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  1. Guido Rispondi
    Quanti italiani si son fatti convincere che una persona ben pagata farà meglio il proprio lavoro? Abbiamo i manager della Pubblica Amministrazione più pagati al mondo http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-11-14/ocse-italia-manager-pa-sono-pagati-tre-volte-piu-media-stipendi-650mila-dollari-usa-131935.shtml ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Quali i motivi di questa (apparente) contraddizione? 1) alti stipendi attirano persone più interessate all'entità dello stipendio stesso che alla soddisfazione di far bene il proprio dovere 2) la scelta dei percettori di tali stipendi sovente avviene per via politica, con prevalenza di nepotismi e similiari 3) simili entrate necessitano di tempo per gestirle, tempo probabilmente sottratto al lavoro stesso. Se nella P.A. (compresa la classe politica) ci fosse un limite allo stipendio, ad esempio di 50.000 euro lordi annui, emergerebbero figure alla Enrico Mattei (o alla Alcide De Gasperi) interessate più al lavoro che alla remunerazione. Ma quanti italiani si son fatti convincere che se paghi poco quelli bravi vanno a lavorare altrove? Risultato: giovani bravi che sicuramente sarebbero disposti a lavorare bene nella PA anche in presenza di quel limite di stipendio scappano all'estero mentre qui rimangono coloro che giàssanno di avere i giusti appoggi poter ambire a quei posti di "lavoro" stra-pagati
  2. milly Rispondi
    Oltre a ridimensionare le retribuzioni troppo elevate, occorrerebbe stabilire per legge che una persona può svolgere UN SOLO lavoro!! Quindi, niente più medici che fanno anche i professori, avvocati o commercialisti che insegnano, medici che, oltre a lavorare nel settore pubblico, hanno anche il loro studio privato. Basta! Chi ha anche lo studio privato paga le tasse? Sì ok, ma va saturando il mercato in quel settore. Se si stabilisse che ognuno di noi può avere un solo lavoro, vi sarebbero più posti di lavoro.
    • Guido Rispondi
      Fintanto che al primo posto mettiamo il denaro ...
  3. AntonioP Rispondi
    Una cosa non mi è chiara dall'articolo: sono questi stipendi lordi o al netto delle tasse?
    • Fabrizio Bertani Rispondi
      No sono lordi e compresi degli oneri riflessi, circa un 28 % di prelievo . Sono dirigente di 2^ fascia Min Salute Medico Veterinario con specializzazione post laurea e diversi concorsi vinti. Posso confermare le cifre riportate in quanto per anni ho incontrato e ancor incontro i colleghi inglesi a Bruxelles dove talvolta ho parlato anche di retribuzioni. Alla fine dei '90 e primi 2000 era l'opposto, poi li abbiamo superati. Certo loro hanno un molto minore prelievo fiscale . I miei circa 100000 euro lordi/anno si risolvono in 3600 euro netti /mese. I colleghi americani di APHIS/USDA guadagnano ancora meno ma hanno ancora meno prelievi fiscali
      • milly Rispondi
        3600 al mese?? 2000 netti penso siano più che sufficienti. Il fatto che lei sia laureato (lo sono anch'io) non è motivo valido per venir pagato in maniera spropositata. Andrebbero pagati di più coloro che svolgono un lavoro usurante, come gli operai edili (i muratori, per intenderci). Le retribuzioni dovrebbero essere più eque e il più possibile simili.
  4. CarloP Rispondi
    Ecco dove ci portano le maledette non-scelte di coloro che eleggiamo al Parlamento e alle Regioni e Province: evidentemente ci sono leggi che nascono come eque e invece vengono piegate e abusate proprio da chi sa leggerle a proprio piacimento (vedi magistrati, forze armate soprattutto, Presidenza del Consiglio, Avvocatura dello Stato). Anni fa ero scettico sui meccanismi di selezione, progressione di carriera e remunerazione basati sui risultati, ora invece sogno spesso un'intera legislatura dedicata a riforme delle organizzazioni pubbliche e politiche: riusciranno i nostri rappresentanti, se lo vogliono, a rompere il muro delle corporazioni, dei boiardi di stato e dei succhiatori di rendite? A noi cittadini tocca il sacro dovere di seguire, vigilare, incalzare civilmente ma fermamente.
  5. Carlo Rispondi
    E' notevole che l'indirizzo URL parli di "costi della politica" ma il testo dell'articolo si riferisca agli stipendi della PA e non contenga neanche una volta la parola "politica".
  6. Roberto Rispondi
    Si chiede al popolo italiano di fare sacrifici con stipendi da 1000€ al mese senza neppure replicare: volete dare voi che avete stipendi da sogno dare un contributo a ricostruire questo paese che fallisce?
    • Antonio Rispondi
      Ogni tanto escono tabelle sulla giungla della Pa, con lo scopo di arguire la vergogna degli italiani che impotenti si mangiano il fegato e non cambieremo mai ma continueremo a votare Pinco per brava persona o Pallino per ideologia etc. Non esiste la morale ne le regole ma l'arrangiamento personale.
  7. Vito Russo Rispondi
    Come disse Olivetti, il più alto dirigente non dovrebbe guadagnare più di 10-15 volte un dipendente base. Siamo tutti uguali nei bisogni e già sarebbe troppo tale disparità.
  8. Turras Rispondi
    Dopo aver preso visione della tabella e letto tutti i commenti si evince, comunque, una cosa importante. I dati in questione, nonostante siano suscettibili di correzioni e in particolare per alcune voci possano essere riarticolati e ritoccati diversamente , comunque, possono essere “pesati” in maniera assoluta e relativa. In maniera assoluta (a meno di dichiarazioni non veritiere da parte degli organi di trasparenza degli altri Paesi) si evince che gli stipendi pubblici (apicali) Italiani sono, sicuramente, se non i più alti in assoluto tra i più alti, sia in raffronto con gli altri Paesi Europei che Extraeuropei e sia che questi Paesi abbiano un economia paragonabile alla nostra o molto più in salute, conseguenza di un organizzazione politica-burocratica-dirigenziale che notoriamente funziona meglio […]. Inoltre appare evidente che ci sono Paesi in cui la forbice tra gli stipendi dirigenziali pubblici e gli stipendi medio bassi (cmq non apicali) del privato è molto più chiusa della nostra (anche questa equazione può essere un elemento di analisi); a testimonianza che non serve strapagare le funzioni dirigenziali pubbliche affinché siano appetibili e svolte con leale perseveranza e efficacia. Da qui anche il peso che il costo della gestione della cosa pubblica ha (anche in termini di numero degli addetti) in relazione al particolare momento storico che si sta vivendo. È ormai assodato infatti che da una mera crisi economica globale si è passati in Italia ad una crisi di sistema. Il sistema Italia appunto. Fragile, costoso, sprecone e spesso corrotto. Concludo dicendo che in una tale congiuntura storico economica come quella attuale, paragonabile a una recessione in periodo bellico, è lecito rivedere anche quelle posizioni assodate e apparentemente intoccabili[…] frutto e eredità di insensate e poco lungimiranti politiche di spartizione del controllo e della gestione della cosa pubblica . Sicuramente non si risolvono di colpo i problemi del Paese ma si da un forte segnale di volontà di cambiamento. “In una famiglia sana, se i genitori subiscono un radicale calo delle entrate economiche, essi saranno i primi a modificare e adeguare le proprie abitudini di vita cercando di salvaguardare, per quanto possibile, quelle dei figli”. Ultimissima cosa, trovo inappropriato fare paragoni tra la sfera pubblica e quella privata. Per tantissimi motivi, non ultimo la deontologica passione che deve contraddistinguere chi si occupa di cosa pubblica sopra il personale ritorno economico. Trovo altresì plausibile calmierare gli stipendi manageriali delle partecipate e delle controllate pubbliche.
    • milly Rispondi
      Sono sicura che fissare delle retribuzioni più basse farebbe sì che gli aspiranti a quei posti di lavoro siano davvero spinti da un "senso del dovere". Le retribuzioni molto elevate danno alla testa e portano coloro che le percepiscono a fregarsene di tutto e di tutti ed ha pensare solo ai soldi che quel posto gli fa guadagnare. Inoltre, il prevedere per un determinato posto di lavoro una retribuzione normale farebbe sì che non vi sia la classica corsa al posto di lavoro con relativa raccomandazione per ottenerlo.
  9. patrizio Rispondi
    Se parliamo di cifre lorde è più giusto dire che sono costi per le Pa e non guadagni annui, il netto è meno della metà; ma non è questo il problema, la realtà è che sono costi improduttivi se non al limite del dannoso.
  10. Gabriele Civolani Rispondi
    Mi accorgo solo ora riguardando la tabella che mancano tre significative categorie: i dipendenti degli enti previdenziali che mediamente guadagnano da 10.000 ai 40.000 € in più degli uguali livelli ministeriali (partendo dal personale impiegatizio per arrivare ai dirigenti generali), i professionisti degli enti previdenziali (soprattutto avvocati e medici) di cui è quasi impossibile conoscere i guadagni effettivi perché formalmente non sono dirigenti, ma che nella maggioranza percepiscono una retribuzione superiore ai dirigenti e sono alcune migliaia, il personale della carriera prefettizia del Ministero dell'interno che, se inserito nel totale dei dipendenti ne ha alterato la media percependo uno stipendio superiore ai dirigenti. In generale, parafrasando un famoso saggio di Ermanno Gorrieri, penso si possa ben parlare di giungla delle retribuzioni pubbliche, particolarmente impenetrabile quando si tratta delle retribuzioni delle categorie dirigenziali/professionali/apicali. Grazie nel frattempo dei dati.
  11. marno Rispondi
    1) io sinceramente chiedo come si possa - in buona fede, anche solo per un momento - equiparare la responsabilità di un dirigente della PA a quella un dirigente di un'azienda a capitale interamente privato (per non parlare di un libero professionista): fa ridere solo dirlo. Basterebbe fare la statistica dei licenziamenti (sanzione) dal dopoguerra ad oggi dei dirigenti della Pa. A me risulta (e non sarò smentito da nessuno) che siano di fatto (se non di diritto) inamovibili proprio come i magistrati e che la posizione sia priva di qualunque rischio anche solo paragonabile. A chi rispondono se nessuno ha il potere di sanzionarli/licenziarli? Forse rischia un colonnello dell'esercito in missione o un investigatore della polizia (e dico forse) ma tutti gli altri? Io vi prego di non scherzare. 2) Oltre a concordare con la parificazione proposta di totale tra lavoro privato e pubblico vorrei sottoporre alla vostra osservazione ulteriori aspetti. 2.1) chi lavora nella Pa (oltre ad essere pagato dalle tasse dei cittadini che stanno nel mercato) esercita un potere notevole e quasi discrezionale che poi, però, vincola la Pa e non certo il dirigente. Ma l'esercizio di un potere pubblico deve ridurne l'emolumento, non aumentarlo proprio in quanto tale. 2.2) ora a questo fatto non può non aggiungersi che nell'esercizio di tale potere anche il loro potere e il loro prestigio aumenta tanto che spesso dirigenti della Pa svolgono altri incarichi e altri lavori (insegnamento) e comunque ricoprono ruoli di prestigio e privilegio senza paragoni che importano notevoli benefici in termini economici che come tali dovrebbero ridurne l'emolumento. 2.3) noto dai Cv dei dirigenti Mise (ad esempio) che a costo nostro costoro partecipano a numerosi corsi di formazione o di lingua che accrescono il loro prestigio e la loro preparazione: per questi corsi godono di permessi e non li fanno nell'orario di lavoro. Quindi ancora una volta vi sono solo vantaggi. Tutto ciò va a loro personale vantaggio anche una volta che passano nel privato. Anche per queste ragioni i loro emolumenti vanno tagliati e di tanto.
  12. paola Rispondi
    Molto utile che si metta mano finalmente alle sproporzionate retribuzioni di manager pubblici o a partecipazione pubblica. Troppi dirigenti e troppo pagati e molte disparità tra funzioni uguali nelle varie regioni. Ho visto le tabelle dei redditi 2012 uscite da poco. Ad esempio un presidente di Camera di Commercio o di Società Aeroportuale può avere una differenza di trattamento anche di 500.000 euro annui. Inoltre ci sono ancora troppe società di cui non si capiscono l'utilità e la valenza. Altro elemento, bisogna eliminare il cumulo di cariche in seno ai vari consigli di amministrazione. Ad esempio ho visto un manager che partecipa a 26 consigli di amministrazione. E' possibile che questo crei non inevitabilmente conflitti di interesse? E poi, molti si chiedono come mai ci sono manager strapagati pur non avendo dato prova di avere migliorato o risanato le aziende che presiedevano.
  13. Sergio Trabattoni Rispondi
    Trovo molto importante l'articolo del Prof.Perotti poiché porta a conoscenza dei comuni cittadini gli stipendi dei dirigenti pubblici, dei magistrati, etc. che normalmente, per pudore e/o nella consapevolezza dell'ingiustizia che testimoniano, sono tenuti quasi segreti. Le remunerazioni di queste categorie stridono con le condizioni economiche del nostro Pese e risultano eccessive anche se comparate con quelle in essere in altri Paesi ad economia più florida. A mio avviso quindi è necessario che gli stipendi per certi livelli dirigenziali, attualmente del tutto sganciati dalla situazione stipendiale media nazionale e da qualsiasi riferimento internazionale, giustamente riconoscano il valore delle professionalità dei dirigenti, ma abbiano come parametro gli stipendi medi correnti nel nostro Paese.
  14. giemme Rispondi
    Sembra uno studio utile, ma va affinato quanto ad esattezza e bisogna capire se parliamo di cifre lorde o nette; per esempio mi pare molto alto 144.000 come media retribuzione dei magistrati, a meno che il dato non sia al lordo di tasse e contributi, quindi in sostanza la media sarebbe di 70.000 euro annui. Quando i dati a disposizione saranno chiari si potrà ipotizzare se si tratta di remunerazioni alte o basse e se si può risparmiare oppure no. Allo stato, se si tratta di cifre lorde, non mi pare vi siano i presupposti per ingaggiare battaglie campali, né per indurre Renzi o altri ad ingaggiarle, considerando del resto che, per un principio di civiltà giuridica, non si può tagliare lo stipendio di una carriera in modo drastico perché è stato maturato un legittimo affidamento. I problemi della Pa sono l'eccessivo numero di dipendenti e l'improduttività, Se un magistrato è bravo e produce, 70.000 euro netti l'anno li merita tutti, considerando che peraltro ad inizio carriera ne prende 25.000 lordi (p.s. non sono un magistrato)
    • Enrico Rispondi
      In realtà bisognerebbe vedere se tutti i magistrati (a parità di anzianità) guadagnano quella cifra. In caso affermativo significherebbe che non c'è distinzione tra chi se li merita o meno (non ditemi che se li meritano tutti). Non credo che nel privato le percentuali di chi parte da 25.000 euro l'anno ed arriva a guadagnare 144.000 euro l'anno siano molto alte, nemmeno a fine carriera. Personalmente non sono a favore di argomenti del tipo "maturato un legittimo affidamento", serve capire se sono in media oppure no rispetto ad omologhi Europei ed inserirei anche una variabile che li "pesi" rispetto alle retribuzioni medie non statali.
    • marno Rispondi
      A inizio carriera, massimo dopo 3 anni, un magistrato prende 3.200/3.500 euro netti. I 25.000 euro l'anno li prende solo da "uditore giudiziario", appena passato l'esame, per un periodo ridottissimo che va da un semestre ad un anno. (ho tre o quattro amici magistrati molto sereni) e, tanto per essere chiari, uditore vuole dire fare una pratica provando un po' qua un po' là (una vacanza straremunerata, a differenza dei pari grado avvocato se vogliamo fare un paragone). Gli avvocati dello stato, invece, sono in assoluto i dipendenti più pagati della Pa ma il concorso è il più difficile anche più di esteri e magistratura (fonte: un praticante all'avvocatura di stato)
    • Luigi Oliveri Rispondi
      Certo che sono cifre lorde.
    • Stefano Rispondi
      Sono un magistrato con 23 anni di carriera e il mio ultimo 730 indica 110.000 euro lordi (oggi l'ho mandato in .pdf a desk@lavoce.info), anche se ho uno scatto di stipendio arretrato non ancora applicato. Vorrei sapere da dove è stato ricavato il dato dei 144.000 euro lordi, che è lo stipendio di chi ha almeno 28 anni di anzianità. Se davvero fosse vero, significa che dopo 28 anni di carriera si arriva allo stipendio medio. Vi pare abbia un senso? Forse se si iniziasse a lavorare a 16 anni...
  15. Giovanni Rispondi
    Nel confronto con l'alta burocrazia britannica bisognerebbe anche tener conto della ben diversa situazione economica di quel paese. Gli alti stipendi vengono giustificati con il peso delle responsabilità inerenti all'incarico: quanti sono i dirigenti cacciati per errori o inadeguatezza e non andati via con liquidazioni d'oro? Infine una battuta: Mastrapasqua, titolare di innumerevoli incarichi, è Superman o in fondo quegli incarichi non sono poi così pesanti?
    • Enrico Rispondi
      E il bello è che, se ho capito bene, ha pure un contratto superblindato.
    • Luigi Oliveri Rispondi
      Non si deve confondere tra dirigenti pubblici, lavoratori subordinati con qualifica dirigenziale e poteri di gestione ed attuazione degli indirizzi politici, da cariche di vertice in aziende, enti o società pubbliche, come nel caso dell'Inps. Quelli non sempre (quasi mai, anzi) sono rapporti di lavoro subordinato, ma cariche societarie.
  16. Giovanni Alignani Rispondi
    Questo Suo articolo mi fa venire in mente quando qualche anno fa Staffelli di Striscia la Notizia, consegno' il tapiro all'allora presidente della Banca d'Italia Fazio, che era contornato da ben nove guardie del corpo(pagate da noi), pochi giorni comparve sui quotidiani la foto dell'allora presidente della FED (banca Centrale americana ) che si recava al lavoro da solo!! Da cio' si potrebbe dedurre l'equazione meno vali più guardie del corpo hai.Senza mai generalizzare. Ma questi dirigenti super pagati hanno diritto anche alle guardie del corpo?
  17. Piero Atzori Rispondi
    Sull'Istruzione, le segnalo anche lo studio del Gruppo di Firenze, dove si possono cogliere diversi aspetti economici: ad esempio viene suggerito molto opportunamente di non premiare il merito: file:///C:/Users/Piero/Documents/Dossier%20Scuola_GdF_.pdf.htm Il sommario : 1. Premessa: il merito come eccellenza e il merito come impegno e serietà. 2. Merito, valutazione e “carriera” dei docenti. È improbabile che premiare i migliori insegnanti migliori la scuola. Meglio alzare la media intervenendo su quelli non adeguati e investire le risorse disponibili per creare i nuovi ruoli indispensabili al governo delle scuole autonome. 3. Garantire nelle scuole un clima di serietà, di impegno, di rispetto delle regole, come condizione indispensabile per l’apprendimento. Lo conferma anche l’Ocse nel commentare i risultati dell’indagine Pisa. 4. Assicurare la correttezza degli esami è un preciso dovere dello Stato, regolarmente disatteso nonostante gli appelli del mondo della scuola. 5. Per l’integrazione dei ragazzi stranieri, meno ideologia e più buon senso: per seguire le lezioni bisogna conoscere la lingua. Quasi tutti i paesi europei hanno una varietà di approcci al problema della lingua, da noi vige il dogma del “tutti in classe sempre e comunque”. 6. Per i “bisogni educativi speciali” (Bes) meno burocrazia e più servizi alla didattica. 7. Formazione professionale: ▪ La formazione professionale deve diventare ovunque una scelta di pari dignità dopo la scuola media, per rispettare i diversi talenti e abbattere l’insuccesso scolastico. ▪ Creare corsi triennali professionali (arte applicata) nei licei artistici. Una proposta che ha già raccolto numerosi consensi. ▪ In prospettiva unificare istituti professionali e formazione professionale. Sia gli uni che l’altra sono attualmente inadeguati per qualità e quantità. Unificandoli, si ottimizzerebbero le risorse e si costruirebbe un canale formativo di grande importanza. 8. L’aggiornamento –diritto ma anche dovere professionale degli insegnanti– dovrebbe essere basato soprattutto sul confronto di esperienze fra pari con il metodo seminariale, anche per valorizzare le tante competenze “sommerse” presenti nella scuola. 9. Indicazioni nazionali o programmi? Tra rigide prescrizioni e “fai da te”, un’impostazione che contemperi l’autonomia professionale e delle scuole con l’esigenza di assicurare la trasmissione del canone culturale. 10. Governo delle scuole autonome e stato giuridico; proposte. 11. Invece di eliminare le ripetenze, organizzare le scuole superiori “per livelli” nelle diverse materie, anziché per classi.
  18. Piero Atzori Rispondi
    Prof. Perotti, attendo con ansia il suo lavoro di revisione della spesa sull'istruzione. Permetta che da insegnante, le presenti alcuni spunti, al volo. Spero che almeno un rigo di questi che seguono possano esserle di qualche utilità. Dopo gli errori grossolani commessi da cattedratici, o ex cattedratici sulla scuola, ad esempio da Monti, il quale sembra continuare a considerare l’orario di lavoro dei docenti delle scuole medie limitatamente alle sole 18 ore settimanali d'insegnamento, dimenticando (con una certa dose di disonestà intellettuale) gli impegni fuori dalla classe (come dire che il prof. universitario lavora solo nelle nude ore di lezione, o che il giudice, solo il tempo dell’udienza), vorrei iniziare il discorso sugli sprechi enormi che avvengono tra le mura scolastiche. Per quanto riguarda l’orario di lavoro dell’insegnante in rete esiste una stima attendibile operata dai docenti dell’Istituto comprensivo “Quintino di Vona” di Milano : http://www.orizzontescuola.it/news/quanto-lavora-insegnante-1759-ore-annue-3998-ore-settimanali-tua. Le settimane di lezione sono 34, corrispondenti a poco oltre 200 giorni effettivi di lezione. Domanda: ma si rispetta il limite minimo dei 200 giorni di lezione stabilito dalla norma? Risposta: no, se si escludono: a) manifestazioni, b) occupazioni, c) disinfestazioni, d) blocchi del riscaldamento, e) interruzioni del servizio idrico; f) sette giorni all’anno di assemblee d’istituto, che essendo libere, comportano anche l’uscita libera; in definitiva, è difficile superare i 185 giorni effettivi di lezione. Teniamo presente che le scuole nel periodo invernale sono riscaldate anche se vuote e già questo è uno spreco oggi intollerabile. Altro spreco che si verifica nelle scuole è quello dell’insegnante pagato per fare lezione di matematica, ad esempio, ma che non la fa perché la classe è al cinema. Si tratta di uno spreco relativo all’organizzazione. Questi sono alcuni sprechi, ma monetizzandoli assommano a un’inezia in confronto al colossale e drammatico spreco che sta avvenendo nelle nostre scuole e che deriva dalla mancanza di motivazione. Si abbia il coraggio di affrontare questo spreco di energie psichiche. Se lo studente non ha voglia non impara. Vale anche per l’insegnante, se egli perde nel corso della sua esperienza lavorativa la motivazione perde la capacità d’incidere, ossia d’insegnare. Per questo conviene favorire, non impedire l’uscita per chi non se la sente più d’insegnare. A qualsiasi età. La ringrazio di nuovo per il suo impegno, che certamente non le porterà solo gioie.
  19. Rocco Rispondi
    Beh per chi lavora e chi si assume le proprie responsabilità sono giustamente pagati. Avete idea delle responsabilità di alcuni dirigenti (di quelli che si danno da fare) in ambito centrale e locale!? Il problema -come sempre- è per chi non fa un bel niente prende lo stesso stipendio di chi si fa in quattro, Questo è il problema, non i tagli. I tagli del 20 del 15 sono una soluzione da grillini, banale, più semplice di gestire meccanismi nella sostanza meritocratici e premiali. Perchè allora Prof. Perotti non tagliare anche sugli stipendi dei professori universitari? Infondo le cifre sono molto simili se non superiori, in certi casi.
    • Roberto Perotti Rispondi
      Per la mia posizione sui professori universitari, veda la risposta ad un commento sotto, che riporto qui per comodita': "Come Lei sapra', la Bocconi è un' universita' privata, quindi non ho conflitti di interesse. Ho comunque espresso la mia posizione sulle retribuzioni dei docenti universitari pubblici italiani in un libro che ho scritto nel 2008: le retribuzioni medie non sono particolarmente basse, ma si pagano molto poco i ricercatori giovani, anche se produttivi, e moltissimo i docenti anziani, anche se non hanno pubblicato una riga in vita loro." Sui meccanismi premiali, attendo da anni una proposta seria, concreta e attuabile. Chi decide sulla performance di un capo di gabinetto? Il ministro che l' ha nominato?
      • Iacopo Avegno Rispondi
        I meccanismi premiali ci sono, e ci sono anche gli organismi di valutazione "indipendenti". Per valutare, bisogna però avere il coraggio di applicarli, e il miglior riscontro sono indicatori misurabili basati sulla realizzazione delle strategie impostate dal Ministro. E che siano "sfidanti". Le faccio un esempio, se lei come indicatore di un obiettivo di un funzionario mette: "relazione al Dirigente" ecco lì che la performance è bella che formale. Se lei mette "il nuovo URP dovrà essere aperto e funzionante" oppure "i tempi di pagamento devono essere inferiori ai 30 gg nel 90% dei casi" già è un po' diverso, perché inserisce un fattore di rischio. Il punto è che i sistemi di valutazione introdotti nella P.A. rimangono formali perché non sono assolutamente "sfidanti". Trovo però molto più motivante inserire obiettivi "sfidanti" piuttosto che tagliare gli stipendi, perché con questa seconda politica i pochi che ne hanno voglia smetterebbero subito di lavorare perché trattati allo stesso modo dei fannulloni, le ho già espresso questo pensiero.
  20. Luigi Di Porto Rispondi
    I costi, legati agli stipendi e alla numero, dei dirigenti sono un aspetto importante della questione ma non l'unico. L'altra faccia, ben più grave, del problema sono i risultati che questi dirigenti producono, che, nel complesso non mi sembrano particolarmente brillanti (eufemismo). La cosa migliore sarebbe applicare ai dirigenti pubblici lo stesso contratto che si applica nelle aziende industriali dove il dirigente viene remunerato in base ai risultati che produce e può essere licenziato se non produce i risultati attesi o se la sua funzione non è più richiesta, e può vedersi lo stipendio decurtato perché l'azienda ha dei problemi. Lo stesso dovrebbe avvenire nella PA: se chiudo un ufficio devo avere la possibilità di licenziarne i dirigenti, se la nazione è in crisi gli stipendi dovrebbero diminuire. Personalmente credo che la possibilità di essere licenziati o di vedersi lo stipendio decurtato sono ottimi incentivi a mantenere alti livelli professionali e a produrre il massimo mentre non riesco nemmeno ad immaginarre come questo possa accadere con stipendi e posti ipergarantiti a vita.
    • Luigi Oliveri Rispondi
      È già così. Articolo 21 del d.lgs 165/2001 e tutta la disciplina della valutazione. Molto violata, tuttavia.
  21. Merisio Rispondi
    Bell'analisi. Io ho solo dei dubbi sui paragoni con le retribuzioni all'estero. Sinceramente vorrei conoscere di persona il capo di gabinetto degli Esteri britannico e vedere bene tutti i suoi redditi, intendo la sua dichiarazione. E lo stesso vorrei fare con i dirigenti francesi. O tedeschi. Scusate, ma mi è difficile pensare che in una nazione dove gli operai specializzati guadagnano 3mila euro al mese, i direttori dei ministeri ne prendano 4mila. Ok le statistiche, ma finché non vedo le dichiarazioni dei redditi, scusate, ma non ci credo
    • Emanuele Rispondi
      Pienamente d'accordo, e infatti tutte queste analisi crollano proprio sul punto da te sollevato. Continuiamo a ripetere che, per esempio, tale dirigente o tale parlamentare guadagnerebbe di più di Obama o della Merkel, senza rendersi conto che la cosa non è assolutamente possibile nè sensata. Come sarebbero giustificabili i loro tenori di vita? Perchè uno dovrebbe fare il capo di gabinetto degli Esteri britannico quando la sua retribuzione è apparentemente simile ad un Project Manager Jr londinese?
      • Roberto Perotti Rispondi
        Quindi i numeri forniti in tutti i documenti ufficiali britannici e statunitensi sono falsi?
        • Emanuele Rispondi
          Non è necessario che siano falsi, basta che siano incompleti...
          • Piero Atzori
            Anche se fossero completi, non lo sarebbero mai abbastanza per chi vuole solo mantenere lo status quo.
          • Emanuele
            Non capisco il suo commento. Uno status quo non è sbagliato a priori in quanto tale, e continuo strenuamente a non capire perchè accanirsi ideologicamente contro i dirigenti statali quando è dimostrato che guadagnano molto meno dei loro corrispettivi nel privato. ps: mi sono dimenticato di dire che non sono neanche io in conflitto di interessi, visto che neanche vivo in Italia.
          • Piero Atzori
            Mi è parso superfluo dire che chi gode dei privilegi, tende a considerarli diritti acquisiti. Non mi pare un argomentare ideologico questo. Certo anche lo status quo può essere meglio di un ulteriore arricchimento dei ricchi con corrispondente ulteriore impoverimento dei più poveri. L'obiettivo corretto mi pare sia porre le basi per una redistribuzione della ricchezza. Prima che scoppi una qualche rivolta sociale.
          • Emanuele
            Mi spiace, ma la sua è una risposta retorica che sposta il problema verso la propaganda. Uno stipendio non è un privilegio ne un diritto acquisito, è un corrispettivo dovuto per un lavoro svolto, quindi l'analisi del valore assoluto non deve permearsi di ideologia. Trovo poi eccessivamente pericoloso identificare uno stipendio sui 200.000 euro come "ricchezza", se vogliamo spostare il punto di osservazione. La ricchezza da redistribuire è ben altra cosa (e i veri ricchi se la ridono, vedendo questo sconto tra poveri e ceto medio).
  22. Massimo Manca Rispondi
    Gentile prof. Perotti, 150mila euri per un direttore generale nelle province e regioni? Beh, mi scusi ma qui da mie parti, alla Provincia di Cagliari, allora abbiamo battuto tutti i record! Oltre 263mila euri, all'anno. Lo sapeva? E pensi, una giunta di sinistra. E alcuni componenti di quella giunta ora si candidano ad amministrare la Regione. Non è fantastico?
    • Roberto Perotti Rispondi
      Si, complimenti, e' un bel risultato. Stiamo giusto lavorando ai dati sulle regioni a statuto speciale. Presto le sapremo dire se e' effettivamente un record assoluto.
  23. Roberto Perotti Rispondi
    Lo studio si basa sui dati RGS riferiti al 2012. Il risultato complessivo che trova per ogni qualifica è la somma delle variabili presenti nelle tabelle T12 e T13 del database della Ragioneria (come già detto ad altri lettori, abbiamo lasciato da parte - per ora- alcune indennità presenti nella tabella T14). Nel caso specifico dei Ministeri sono state considerate le voci che trova qui sotto. T12 – Oneri Stipendi ARRETRATI ANNO CORRENTE ARRETRATI PER ANNI PRECEDENTI R.I.A./ PROGR. ECONOMICA DI ANZIANITA' RECUPERI PER RITARDI ASSENZE ECC. STIPENDIO TREDICESIMA MENSILITA' T12 – Oneri Accessori ALTRE SPESE ACCESSORIE ED INDENNITA' VARIE ARRETRATI ANNI PRECEDENTI ASSEGNO PERSONALE PENSIONABILE COMPENSI ONERI RISCHI E DISAGI COMPENSI PRODUTTIVITA' COMPETENZE PERSONALE COMANDATO/DISTACCATO PRESSO L'AMM.NE IND. DI VACANZA CONTRATTUALE INDENNITA' DI PRESIDENZA INDENNITA' DI TURNO INDENNITA' UFFICI DIRETTA COLLABORAZIONE MINISTRO RETRIBUZIONE DI POSIZIONE RETRIBUZIONE DI POSIZIONE - QUOTA VARIABILE RETRIBUZIONE DI RISULTATO SPECIFICO COMP. ACCESS. ART.83 C.6 CCNL 02/05 STRAORDINARIO STRAORDINARIO PERSONALE MILITARE
    • Antonio Naddeo Rispondi
      La ringrazio per la celere risposta, ma devo confermarle le perplessità che avevo fatto nel primo intervento. Sono proprio le voci ARRETRATI ANNO CORRENTE e ARRETRATI PER ANNI PRECEDENTI che alterano il confronto tra le retribuzioni dei differenti comparti. Gli arretrati costituiscono una somma una tantum erogata per il ritardo verificatosi nella firma di un contratto collettivo nazionale di lavoro. Il confronto andrebbe fatto sulle somme lorde dipendente corrisposte in modo ordinario e quindi per un dirigente: Stipendio, Retribuzione di posizione e retribuzione di risultato. In questo modo ho un dato omogeneo per il confronti con altri comparti.
  24. nidele Rispondi
    Sono senza dubbio dati interessanti che, accoppiati alla recente inchiesta de l'Espresso sull'impiego pubblico, svelano l'approccio sbagliato dell'analisi compiuta fino ad oggi sul settore pubblico. Do dei dati sulla base della mia esperienza personale (ente pubblico del nord ovest): il nostro contratto è sanitario. Lavoro in una struttura dove su 12 persone ci sono ben 3 dirigenti e due posizioni organizzative. Viene considerata struttura complessa (con un dirigente a 100 mila euro e rotti di stipendio) al pari di un pronto soccorso ospedaliero. Dirò di più: in questi anni sono stati messi in moto meccanismi di un cinismo aberrante: per una promozione ad una PO il potere dei dirigenti è tale che a parità di anni di lavoro viene preferito un geometra ad un ingegnere. Anche se uno impugnasse l'atto si troverebbe le armi spuntate di fronte ad obiettivi scarsamente misurabili e alla lentezza della magistratura. Una riforma della Pa deve basarsi su una vera scuola di formazione dei dirigenti nazionale in modo da uniformare culture troppo diverse e contratti di vera natura privatistica (lo sono già ma sfido io a trovare un licenziamento). In un quadro di riassetto deve essere rivisto ciò che è di interesse nazionale e statalizzare gli enti regionali. E' assurdo per esempio che tuteliamo il paesaggio con le sovraintendenze che hanno potere di veto e lasciamo le agenzie regionali di protezione ambientale (che tutelano la nostra salute) in mano alle regioni con posti di potere ai vertici decisi dalla politica e con costi duplicati regione per regione.
  25. Ric Rispondi
    Quello che non si comprende quando si parla di queste cifre di evasione è che quand'anche fosse scoperta quelle cifre non entrerebbero nell'erario. Perché? Guardi, le faccio un esempio semplice semplice: le ripetizioni. Sono gran parte in nero. Se bisognasse pagarci le tasse (diciamo un 50% in più?) non le vorrebbe nessuno (o molto pochi). Morale? Non avremo le ripetizioni e neanche i soldi all'erario. Questo vale per gran parte dell'evasione. E non voglio esaltare l'evasione. Anzi, sostengo una guerra a tutto campo, ma bisogna essere consapevoli che non ne verranno tutte quelle risorse che si crede di ottenere.
  26. Roberto Perotti Rispondi
    Grazie per la precisazione. I nostri dati provengono dalla Ragioneria generale dello Stato. Tuttavia, e' evidente (anche dai commenti di altri lettori) che ci sono problemi specifici nell' interpretare i dati per il Ministero degli Esteri. Stiamo cercando dati piu' precisi e piuì' disaggregati. Aggiornamento appena avremo una quadro piu' preciso.
  27. Antonio Naddeo Rispondi
    Gentile Prof. Perotti, leggo con molta attenzione i suoi testi e li ho trovati sempre molto interessanti e utili per capire alcune dinamiche di spesa nelle Pubbliche amministrazione (ad esempio Università). Devo però rilevare alcune inesattezze sull'articolo pubblicato. Le premetto che sono direttamente interessato, in quanto capo dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio. Nei dati della tabella le retribuzioni dei dirigenti apicali della Presidenza risultano essere pari a 218.000 euro. Il dato non corrisponde con quanto rilevato dalla RGS nel conto annuale del 2012. Infatti la retribuzione media dei dirigenti apicali nella PCM è pari ad 185.934 euro. Sempre nella tabella si leggono invece dati più bassi ad esempio per il ministero dell'economia. Infatti per tali dirigenti la RGS indica una retribuzione media dei dirigenti di prima fascia pari a 192.594 euro e addirittura 306.309 per i Capi Dipartimento. Retribuzioni più alte rispetto ai dirigenti apicali della Presidenza del Consiglio. Sarebbe utile per un confronto aperto e trasparente chiarire bene quale metodologia è stata utilizzata nell'esporre i dati. Ovviamente non discuto nel merito della questione anche se un discorso concreto si può fare innanzitutto sul numero dei dirigenti, sicuramente alto e poi discutere anche sul livello delle retribuzioni in relazione alle singole responsabilità. La ringrazio per l'attenzione.
  28. Chiara Fabbri Rispondi
    Gentile prof. Perotti, accomunare nell'analisi tutti i magistrati di ogni ordine e grado per trarne la conclusione che "in media" sono pagati troppo mi pare di una superficialità poco degna di questa sede di discussione. Forse perchè il diritto non è la sua branca Lei ignora che le differenze retributive all'interno della categoria "magistrati" sono significative (cosa che peraltro Lei riconosce). Apprezzerei, anche per onestà intellettuale, che Lei riuscisse a distinguere chi appartiene alla magistratura ordinaria con compiti penali - che comportano, tra l'altro, turni anche notturni, esposzione a rischi personali anche rilevanti, che coinvolgono anche la famiglia, come le cronache di questi giorni dimostrano se ce ne fosse ancora bisogno - e, ad esempio, le magistrature ammministrative, per le quali l'impegno e il livello di competenza professionale sono indiscussi, ma forse il livello retributivo potrebbe essere rivisto. La carriera in magistratura comporta lunghi studi e ampi sacrifici, secondo Lei quanto vale la vita dei magistrati sotto scorta, non crede che soprattutto i più giovani, che non risiedono in amene località ma in luoghi disagiati e subendo restrizioni alla propria libertà personale spesso più severe di quelle che vengono inflitte ai condannati di reati gravi, meritino almeno un riconoscimento economico del loro impegno da parte dello Stato? Per chiarezza, non lavoro in magistratura, di nessun ordine o grado. Cordialmente
    • Roberto Perotti Rispondi
      Tutto vero, la media non dice tutto, e tutti noi conosciamo la storia del pollo di Trilussa. Ma noi facciamo quello che possiamo con i dati a disposizione. Sarebbe anche bello se vi fosse piu' trasparenza nella Magistratura stessa - provi a chiedere quanto guadagnano i magistrati di Cassazione o del Consiglio di Stato: io ci provo da mesi, senza fortuna.
  29. Enrico Rispondi
    Precisazione corretta, ma non c'è sproporzione. L'errore che si compie spesso (me compreso) è quello di tendere ad un approccio del tipo "vogliamo parlare anche di xyz?", sarebbe bello poter affrontare tutto, ma il rischio è che affrontare tutto insieme è come non affrontare niente (oltre a spostare l'attenzione dal discorso in essere).
  30. franco Rispondi
    Gentili Prof. Perotti e Dott.Teoldi, complimenti per l'analisi e la denuncia. Per quanto riguarda il Ministero degli Esteri pero' i dati della tabella sono del tutto sbagliati: i dirigenti diplomatici (cui si aggiungono in numero ridotto i dirigenti non diplomatici) sono molti di più dei 6 + 31 indicati: sono appunto quasi 900 come da voi stessi indicato nel testo. E soprattutto la media della retribuzione annuale del personale non dirigente (Area I, II e III) NON E`AFFATTO DI 70.980 EURO!!!!! SCHERZIAMO???MAGARI FOSSE COSI !!!! IN REALTA`E`PARI A NEMMENO UN QUARTO DI QUANTO INDICATO!!!! CHI VI HA FORNITO IL DATO COSI PALESEMENTE TAROCCATO? mi sorge l'atroce sospetto che nel dato siano finite le retribuzioni (romane) dei diplomatici dal grado iniziale di segretario di legazione al grado di consigliere di legazione per i quali si gioca con l'ambiguita` che, quando conviene alla Carriera, sono Dirigenti per le funzioni esclusive esercitate e relativi stipendi garantiti dal Contratto, quando non conviene finiscono nel calderone del personale non dirigente ad alzare la media dello sfigatissimo e ormai alla fame "restante personale". Ad es. la posizione organizzativa di Vicario del capo ufficio viene conferita con relative remunerazioni esclusivamente ai segretari di legazione appena assunti (dopo il canonico "periodo di prova") e mai al personale apicale della III Area, anche se con molto maggiore anzianità di servizio: questi debbono subire l'umiliazione di essere (ed essere trattati come) sottoposti, a prescindere. Una cosa che non sta né in cielo né in terra, un vero scandalo.
  31. Antonio Pandolfi Rispondi
    I risparmi indicati in chiusura dell'articolo, tra gli 800 milioni ed 1 miliardo di euro, immagino siano a legislazione e contratti vigenti. Non mi è chiaro dall'articolo se si tratti di importi: - annui, oppure una tantum; - netti dal punto di vista del bilancio dello Stato, oppure lordi perché comprensivi di un carico di imposte individuali (più o meno significativo, dipende dai punti di vista) che si tradurrà comunque in un minore incasso.
    • Roberto Perotti Rispondi
      Sono risparmi annui. E sono lordi, anche se bisogna considerare che scenderebbero anche i contributi a carico dello Stato, chenon sono considerati qui. Inoltre il miliardo è una cifra prudenziale, perche' il monte salari salirebbe se includessimo alcuni comparti finora esclusi (scuola) e alcune indennità che bbiamo escluse perché non ripartibili. Inoltre nel caso degli stipendi più alti si potrebbe (dovrebbe) pensare a una ridizione superiore al 20 percento.
  32. ferdinando Rispondi
    Molto interessante questa attenta analisi, in corso ormai da mesi, sugli stipendi e sulle pensioni: peccato non si dica che chi ha lo stipendio più alto è anche quello che paga di più come imposte, ma evidentemente non interessa. Questa attenta discussione a qualcosa è servita, a non parlare più di evasione fiscale. Mentre cioè Befera (AdE) dice che l'evasione fiscale vale 130 mld,. di euro -ed è incompatibile con la democrazia - da mesi il problema sono gli stipendi e le pensioni elevate, dove cioè l'evasione è impossibile. Il sospetto è che alzando un gran polverone sulle pensioni, dove l'evasione è inesistente, si lascino in pace quelli che le tasse non le hanno mai pagate. Insomma ipocrisia pura.
    • enzofarcangeli Rispondi
      chi evade le tasse sta dalla parte del giusto: perché dovrebbe finanziare gli apicali fannulloni?
      • toto200 Rispondi
        Sono d'accordissimo: chi evade è un ladro (che infrange le regole), ma è nel giusto (cioè è rispettoso delle regole). Almeno fino a quando ad decidere le regole saranno i ladri e gli schizofrenici.
    • Libero pensiero Rispondi
      Commento che non sta in piedi. L'evasione va combattuta, ma bisogna abbassare - preliminarmente/contestualmente - la pressione fiscale ed il cuneo fiscale (per trasferire potere d'acquisto a lavoratori - tendenz. alta propensione marginale al consumo- ed imprese - investimenti/R&D) total tax rate (% profit): 68.3!! [labour tax and contributions: 43.4; profit tax: 22.9; TIME (hours per year) 269). Oecd high Income 40.0 - Spain 38.7 ecc. Una domanda: secondo lei e' -non mi viene in mente altro- 'normale' che un cons. regionale riceva 200k pa? Oppure 20 regioni (perche' non 100?)? Diamo loro quanto ricevono gli omologhi stranieri, ed abbassiamo le tasse. La media Italiana secondo l'Unita' di informazione finanziaria e' di 38.19 euro dovuti e non versati ogni 100 euro di imposte pagate. La domanda da porsi e': Come mai? Per ritornare in tema, questi sono privilegi in termini assoluti, lato PA (sovente non giustificati da sottostante competenza), ed un'imposizione ormai intollerabile lato soggetti passivi. Esito: ..... Le pensioni? Equita': do-----> ricevo per tutti. Oppure, no? Pensi a chi e' andato in pensione a 55 anni nel 1983...
    • Roberto Perotti Rispondi
      Quindi secondo lei se il signor X ammazza 10 persone, e il signor Y ne ammazza 11, i giornali devono parlare solo di Y e non di X perché altrimenti si minimizza il crimine di Y?
      • GiacomoG Rispondi
        Diciamo che se x,y o z evadono 130 mld con scarsa attenzione mediatica e con le retribuzioni di a,b o c si spreca 1 mld con esasperata attenzione (spesa/debito pubblico), la sproporzione salta all'occhio pur nella legittimità e doverosità dei rilievi. Perché poi non quantificare anche gli sprechi (ruberie) di spesa pubblica a beneficio di imprenditori privati? Di certo tra appalti (inutili e pilotati, vedi Grandi Opere) e forniture i miliardi risparmiabili si moltiplicheranno alla grande!
        • sposadelvento Rispondi
          Ma che c'entra! Perotti non si sta occupando di evasione, al momento, bensì di sproporzionati stipendi! Ma scusi, ma quando le arriva l'idraulico a casa lei che fa? Gli dice: " Ma come mai vuole riparare questo tubo? Non vede che la finestra è rotta?" Quello, giustamente, le risponderebbe " Io son venuto per il tubo. Se mi fa perdere tempo a parlare di finestre finisce che non mettiamo a posto né l'uno e né l'altro!"
    • toto200 Rispondi
      Secondo lei, Ferdinando, l'unico fattore da tenere in considerazione sono le imposte. Quindi, secondo il suo ragionamento, supponendo (per comodità) un'aliquota sul reddito unica del 30%, allo stato converrebbe pagare stipendi da 100€ e riprendersene 30€ in tasse (spesa netta 70€) anziché pagare stipendi da 80€ e riprendersi 24€ in tasse (spesa netta 56€)? Anche supponendo che lei non sia in conflitto di interesse, complimenti per la logica!
    • Piero Atzori Rispondi
      L'obiettivo dell'articolo è trovare modo e misura per una riduzione della spesa della Pubblica Amministrazione, con la diminuzione delle retribuzioni dei dirigenti ministeriali che si rivelano eccessive in rapporto sia alle omologhe retribuzioni europee, sia alle retribuzioni dei non dirigenti. Non è obiettivo degli autori dell'articolo ridurre l'evasione fiscale (che pure va ridotta, anzi azzerata). Ferdinando, non meniamo il can per l'aia.
  33. Massimo Rispondi
    Il male del nostro paese e che non ci sono passaggi da una carriera all'altra per cui alla fin fine ognuno tira solo per se e il merito va perso. Dobbiamo fare lavori diversi
  34. angelo Rispondi
    Non si tiene conto della tassazione, che arriva per gli stipendi elevati al 50%: dividete per due e poi ne riparliamo. Metà di quel denaro imputato come spesa pubblica torna allo stato. Lo dice uno che lavora come libero professionista.
    • Libero pensiero Rispondi
      Una mera partita di giro......quindi....)) Basta ridurre la pressione fiscale, in tal caso,..Se e' un libero professionista, immagino sappia quale sia l'entita' del problema. Secondo il suo ragionamento, parrebbe di capire, quindi, un parlamentare Italiano e' giusto che 'percepisca' dal doppio a piu' del doppio della media europea (e mondiale probabilmente) perche' le tasse sono alte... Guardi, lo dico fuor di polemica: siamo una barzelletta su scala planetaria; oltre 4.2 milioni di iscritti all'AIRE ne forniscono ineludibile conferma..(io non lo sono). Cfr. sui parlamentari ad esempio la Guide: Europe's MPs' pay packages http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/politics/7961849.stm Ne esistono di redatte da Tedeschi, Olandesi etc.
    • toto200 Rispondi
      Non c'è problema: basta rinunciare a uno stipendio elevato e tutti (compresi quelli che pagano il 50% di tasse) sono soddisfatti. Mica l'ha ordinato il dottore di avere uno stipendio elevato. Decine di migliaia di operai campano con stipendi bassi. E (dettaglio) non hanno la possibilità di evadere diversamente dalla maggior parte di coloro che si lamentano della tassazione (relativamente rispetto agli operai) elevata. Possibilità largamente sfruttata: altrimenti non avremmo la paccata di miliardi di evasione che abbiamo. Certo che, finché c'è qualcuno (tra i quali tutti i lavoratori dipendenti e tutti i pensionati, anche quelli che prendono la minima) che paga per te...
  35. Ettore Rispondi
    Come ho gia'scritto condivido toto l'analisi,le retribuzioni dei dirigenti sono più alte rispetto agli altri paesi,mentre quelle delle qualifiche medie e medio- basse sono piu'basse. Inoltre sarebbe interessante uno studio comparativo sul rapport numerico dirigenti/ dipendenti in Italia;,ne ho trovato uno organizzatodal sito forum P.A dove emerge che questo rapporto in Italia e'piu'basso che altrove, circa 1 a 12,rispetto a 1 a 20 in Francia. Quindi non solo abbiamo dirigenti strapagati,ma sono pure troppi!
  36. Roberto Perotti Rispondi
    Sono d' accordo con Lei che sarebbe meglio evitare questo tipo di tagli, e metterli in relazioneinvece alla produttivita'. Ma misurare la produttivita' di un dipendente pubblico e' difficilissimo s enon impossibile (a meno di creare un contenzioso giuridico di proprizioni bibliche), e nel' attesa di misurarla non si farebbe niente. Tenga presente pero' che la nostra proposta non e' la stessa cosa dei "tagli lineari" del passato. Quelli erano del tipo: "il ministero XY deve tagliare la spesa dle 5 percento, arrangiatevi voi sul come farlo esattamente". Essendo i dirigenti del ministero a decidere come tagliare la spesa del 5 percento, si puo' immaginare cosa succedesse ai loro stipendi. Qui diciamo specificamente che igli stipendi dei dirigenti devono essere ridotti del 20 percento. Quando e se si trovera' un modo per valutare la produttivita', allora si potra' procedere a ulteriori riduzioni per i meno meritevoli e magari a dei premi per i piu' meritevoli.
    • Vito Rispondi
      In Italia sembra impossibile misurare la produttività reale di un dipendente e dirigente pubblico ma questa osservazione fa parte di tutte quelle contraddizioni che contraddistinguono il nostro paese. Sarebbe invece molto semplice farlo se rispetto ad un obiettivo del sistema paese fossero coinvolti tutti: dal ministro al Dg di un ente o ministero fino ai suoi dirigenti e dipendenti. Ognuno dovrebbe rendere conto del suo operato rispetto al suddetto obiettivo indicando i risultati raggiunti con quali risorse. Alla base servirebbe solo una chiarezza dei compiti ed incarichi ed una valutazione obiettiva da parte degli stackeholders. A quel punto funzionerebbe anche la meritocrazia perché ognuno sceglierebbe il personale migliore e la contrattazione tra risorse ed obiettivi sarebbe funzionale. Quindi coinvolti significa rispondere del proprio operato ,,,,, purtroppo il marcio e' ovunque tra i sindacati, i politici e gli stessi cittadini che guardano ai propri interessi nel breve termine.
  37. Roberto Perotti Rispondi
    Sulla prima domanda, tenga presente che i nostri dati si riferiscono al 2012. Un secondo motivo per cui non c'e' quasi mai una corrispondenza perfetta fra i numeri dei ministeri e i nostri numeri è che i primi si riferiscono ad un dato momento (di slito il 31 dicembre) mentre i nostr sono ricavati dividendo il numero totale di mensilità per 12. Quindi due persone che hanno lavorato 6 mesi nel nostro dataset contano come una persona Sulla seconda domanda, è una uqestione complessa. La produttività nel settore pubblico è difficilissima da misurare (tranne che ... nell' universita'). Se fosse possibile misdurarla in modo anche prrossimativamente non controverso, avremmo risolto la meta' dei problemi dell' Italia.
  38. Maria Isabella Argentieri Rispondi
    Come mai non c'è il sistema camerale ed UNIONCAMERE nazionale? Le camere di commercio sono inquadrate negli enti locali (cioè Regioni, province e comuni). Penso che anche lì si avrebbero delle belle sorprese sui compensi dei dirigenti e i loro salari accessori che ricevono ogni anno.
    • ago.manni Rispondi
      Infatti: sono d'accordo con lei. Diamo tempo a Perotti di arrivare anche a questi signori e fare un po' di chiarezza. E comparare i loro costi a quelli degli altri Paesi Europei. Poi si discuteranno eventuali misure da prendere.
  39. Aldo Conti Rispondi
    Sarebbe interessante inserire nella tabella anche i professori universitari. E' un caso che nell'articolo del Prof. Perotti non sono stati menzionati oppure è un semplice conflitto di interessi?
    • Roberto Perotti Rispondi
      Come Lei sapra', la Bocconi è un' universita' privata, quindi non ho conflitti di interesse. Ho comunque espresso la mia posizione sulle retribuzioni dei docenti universitari pubblici italiani in un libro che ho scritto nel 2008: le retribuzioni medie non sono particolarmente basse, ma si pagano molto poco i ricercatori giovani, anche se produttivi, e moltissimo i docenti anziani, anche se non hanno pubblicato una riga in vita loro. Con questa premessa, la risposta alla sua domanda è la stessa che ho dato ad un lettore che aveva posto una domanda simile, anche se in forma meno maliziosa: "Non abbiamo incluso la scuola perche' merita un discorso a se', e per un problema di opportunita'. Scuola significa anche universita', e se avessimo incluso la seconda saremmo stati accusati come sempre di voler distruggere la scuola pubblica per favorire le universita' private. Abbiamo preferito evitare di portare il dibattito su questo terreno. In una delle prossime puntate ci occuperemo anche della scuola"
    • Libero pensiero Rispondi
      Conviene indirizzare critiche alla fonte, eventualmente (i.e. il Leviatano...)
  40. Piero Atzori Rispondi
    Prof. Perotti, mi paiono opportuni due chiarimenti: 1)per quanto riguarda il Ministero dell'istruzione, i dati in tabella del numero dei dirigenti non corrispondono a quelli rilevabili nel sito del Ministero per la sola Istruzione, che sono 21 per la dirigenza apicale (3 apicali+18 di I fascia) e 175 per quelli di II fascia. Evidentemente c'è stata una rielaborazione non facilmente ricostruibile, che forse sarebbe bene chiarire. 2) per quanto riguarda la Magistratura, vorrei sapere a quale età il magistrato raggiunge il massimo della retribuzione e se mantiene questo massimo fino all'età pensionabile, che mi risulta essere di 78 anni. Sappiamo tutti che per questioni biologiche, un uomo, anche se magistrato, cala di molto nella cosiddetta "produttività" dopo i 60 anni (la regola sembra essere meno fai e più ti pago). Anche per ridurre i tempi della giustizia non sarebbe meglio ringiovanire la magistratura, dopo averla fatta dimagrire?
  41. Libero pensiero Rispondi
    Qui bisogna ripartire da capo.----from ..scratch μηδείς αγεωμέτρητος εισίτω: Platone, l'insegnamento inascoltato. Regole chiare, semplici, efficienza, processi snelli, e --nessuna SUPERFETAZIONE di funzioni e concettuale (William of Ockham) In)competenza, clientelismo e corruzione fanno il resto. Qui bisogna passare, si direbbe da una 'Gemeinschaft' con assetto material distorto, ad uno stato snello ed efficiente... Assenza di trasparenza, processi da esegesi talmudica, eccessiva area di discrezionalita' e corruzione fanno il resto. Gli 'stipendi' fuori scala (Fara, Eurispes, parlava di Neo.feudalesimo, nel 2007) sono l'esito tangibile ed eloquente di uno STATO che va RI-disegnato. Rendiamoci conto che e' sceso in campo il 'MIT' ....!
  42. filippo de magistris Rispondi
    Per quanto mi consta gli avvocati dello stato non hanno alcuna specifica responsabilità per il loro ufficio (a parte atteggiamenti dolosi e, forse, gravemente colposi). Di contro beneficiano - in maniera lineare e quindi indiscriminata - della ripartizioni di extra stipendio determinate dall'andamento dei contenziosi patrocinati dal'avvocature dello stato.
  43. Iacopo Avegno Rispondi
    Non sono molto d'accordo sul taglio "medio". Invece di premiare il merito, ridurre gli stipendi evidentemente sovrastimati rispetto alle responsabilità, ridurre i dirigenti apicali con una politica di pensionamento e svecchiamento della P.A., si propone il solito taglio "lineare" che accomuna enti diversi (ci sono regioni parche e regioni scialacquone) andando a penalizzare chi era virtuoso. Preferirei che la proposta fosse più articolata, anche più coraggiosa, e che si entrasse nel merito: a cosa servono 61 direttori di I fascia all'isvap? Che responsabilità ha un avvocato dello stato per guadagnare 270k euro?
  44. StormBringer Rispondi
    Questi parassiti son talmente tanti che se ne trova in ogni dove... Chiedo é possibile sapere quanto spende il settore pubblico (nella sua interezza, anche società partecipate) nella dirigenza di 1, 2, 3 fascia? Faccio presente che nel mio comune circa 45.000 abitanti ci sono dirigenti che incassano oltre 180.000 (360 milioni delle vecchie lirette) euro anno. È finito il tempo dei travet che arrivavano al lavoro in bicicletta...adesso in bicicletta ci vanno i piccoli imprenditori....
  45. mauro53 Rispondi
    voglio ricordare che Giovannini era stato incaricato tempo fa dal Presidente Napolitano proprio x questo e dopo 2 anni ha rimesso il mandato !! ed ora è al governo. Incrociamo le dita.
  46. mauro53 Rispondi
    bisogna sollecitare tutto a livello europeo contando su una + attenta indagine di stati + "seri", ci saranno parametri su cui lavorare congelando la situazione e progettando il "futuro" (si eviterà la corsa al posto pubblico=sicuro=eterno !!)
    • Libero pensiero Rispondi
      I dati, in realta', sono gia' disponibili anche a livello europeo (al 2010) V. http://stats.oecd.org/Index.aspx?DataSetCode=EXP_COFOG_SPECIAL Qui trova il grafico sull'evoluzione (fonte: OECD Factbook 2011) delle General government expenditures. Filtri a sinistra per country. Italy: 50.57% nel 2010. gia' solo tornare al livello del 2000 (46.15%)!! La spesa e' cresciuta in liberta' ( e 'a caso' dal 2006...fuor di....polemica 'eziologica, a buon intenditore :) http://www.google.co.uk/publicdata/explore?ds=z8ehg1neoorltg_&ctype=l&met_y=valaddac_t&hl=en_US&dl=en_US#!ctype=l&strail=false&bcs=d&nselm=h&met_y=govdefct_t3&scale_y=lin&ind_y=false&rdim=country_group&idim=country:DEU:SWE:GRC:CHE:ITA:USA:FRA:FIN:BEL:AUT:ESP:GBR:PRT:NLD:NOR:JPN:IRL:DNK:CAN:AUS:NZL&ifdim=country_group&tstart=26348400000&tend=1288652400000&hl=en_US&dl=en_US&ind=false
  47. Antonio Bartoloni Rispondi
    Che la struttura della redistribuzione della pubblica amministrazione sia irrazionale, mi pare assolutamente chiaro. Oltre che sui valori assoluti però occorrerebbe lavorare sulla ripartizione delle retribuzioni tra parte fissa e parte variabile, dipendente dai risultati. Questa seconda parte dovrebbe essere più importante della prima.
  48. filippo de magistris Rispondi
    Nei paesi di prima fascia (non solo gli Stati Uniti e Gran Bretagna) la carriera pubblica è un trampolino verso la carriera (e la remunerazione) privata. Assai più elevata. Detto in altri termini, chi vale qualcosa prima o poi lascia lascia lo stipendio pubblico e si mette in gioco. In Italia succede che nessuno di coloro che guadagnano oltre €80.000,00 (ma, probabilmente, anche meno) lascerebbe la P.A. per passare ad una libera professione (salvo che da pensionato....) o ad un datore di lavoro privato. Anche perchè difficilmente avrebbe benefit e privilegi lontanamente paragonabili a quelli garantiti (a vita) della mano pubblica.
  49. Dario Quintavalle Rispondi
    Due semplici domande: 1) perchè l'obbligo di pubblicare curricula e stipendi riguarda solo i dirigenti in senso stretto e non le altre alte professionalità dello Stato (magistrati, diplomatici, alti ufficiali etc?) 2) perchè alla dirigenza di seconda fascia si arriva (normalmente e con parecchie eccezioni) per concorso, mentre a quella apicale - Direttori Generali - no (scelta politica)? Insomma, perchè non spostare il discorso da QUANTO si paga (col rischio di eccitare solo un'ondata di invidia sociale) a COSA si paga (che forse sarebbe il modo di cominciare a fare un serio discorso sulla qualità della nostra PA)?
  50. Romualdo Borioni Rispondi
    Se ho capito bene i dati riportati si riferiscono agli stipendi lordi. Non sarebbe stato più giusto confrontare gli stipendi netti italiani e inglesi ? E per avere un quadro più vicino alla realtà europea includere come termine di paragone anche i dati di altri Stati ( secondo me di almeno altri tre Stati ) ?
    • filippo de magistris Rispondi
      Se la nostra pressione fiscale è tra le più alte del mondo lo si deve anche ad un livello di spesa pubblica sperequata ed ingiustificata. Di contro, in particolare negli Stati Uniti, retribuzioni pubbliche come quelle evidenziate nell'articolo del Prof. Perotti non sarebbero neppure ipotizzabili.
  51. filippo de magistris Rispondi
    Nell'immoralità generalizzata di retribuzioni impudicamente svincolate da ogni criterio di buon senso e di buona amministrazione, da libero professionista sono particolarmente scandalizzato dalle retribuzioni medie degli avvocati dello stato (che, peraltro, usufruiscono anche di benefits legati all'andamento dei contenziosi) e dei dirigenti dell'antitrust, autorità assai poco indipendente e solita rampognare proprio i professionisti, così poco propensi a navigare nel mercato in maniera concorrenziale
  52. Ettore Rispondi
    Ottimo lavoro,complimenti! Le vs analisi dovrebbero costituire la base di partenza della spending-review,spero che Renzi,nel suo piglio riformatore, prenda in considerazione il vs lavoro! Il vs studio conferma scientificamente quello che a me risulta ( lavoro nella P.A) a spanne: abbiamo troppi dirigenti e in piu'sono pagati troppo!. Questo falsa le medie retributive perche'quando si tirano fuori i dati sulla spesa della P..a italiana,emerge che il dipendente medio( perche'si sommano le alte retribuzioni apicali,con le basse retribuzioni degli impiegati,e del personale non dirigente)guadagna circa 35.000€ all'anno,piu'dei privati! Io e tanti altri che lavoriamo nella P.A,35.000 all'anno li vediamo con il binocolo: sono Funzionario di un ente locale,guadagno circa28.000€ all'anno! Quindi c'e'una grande spoporzione tra retribuzioni non dirigenziali,e quelle apicali! Inoltre,da dati reperiti su Un altro studio,risulta che il rapporto dipendenti/ dirigenti in Italia e'piu'basso degli altri paesi. In Italia siamo circa a 14 a1, in Francia,per esempio,e'20 a 1! E'anche vero che i confronti internazionali sono difficili,le posizioni retributive spesso sono complesse e variegate nei vari paesi,ma questo non deve essere un alibi x non fare niente! Con i dati e gli strumenti a disposizione e'possibile farequalsiasi confronto,e cambiare le cose! La difficolta'di fare confronti omogenei e'il tipico espediente usato dai furbi e dai conservatori( e dai diretti interessanti,dirigenti e alti burocrati!) x non cambiare mai niente!
  53. leone Rispondi
    MI risulta che ci sia un numero piuttosto elevato di cosiddetti "quadri" della pubblica amministrazione che, pur non essendo dirigenti, si sono visti riconoscere stipendi da dirigenti in quanto è stato riconosciuto che svolgono "mansioni dirigenziali" , pur continuando a fare esattamente quello che facevano prima
  54. Piero Atzori Rispondi
    Dopo il prelievo forzoso (e vergognoso) operato sugli stipendi del personale della scuola, a quanto pare finalmente scongiurato, ritengo che non occorrano, almeno da parte di un modesto insegnante, eccessivi scrupoli quando si tratta di proporre tagli dove questi vadano prioritariamente operati. Una proposta, peraltro già sentita, è quella di rivedere le cosiddette “retribuzioni di risultato” dei dirigenti, a iniziare ovviamente da quelli apicali. Mi pare che dopo la notizia mai smentita, apparsa il 18 novembre su “il Giornale”, secondo la quale, i dirigenti di prima fascia della Presidenza del Consiglio avrebbero ricevuto un “premio” di 30000 euro “solo per aver inviato mail”, una revisione delle “retribuzioni di risultato” s’imponga.
  55. Ryoga007 Rispondi
    Domanda: sono inclusi eventuali bonus/premi produttività/parte variabile?
  56. Andrea Petrocchi Rispondi
    E si che l'Italia non è su Marte, siamo anche noi belli piantati sul globo terracqueo. Ma non si potrebbe riportare il tutto in media inglese con gli altri Stati, per lo meno quelli europei? Un saluto, Andrea Petrocchi
  57. rockville1999 Rispondi
    Wow, pazzesco.
  58. Roberto Perotti Rispondi
    garzie per la segnalazione, per errore avevamo invertito province e regioni. I dati sono stati forniti diretamente dalla Ragioneria Generale dello Stato. Come ho scritto in risposta a un altro lettore, nel caso di quattro ministeri campione corrispondono quasi esatamente ai dati forniti dai ministeri stessi
    • Luigi Oliveri Rispondi
      Grazie della precisazione. Sarebbe opportuno che la Ragioneria rendesse pubbliche ed accessibili le ulteriori disaggregazioni che Vi ha fornito, ma è stato utile il Vostro lavoro.
  59. PisolinoUltra Rispondi
    Interessante, ma andrebbe inclusa anche la Banca d'Italia, che in questa tabella è la grande assente
    • Roberto Perotti Rispondi
      ci arriveremo, ci arriveremo ....
      • PisolinoUltra Rispondi
        Allora buon lavoro! Quello che sta(te) facendo, intendo dall'analisi delle spese della Camera in poi, con polemiche annesse, è un lavoro epico. Tra l'altro molto utile anche per mettere in luce gli aspetti verticali, ovvero le differenze di retribuzione interne, visto che questi numeri, se ho ben capito, non comprendono tutto il sotto bosco precario che svolge lo stesso lavoro ma a cifre ridicole rispetto a quelle riportate. Avanti! Grazie per la risposta.
  60. Roberto Perotti Rispondi
    A noi (cioè alla RgS) risulta 144.000 euro come media di quasi 10.000 magistrati .....
    • filippo de magistris Rispondi
      Deve essere così poiché il Primo presidente della Corte di Cassazione guadagna circa €.300.000,00
    • Chi Non Muore Rispondi
      A me le cose risultavano più o meno così: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1243858/Magistrati--tanti-scatti-niente-meritocrazia--Ecco-come-lievita-lo-stipendio--.html
  61. ludovico Rispondi
    anche se fosse? i dati sono assurdi, in ogni caso.
    • Luigi Oliveri Rispondi
      "anche se fosse"... ci sono delle tabelle estratte dal Conto del tesoro. Mi pare corretto che i dati, assurdi o meno che li si valuti, siano precisati.
  62. alessandro casile Rispondi
    E' importante potere differenziare all'interno degli eventuali range stipendiali. Quando si parla di pubblica amministrazione si parla infatti di qualcosa che non esiste. Esistono tante pubbliche amministrazioni, con funzioni e meccanismi operativi diversi, così come esistono strutture con livelli di efficienza e qualità fortemente differenziati, anche al loro interno. A voler tacer d'altro, il dirigente in staff di un ufficio ministeriale svolge un ruolo diverso rispetto a chi ha per esempio la responsabilità diretta di strutture fondamentali per la continuità dello stato, come le sedi provinciali di Agenzia delle entrate, o per la tenuta del welfare, come le Direzioni provinciali dell'Inps, Poi, una volta ridotte le retribuzioni di tutti e risparmiati 800 milioni di stipendi, chi si occupa della valutazione dell'efficacia con cui verranno spesi gli altri svariati miliardi di retribuzioni ai dirigenti ? La logica della spending review nella sua declinazione italiana, che di anglosassone a volte pare avere solo il nome, saprà dare questa risposta? La temporaneità dell'incarico dirigenziale, la valorizzazione del merito, la retribuzione legata al risultato, la revoca dell'incarico per demerito o per mancato raggiungimento degli obiettivi esistono già nelle norme, sono un modo semplice ma formidabile per garantire l'efficacia della spesa, ma sono praticati solo in alcuni enti, Con stipendi non più italiani ma inglesi, le amministrazioni sapranno rendere operativi questi principi?
    • Roberto Perotti Rispondi
      D' accordo con lei che bisogna trovare il modo di promuovere il merito e punire il demerito all' interno dalla PA, ma non vedo il nesso fra questo e la riduzione degli stipendi (che con la nostra proposta rimarrebbero comunque superiori a quelli anglosassoni,per inciso ...)
      • alessandro casile Rispondi
        La ringrazio per la Sua risposta. Riqualificare la spesa pubblica significa tagliarla e significa renderla più efficace. E questo ha a che fare col Suo studio, visto che in ipotesi anche stipendi di livello anglosassone sarebbero troppo alti, se con essi si pagano prestazioni inutili o di scarsa qualità. O bassi, se ci si appiattisce su livelli uguali per tutti. Cordialmente
      • Antonio Pandolfi Rispondi
        Gentile prof. Perotti, se bisogna trovare il modo di promuovere il merito, ci sono strade diverse dalla possibilità di garantire incrementi salariali? Una parte dei risparmi ottenuti potrebbe essere utilizzata per finanziare i rinnovi contrattuali della Pa. Inoltre la differenziazione degli incarichi dirigenziali (centro/periferia, staff/line) è nei fatti, così come le eventuali conseguenze sui servizi resi alla collettività di una riduzione indistinta degli stipendi dirigenziali. Una proposta di intervento realizzabile, e che voglia coagulare il consenso anche di quei dirigenti che lo stipendio già oggi lo guadagnano meritatamente, dovrà essere necessariamente precisata in tal senso. Intanto complimenti a lei e a tutto il gruppo di ricerca per la tenacia, e la disponibilità alla discussione.
      • Ryoga007 Rispondi
        L'unico problema che posso vedere nella sua serie di articoli è che si rischia di perdere di vista il problema appiattendoci verso posizioni semplicistiche tipo M5S. La vera piaga è la totale sproporzione tra retribuzioni e risultati, che non incentiva chi copre queste posizioni a migliorare davvero il sistema. È molto più importante avere una Pa dinamica ed efficiente che risparmiare un miliardo scarso. Nessuno si lamenterebbe di certe cifre, o superiori, se arrivassero a fronte di risultati stabiliti ex ante e misurati ex post.
    • Libero pensiero Rispondi
      Benchmarking. Ad esempio, scegliamo un benchmark a caso noto per la qualità infima (ironico) dei servizi: la Germania. Classificazione Italia-Germania (in termini relativi, ovviamente) COFOG by OECD (scaricabile online gratuitamente lo spreadsheet). Dal 2006, Italia= + 4% di spesa/pil. Dettaglio confronto con la Germania: + 2.2% in servizi generali; +0.3%. in difesa; +0.3% in ordine pubblico; +0.1% in ambiente; +0.4% in sanità; + 0.2% in istruzione (qui viene davvero da ridere); -0.2% in protezione sociale; -1% in affari economici. Totale: + 2.5% del PIL, ossia l'italia spende circa 40 miliardi di euro all'anno in più. Sarebbe interessante aggiornare il dato. Poi ci sarebbe la questione -secondaria, naturalmente- della qualità di servizi e spesa. Lo scenario è nell'ultima parte del suo commento (domanda retorica): "sapranno rendere operativi"?
  63. StormBringer Rispondi
    Che schifo...ad ogni euro corrispondono tasse su tasse...anche, forse sopratutto, di povera gente. Si deve assolutamente legare le spese alle tasse...non credo che l'italiano medio se ne renda conto, salvo arrabbiarsi quando paga le tasse. Mi domando cosa si aspetti a dimezzare queste retribuzioni.
  64. Giorgio Rispondi
    L'articolo e i commenti evidenziano la grande difficoltà di avere dati certi sulle retribuzioni, la troppa eterogeneità delle stesse, e le incertezze nella definizione stessa delle figure dirigenziali. C'è troppa confusione e poca trasparenza. Ma non dovrebbe essere proprio il compito del Ministero per la Pubblica amministrazione, del Dipartimento della Funzione Pubblica, dell'Aran (Agenzia per le relazioni negoziali della PA) quello di avviare un lavoro di riordino e semplificazione delle figure dirigenziali e di standardizzazione dei trattamenti economici e delle posizioni giuridiche? Non si può lasciare questa materia nelle sole mani della Ragioneria dello Stato. C'è inoltre una questione di democrazia sostanziale, i cittadini devono poter sapere con chiarezza e semplicità, senza bisogno di analisi e ricerche, qual è lo stipendio previsto per un dirigente dello Stato, di una Regione di una Provincia di un Comune.
    • Roberto Perotti Rispondi
      Non sono d' accordo. Come ho detto in una risposta al lettore Antonio Caponetto (vd. sotto), per 4 ministeri su cui abbiamo fatto un test le retribuzioni qui riportate sono qausi esattamente uguali ale retribuzioni pubbliate dai ministeri stessi. L' eterogeneità è dovuta al fatto che in quetso articolo ci iamo limitati alle medie. In un prossimo articolo mostreremo le differenze all' interno della funzione di dirigente apicale. Quanto all' incertezza nele definizioni, anche qui non sono d' accordo: ogni voce e' definita esattamente in fondo all' articolo, e le definizioni sono intuitive e ragionevoli.
      • Giorgio Rispondi
        Le mie osservazioni non si riferivano al contenuto dell'articolo, che apprezzo e condivido totalmente, e dei commenti, ma al quadro che da questi risulta della dirigenza pubblica. Gli stessi autori scrivono "la definizione esatta di ogni categoria varia da comparto a comparto" ed ancora "i numeri riportati sono solo delle medie. Essi nascondono a loro o volta notevoli variazioni anche all'interno di ogni singola categoria". Non vedo quindi come si possa poi negare l'esigenza di una semplificazione della configurazione delle figure dirigenziali e di una minore eterogeneità del loro trattamento economico.
        • Libero pensiero Rispondi
          Condivido. ed e' evidente che il tema (sottostante) e' la Revisione di processi ed efficienza (sburocratizzazione). Servono manager.../ing./economisti...di vera stat...ehm,,levatura Non so cosa' potra' fare Cottarelli.che ha peraltro 'goals' minimali...Ha presente il 'Lasciapassare A38' in 'le dodice fatiche di Asterix'...? Global competitiveness Index di World Economic forum 2012. Italia, rank#49-#score 4.41 # 8 GDP (in realta' superata dalla...RUSSIA!) #3DEBT... Taiwan rank# 12 score 5.29. Prima la svizzera Per non dire dello spread. Ad un increment del cost of funding a 3 anni di 250 bps corrisponde un 42% di maggiori interessi, 33% di minori profitti, minore net income margin (:Mediobanca Research)
  65. Roberto Perotti Rispondi
    Grazie della precisazione. Tecnicamente, nei nostri calcoli abbiamo incluso solo le Tavole 12 e 13 del Conto annuale dle personale della ragioneria Generale dello Stato, ma non la Tavola 14, che include numerose indennità e altre voci, che non sono però attribuibili alle singole qualifiche. Per questo i dati indicati nella nostra tabella sono sottostimati. In alcuni casi la sottostima è assai rilevante, come nel caso del corpo diplomatico. Riguardo ai dirigenti a tempo determinato, nel caso siano esclusi la remunerazione media dei dirigenti apicali comunali scende, ma solo di 2000 euro (fatta salva la considerazione precedente sulla Tavola 14). Quella dei dirigenti apicali provinciali cambia di poche decine di euro. La distinzione fra dirigenti a dempo indeterminato e determinato è sindicata nel dataset.
  66. Roberto Perotti Rispondi
    Non abbiamo incluso la scuola perche' merita un discorso a se', e per un problema di opportunita'. Scuola significa anche universita', e se avessimo incluso la seconda saremmo stati accusati come sempre di voler distruggere la scuola pubblica per favorire le universita' private. Abbiamo preferito evitare di portare il dibattito su questo terreno. In una delle prossime puntate ci occuperemo anche della scuola.
    • Ettore Rispondi
      Sarà interessante. Secondo me non è vero che quelli della scuola guadagnano poco. O meglio, guadagnano poco gli insegnanti ma tutte le retribuzioni dell'Italia sono sotto la media europea, tranne quelle apicali. Questione di produttività e di Pil pro-capite! Un operaio metalmeccanico in italia guadagna circa 1350€ netti al mese, in Germania oltre 2000€.
  67. ago.manni Rispondi
    Questo si chiama parlare con i dati alla mano. Bravi, i miei complimenti e diffondete (anzi: diffondiamo, io mi do' da fare). E' ora di far sparire la nebbia attorno a questi mega stipendi immorali. Il Paese non ne può più, è allo stremo. Voi contribuite col vostro lavoro meritorio a fare un po' di chiarezza sui dati, che potranno poi essere utilizzati da quei gruppi parlamentari sensibili a questi problemi. Un incoraggiamento e un cordiale saluto.
  68. Chi Non Muore Rispondi
    Solo per precisione: 144.000 euro/anno è anch'esso solo per i magistrati all'apice della carriera, non per tutti. Tuttavia in Italia i magistrati che percepiscono il massimo dello stipendio sono ridicolmente numerosi. Questo perché la Costituzione demanda al Csm di determinare i criteri per l'avanzamento della carriera dei magistrati e il Csm, a quel punto, ha pensato ben di ritenere che l'unico criterio che garantisse l'indipendenza di ogni singolo magistrato fosse quello dell'avanzamento automatico di carriera fino al massimo scaglione. Ovviamente se dai a una categoria il potere di aumentarsi lo stipendio da sola, lo farà.
  69. Piero Atzori Rispondi
    Grazie al Prof. Perotti e ai suoi collaboratori. Una domanda la rivolgerei a chi è più esperto di me. Per correggere le retribuzioni eccessive dei dirigenti ministeriali senza perdersi in mille discussioni, non basterebbe fissare per legge la retribuzione del Capo dello Stato, poniamo a 250000 euro, e poi rapportare a questa tutte quelle dei dirigenti, stabilendo che nessuna può superare il 75% dell'importo retributivo del Capo dello Stato? O, forse, porre la questione in termini così semplici non è possibile nel paese in cui, nel pieno di una grave crisi economica, si verifica il prestigioso evento dell'aumento del 25% nelle buste paga dei dirigenti i Palazzo Chigi?
    • Antonio Caponetto Rispondi
      Ho già sentito questa cosa dell'aumento del 25% per i dirigenti della Presidenza e francamente non so da dove sia nata questa informazione. Sul resto condivido la necessità del tetto: una associazione di dirigenti cui aderisco (www.agdp.it) ha proposto il multiplo di 10 della retribuzione più bassa di ciascuna organizzazione. Una idea "olivettiana".
      • Piero Atzori Rispondi
        In fondo alla pagina, aggiornamento del 3 dicembre 2013 http://www.governo.it/AmministrazioneTrasparente/Personale/IncarichiAmministrativiVertice/index.html
        • Antonio Caponetto Rispondi
          spiacente ma davvero non capisco: dove si parla di questo aumento?
        • Antonio Caponetto Rispondi
          Spiacente ma davvero non capisco dove sia descritta questa cosa
      • Piero Atzori Rispondi
        denuncia riscontrata (a campione), personalmente http://www.giornalettismo.com/archives/1288099/e-i-manager-del-governo-si-aumentano-lo-stipendio/
  70. Ugo detto Piero Rispondi
    Credo che il problema di fondo sia la scarsa produttività di questi stipendi; inoltre credo occorra aggiungere anche lo scarto quadratico medio e non solo la media.
  71. Roberto Proietto Rispondi
    Perché nella tabella non rientrano i dati relativi ai dirigenti scolastici, dirigenti di II fascia a tutti gli effetti? Perché farebbero scendere la media?
  72. Luigi Oliveri Rispondi
    Scusate, altra considerazione. Non si è precisato che i direttori generali in comuni e province sono: a) i segretari comunali/provinciali, che percepiscono indennità aggiuntive, col risultato talvolta di un quasi raddoppio dello stipendio; b) nel 99% dei casi, persone assunte con contratti a tempo determinato, ai sensi dell'articolo 108 del d.lgs 267/2000, sempre e solo per cooptazione, senza alcuna prova concorsuale. Non è da mettere in discussione quanto affermato che distinguendo tra dirigenti a tempo indeterminato e a tempo determinato non cambiano le medie, ma da quanto pare di capire dall'articolo, avere prodotto voi il risultato, con vostre elaborazioni. Ora, i dirigenti a tempo determinato, ai sensi dell'articolo 110, comma 3, del d.lgs 267/2000 dispongono quasi sempre di un'indennità ad personam, che eleva non di poco il costo del loro lavoro e la retribuzione. Le tabelle e l'articolo non danno conto, forse per mancanza degli elementi valutativi, di questa circostanza, che rende mediamente il costo della dirigenza a contratto, anch'essa sempre cooptata senza concorsi, più elevato di quello contrattuale.
  73. Luigi Oliveri Rispondi
    Non si capisce quale sia la fonte di estrapolazione dei dati, che navigando sul sistema informativo del Tesoro non risultano. I dati delle retribuzioni medie del comparto sono diversi e più bassi e c'è un evidente errore sulle retribuzioni medie delle qualifiche non dirigenziali: avete attribuito alle province l'importo delle regioni. Qui in allegato le estrapolazioni dal sistema del Tesoro: http://ge.tt/5fqPivE1?c
  74. Antonio Caponetto Rispondi
    Le conclusioni dell'articolo sono condivisibili: da dirigente dello Stato non esito a riconoscere che le retribuzioni pubbliche, e quella della dirigenza ovviamente molto più di quelle dei non dirigenti, non rispecchiano la produttività. Ciò naturalmente in Italia come altrove, ma in Italia più che altrove. Il contenuto tecnico dell'articolo, però, e i dati mi sembrano discutibili: anzitutto vorrei potermi confrontare con una definizione più precisa di dirigente "apicale": capisco l'esigenza statistica di aggregare, ma non ha alcun senso, né giuridico, né organizzativo, parificare la figura di un dirigente, anche generale, con quella di un capo di gabinetto. E' detto che ci si tornerà in un secondo articolo, ma intanto la rappresentazione del fenomeno è molto sgranata. In secondo luogo faccio fatica a riconoscermi nei numeri. A questo link (http://www.governo.it/AmministrazioneTrasparente/Personale/Dirigenti/Dirigenti/index.html) sono pubblicate le retribuzioni annue lorde di tutti i dirigenti della Presidenza, per esempio. Chiunque può avervi accesso e controllare di persona, secondo le norme della legge sulla trasparenza. Personalmente la mia retribuzione lorda annua è di 181.271,39 euro. Capisco la media statistica, ma poiché la popolazione di riferimento (i dirigenti di una Amministrazione) non è così ampia, operare la media aritmetica, se questo è stato fatto, mi pare determini un effetto "pollo di Trilussa" che non giova all'informazione. Sorprendente, poi, la poca appetibilità che secondo i vostri dati ha il Ministero dell'Economia e delle Finanze: secondo la tabella pubblicata conviene fare l'apicale all'Agricoltura piuttosto che al MEF e ciò contraddice l'esperienza comune. Forse i dati forniti dalla Ragioneria generale richiedono una ulteriore verifica in contraddittorio.
    • Roberto Perotti Rispondi
      Buonasera, grazie per il commento.I siti di ogni ministero (e in realta' di ogni ente pubblico italiano) hanno una pagina chiamata "amministraizone trasparente" che dovrebbe riportare (anche se non sempre succeded) le remuneraizoni dei dirigenti. Credo il link che ha postatosi rifersica a questo. Per i quattro ministeri della precedente puntata (Esteri, Economia, Politiche Agricole, e Salute) abbiamo confrontato le remunerazioni ottenute dalle tabelle di "Amministrazione trasparente" con i dati della tabella di questo articolo. Coincidono quasi alla perfezione, un po' meno bene per il solo ministero degli Esteri perche' dal sito non è possibile distinguere i dirigenti in sede dalla carriera diplomatica, come invece si può fare con i dati della Ragioneria Generale dello Stato. Quanto al confronto tra ministero dell' Economia e ministero dell' Agricoltura, tenga presente che i dirigenti apicali sono molto più numerosi nel primo, e le nostre sono medie ponderate degli stipendi (cioè sono pari al monte stipendi totali dei vari dirigenti apicali divisi per la loro numerosita'). Per una disaggregazione di questi stipendi, veda il nostro articolo precedente, all' indirizzo http://www.lavoce.info/quei-dirigenti-ministeriali-cosi-numerosi-e-iperpagati/
  75. Fabio Rispondi
    Vi pregherei di controllare la vostra base dati. Per la sola parte che conosco, le Province, non sono retribuzioni medie: forse possono al limite essere apicali. Forse avete invertito Regioni e Province: risponderebbe meglio all'ordinazione della tabella. 34600€ lordi in Provincia non sono guadagnati da quasi nessuno non dirigente (io D4 ne prendo circa 31.000), tanto meno possono essere retribuzioni medie. Forse ci sono errori simili anche negli altri dati.
    • Roberto Perotti Rispondi
      Lei ha perfettamente ragione, grazie della segnalazione, per un errore avevamo invertito i dati di province e regioni.
  76. Giuliano Quattrone Rispondi
    Personalmente ritengo che la soluzione più equa sarebbe quella di stabilire un tetto alla retribuzione dei dirigenti rapportato alla retribuzione media del personale. Si potrebbe ad esempio ipotizzare che un dirigente di 1^ fascia preposto ad un singolo ufficio percepisca il doppio della retribuzione media del personale; un dirigente di 1^ fascia preposto ad uffici complessi (che coordina,quindi, uffici semplici diretti da altri dirigenti di 1^ fascia) abbia una retribuzione pari a tre volte la media del personale; un dirigente generale una retribuzione pari a 4 volte la media del personale; mentre i dirigenti posti al vertice delle strutture (per intenderci,il dirigente che coordina tutti gli altri dirigenti di 1^ fascia) abbiano una retribuzione pari a 5 volte la media. Sarebbe interessante sapere da Perotti e Teoldi quali potrebbero essere i risparmi applicando un criterio del genere o similare.
  77. lude 52 Rispondi
    non ci sono parole x commentare.
  78. michele Rispondi
    Voglio solo aggiungere per completezza di indagine che in taluni ministeri, i dirigenti di 2^ fascia non hanno affrontato, né superato alcun concorso selettivo. Sono stati prescelti tra il personale non dirigente ed incaricati ad libitum con le retribuzioni proprie del dirigente..... Tutti i vertici politici di ieri e di oggi sanno, ma non "cancellano" questo squallido vizietto che garantisce loro, e non solo, la sicura obbedienza ad uso e consumo proprio...nei secoli!!! Un saluto michele
  79. AndreaReggio Rispondi
    Non immaginavo un quadro così imbarazzante.
  80. Enrico Rispondi
    Non si riuscirà mai a fare queste riduzioni, per un semplice motivo: in categorie vi sono proprio quelli che dovrebbero definire e verificare le riduzioni stesse (Ma si sà l'agnello non apparecchia la tavola per il pranzo Pasquale). I politici passano, gli appartenenti a queste categiorie restano.