioni che si accollano una quota importante di sussidi (e di acquisto diretto di materiale rotabile, chissà perché). Anche qui ci sarebbe da approfondire. Infine la posizione dominante viene mantenuta anche nei pochi casi in cui i servizi regionali vanno a gara, dato che Trenitalia si consorzia con Aziende locali. Siamo molto lontani da un sistema trasparente e soprattutto concorrenziali.
  3. Antonio Gasperi Rispondi
    Dei tanti interessanti dati contenuti nell'articolo sottolineo quello che riguarda l'effetto redistributivo della recente strategia del gruppo Fs: chiunque viaggi sulle cosiddette linee secondarie (detti anche "rami secchi") ne può constatare da un lato lo stato di abbandono e dall'altro la frequentazione da parte del segmento meno ricco della popolazione. Segnalo un avviso a pagamento pubblicato sui maggiori quotidiani nazionali dall'amministrazione Fs concernente la lite con l'editore Chiare Lettere per il contenuto diffamatorio del libro Fuori Orario: tale comunicato stampa si riferisce evidentemente al servizio dell'Alta Velocità, sul quale come sappiamo il dr. Moretti ha puntato tutte le sue carte. Quanto sarà costato questo comunicato stampa al pubblico erario? Che qualcuno abbia la classica coda di paglia?
  4. romeo Rispondi
    Egr. Prof. Le argomentazioni contenute nel suo articolo hanno un carattere vago e risultano prive di una verità di fondo che le sostanzi. In parole povere mi sfugge cosa vorrebbe dimostrare se non l'acclarata verità che il sistema è debole, fondato su criteri di approssimazione e privo di progettualita' di lungo respiro, ecc. in parole povere puro assistenzitalismo italiano. S e di disastro si tratta, Il suo curriculum mi suggerisce di poterla annoverare tra i colpevoli di tale disastro, in quanto ha partecipato in modo consistente ed assiduo al suo processo di costruzione. Una curiosità: dove desume i costi dei famosi prepensionamenti ? La cifra sembra colossole