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  1. Pier Francesco Veronica Rispondi
    Gent.mo Prof. Perotti ho letto il suo pregevole articolo che credo, fra i tanti, ha il merito di fare chiarezza sulla diffusa percezione da parte dell'opinione pubblica, cavalcata da diverse forze politiche, secondo la quale i problemi della finanza pubblica possano essere risolti riducendo i costi per la politica.Bene inteso : non è che non sia da fare ma non risolve il problema. Grazie ai Suoi dati si può affermare che ANCHE azzerando i costi della politica (2,5 m.di) si libererebbero risorse in misura tale da finanziare per circa 9 giorni il nostro SSN (111 n.di) o 2 o 3 giorni la spesa previdenziale (625 m.di). Sembra quindi ragionevole pensare che questi due ultimi capitoli di spesa, a cui aggiungerei quello relativo alla P.A.dovrebero essere l' oggetto del recupero di risorse finanziarie. Concludo con un dato personale che mi sembra calzante. Sono nato nel dicembre 1952, sono esodato da luglio 2015, andrò in pensione l'01/01/2020. Se assieme alla legge Fornero fosse stata deliberata la contestuale abolizione del Senato non credo comunque che sarei andato in pensione con le vecchie regole . Difficile rabboccare il mare con un bicchiere! Cordiali saluti Pier Francesco Veronica
  2. dellimellow Rispondi
    Ma nella tabella 1, la prima voce (spesa totale al netto dei rimborsi ai partiti) è la somma delle successive 2- 3 - 4- 5?
  3. Michele G. Scaccuto Rispondi
    Dato che quasi tutti i politici ruspanti, pur di acchiappar voti promettono demagogicamente di voler abolire il senato (315 senatori), come se fosse uno spauracchio per i passeri, perché non dicono di tagliare drasticamente il numero dei consiglieri regionali (che sono oltre 1000) e i relativi stipendi, privilegi e vitalizi? Spesso maturati per aver trascorso appena qualche giorno, se non poche ore, fra gli scranni. Per non parlare poi dei consiglieri provinciali (3246), super dirigenti, dirigenti, capi e capetti pubblici che sono una marea, i quali percepiscono cifre che nemmeno loro stessi conoscono. Certo, è molto più facile, e comodo, e forse anche credibile, dire di voler abolire il senato: cosa volete, difatti, che contino 315 "miseri" senatori in confronto a migliaia e migliaia di consiglieri regionali, provinciali, super dirigenti ministeriali e dirigenti statali in generale? E lo stesso discorso vale per i top manager di Enti e Società a totale o parziale partecipazione statale. Eppure, facendo due conti, i primi costano sicuramente meno, molto meno, di tutti gli altri messi insieme, pur non rendendo granché alla collettività, al Paese. Anzi, creano solo danni su danni.
  4. Gianluca Popolla Rispondi
    Caro Professore, Ringraziandola per il lavoro svolto che è a dir poco illuminante, vorrei chiederLe se nel punto 2 lettera A la diaria sarebbe comunque sottoposta all'obbligo di rendicontazione pubblica e trasparente sullo stile del modello britannico. Inoltre parificare lo stipendio del consigliere regionale a quello del Sindaco del capoluogo di Regione è una proposta incisiva sui tagli ai costi della politica?
  5. Mario P. Rispondi
    Ringrazio di cuore il Prof.Perotti che ho avuto modo di apprezzare piu' volte in trasmissioni televisive serali. Apprezzo molto la sua serietà e il suo rigore scientifico non comune tra tanti Professoroni Bocconiani. Il costo dello statalismo italiano spero, ma mi illudo poco, venga ridimensionato e ridotto ai minimi termini da un nuovo necessario Cln che sostituisca la politica italiana dei partiti non piu' credibile. Al Professore chiedo: Per quanto riguarda l'euro, per capire se conviene o meno, esiste la possiibilità di costruire una equazione di equilibrio o di congruenza? Ovvero è possibile quantificare il costo necessario ad uscirne? La ringrazio e saluto cordialmente. Auguri e buon anno.
  6. Roberto Perotti Rispondi
    Cosa vuole che le dica, caro signor Non-Ho-Il-Coraggio-Di-Firmare-Con-Il-Mio-Nome. Ognuno si diverte come vuole e può. Spero solo, ma non mi illudo, che il vostro blog sia attivo solo prima delle 9 e dopo le 17. Sa com'è, con tutto quello che ci costate ci scoccerebbe un po' sapere che vi trastullate sul web durante l' orario di lavoro. Per sapere esattamente quanto ci costate, basta andare qui http://www.camera.it/leg17/1097 . Notare a pag. 10 la progressione di carriera: i salari raddoppiano dopo 10 anni, triplicano dopo 20, e quadruplicano dopo 30. Magari sul vostro blog volete riflettere anche su questo
    • Cittadino Ferox Rispondi
      Caro Professore, Lei espone una sua teoria in materia di bilancio pubblico, ovvero che sia significativo il confronto tra preventivo e consuntivo. Un blogger si permette di criticare questa sua teoria e per renderne evidenti i limiti la applica al bilancio del Comune di Firenze, da questo confronto apparirebbero del tutto fuori controllo le spese del Comune di Firenze. Renzi, che è il più credibile candidato premier in circolazione oggi, approva la sua idea, quindi valuta se stesso incapace a gestire la cosa pubblica (visto l'impennarsi delle spese a Firenze adottando il suo metodo alla loro valutazione). E di tutto ciò la sua risposta è che i dipendenti della Camera costano troppo? Sinceramente mi sarei aspettato un po' di più. Ps. Il discorso sulle 9-17 mi sfugge, se me lo può gentilmente spiegare..
  7. rob Rispondi
    Se menziona i Comuni basterebbe citare l'istituzione della Polizia Locale che sottrae risorse a organi di sicurezza con alta professionalità come i Carabinieri.
  8. Cittadino Ferox Rispondi
    Caro Professore, tanti le avevano consigliato di controllare i suoi conti, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di confrontare bilanci preventivi e consuntivi in regime di contabilità pubblica. Ora i dipendenti del Parlamento si dilettano a canzonarla sul loro blog, e ci va di mezzo anche Renzi. http://lavorareapalazzo.blogspot.it/2013/12/renzi-si-affida-perotti-ce-chi-lo-trova.html
    • Piero Rispondi
      Oggi nessuno crede più ai privilegiati del parlamento, il Prof Perotti ha fatto bene a sollevare tale polverone, in primis in Italia ciò che non funziona sono i politici, purtroppo li abbiamo scelti noi, però dobbiamo essere fiduciosi nel cambiamento.
      • Cittadino Ferox Rispondi
        Caro Piero, qui nessuno parla di fede, fiducia o di credere a qualcuno o qualcosa. Il discorso è complicato, è lungo, è tecnico, e, diciamolo pure, è anche un po' noioso. Va affrontato leggendo i pezzi linkati, cosa che prende qualche minuto, ma soprattutto utilizzando la testa. Il professor Perotti ha il grande vantaggio di fornirle una verità preconfezionata e predigerita. Inoltre questa verità è, evidentemente, vicina alle sue credenze. L'unico problema della Verità Perotti è che avendo sollevato un polverone è stata sottoposta a qualche test di resistenza. Il risultato, ad esempio, dell'applicazione dell'idea di Perotti al bilancio del Comune di Firenze solleva moltissimi dubbi sulla validità stessa dell'idea alla base dell'analisi. Le faccio un esempio per chiarire meglio. (E' un esempio, mi raccomando) Diciamo che dal confronto tra il numero di scarpa che il deputato di questa legislatura mediamente indossa e il bilancio del circolo caccia e pesca di Bagnoregio emerge che il Parlamento costa troppo. Lei è convinto che il Parlamento costi troppo e quindi accetta l'analisi come corretta. (Fine esempio) Perotti confronta il bilancio preventivo della Camera con il bilancio consuntivo dell'anno precedente, ed emerge che la Camera costa troppo. Lei è convinto che il Parlamento costi troppo e quindi accetta l'analisi come corretta. Il vero problema è che ormai si accetta senza fermarsi a riflettere qualsiasi notizia si sia ben disposti ad accettare. Anche quelle campate per aria. E' faticoso, è noioso, è lungo. Ma lo faccia, provi a pensare con la sua testa, vada da qualcuno che ne capisce di bilanci pubblici e si faccia spiegare cosa ha confrontato Perotti. Un saluto
  9. Dritan Hocja Rispondi
    Complimenti. Non vi fermate mai per nessuna ragione
  10. Roberto Perotti Rispondi
    Grazie della segnalazione
  11. Giovanni Pozzi Rispondi
    Grazie, prof. Perotti!
  12. Giorgio Desantis Rispondi
    È un ottimo lavoro complimenti. Ho seguito la trasmissione Porta a porta su Raiuno dove Renzi ha elogiato i suoi articoli e su cui si basa buona parte dei suoi provvedimenti in merito alla riduzione dei costi della politica. Se Renzi diverrà segretario e manterrà la sua promessa forse vedremo un miliardo in meno in una sua ipotetica analisi del 2015.
  13. Vittorio Reho Rispondi
    Perché si è fermato alle province, senza considerare i Comuni? Consideriamo 8.000 Comuni con 5 dirigenti che prendono in media un 100.000 euro lordi: quanto fa? Se dimezzassero i dirigenti o i loro stipendi, quanto si risparmierebbe? In che cosa consiste il premio di produzione dei dirigenti, che nel mio Comune, Noicattaro, si pappano in 5 un bel 45.000 euro? Se si controllassero i gettoni di presenza dei consiglieri comunali, in tutti i Comuni che non si attengono a quanto stabilito una legge del 2000, quanto si risparmierebbe?
  14. Ferruccio Giovanelli Rispondi
    Complimenti caro Perotti
  15. Roberto Perotti Rispondi
    I dati sono del 2012, quindi non tengono ancora conti dei (piccoli) tagli legiferati nel 2012. Servono per dare un' ordine di grandezza, non credo che il totale sia cambiato di più di qualche decina di milioni di euro (anzi, per la Camera ho mostrato in un' altra puntata che nel 2013 le spese saliranno, secondo le previsioni della Camera stessa)
  16. Roberto Perotti Rispondi
    Grazie Prima o poi arroveremo anche li', se ci sono i dati ....
  17. Roberto Perotti Rispondi
    No sono al lordo delle imposte.
  18. Francesco Rispondi
    Complimenti per l'articolo. Per curiosità ho cercato quale fosse l'autorità che vigila sui costi parlamentari UK.. forse per mia poca conoscenza dell'inglese non ho trovato le singole ricevute, tuttavia è possibile per singolo parlamentare rintracciare le tipologie di spese richieste a rimborso o per zona. Mi meraviglio eppure dovrebbe essere la norma anche qui in Italia. http://www.parliamentary-standards.org.uk/ La realtà è che manca la volontà politica di arrivare a certe decisioni perché quando si tratta di toccare le proprie tasche, magicamente, in Parlamento, si trova l'unità. Quello che servirebbe è un segnale, che sistematicamente manca da parte di questi signori (volutamente scritto con la s minuscola), perché subiamo ognuna delle loro decisioni (tra aumenti di acconti Irpef 2 giorni prima della scadenza e senza proroga e crociate sull'IMU per poi far ricadere alla fine il pagamento di un importo seppur minimo importo sulle maggiori aliquote deliberate dai Comuni, o il silenzio mafioso su Bankitalia), senza avere la possibilità di far vedere loro che vivono in una dorata casa delle bambole, che la crisi ovviamente non ha toccato. Il senso dello Stato non esiste.
    • Roberto Perotti Rispondi
      Grazie Le ricevute della House of Commons può trovarle qui http://www.parliamentary-standards.org.uk/DataDownloads.aspx per scaricare un file con tutte le ricevute (più di 188.000 per il 2011/12) o qui http://www.parliamentary-standards.org.uk/SearchFunction.aspx per scaricare le singole ricevute di ogni singolo MP, suddivise per causale
  19. Ivano Zatarra Terzo Rispondi
    Come sempre m'inchino. Complimenti per l'analisi. Voi del lavoce e gli "altri della concorrenza :-) (NfA) siete una fonte inesauribile di idee e di riflessioni. Aggiungo ancora una cosa relativa al punto 4 su cui, a più riprese, si è già molto discusso in più occasioni e su più fonti d'informazione. Se il motivo, più o meno lecito, più o meno logico o comprensibile era garantire --per così dire-- l'affidabilità, la correttezza e la fedeltà del personale in tempi in cui il bipolarismo delle potenze mondiali divideva e distingueva, relativamente parlando, i "buoni" dai "cattivi" e gli imperialisti dai rivoluzionari che "attendevano lungo le sponde del fiume", ora che l'imperialismo è stato sconfitto non dalla rivoluzione socialista tout court già archiviata ben prima del 1989, ma dalla frammentazione di un sistema che in qualche modo ha sconfessato non solo la "fine della storia", ma ha addirittura aperto un inatteso e ancora ignoto capitolo, il motivo di quegli emolumenti, dicevo, è ora francamente incomprensibile (cosa faranno di così diverso da un impiegato che svolge analoghe funzioni in altri enti non è dato sapere). Come incomprensibili sono i costi attribuibili al corposo corpo (perdonate la tautologia) composto dai dipendenti in missione all'estero e che comprendono ambasciatori, funzionari, addetti d'ambasciata, segretari, dirigenti a vario titolo, addetti alle aree funzionali, autisti ecc... Una piccola analisi anche per questo settore?
  20. Ivano Zatarra Terzo Rispondi
    Come sempre m'inchino. Complimenti per l'analisi. Voi del lavoce e gli "altri della concorrenza :-) (NfA) siete una fonte inesauribile di idee e di riflessioni. Aggiungo ancora una cosa relativa al punto 4 su cui, a più riprese, si è già molto discusso in più occasioni e su più fonti d'informazione. Se il motivo, più o meno lecito, più o meno logico o comprensibile era garantire --per così dire-- l'affidabilità, la correttezza e la fedeltà del personale in tempi in cui il bipolarismo delle potenze mondiali divideva e distingueva, relativamente parlando, i "buoni" dai "cattivi" e gli imperialisti dai rivoluzionari che "attendevano lungo le sponde del fiume", ora che l'imperialismo è stato sconfitto non dalla rivoluzione socialista tout court già archiviata ben prima del 1989, ma dalla frammentazione di un sistema che in qualche modo ha sconfessato non solo la "fine della storia", ma ha addirittura aperto un inatteso e ancora ignoto capitolo, il motivo di quegli emolumenti, dicevo, è ora francamente incomprensibile (cosa faranno di così diverso da un impiegato che svolge analoghe funzioni in altri enti non è dato sapere). Come incomprensibili sono i costi attribuibili al corposo corpo (perdonate la tautologia) composto dai dipendenti in missione all'estero e che comprendono ambasciatori, funzionari, addetti d'ambasciata, segretari, dirigenti a vario titolo, addetti alle aree funzionali, autisti ecc... Una piccola analisi anche per questo settore?
  21. Stefano Manestra Rispondi
    Una domanda: poiché una buona parte dei risparmi derivano da tagli a indennità e pensioni, gli importi sono già al netto delle imposte pagate su di essi?
  22. Marco Rispondi
    Ottimo articolo. Un piccolo refuso da correggere in tabella 1. Il TOTALE dei "rimborsi, contributi a gruppi" è 234 e non 224.
  23. Paolo Zanghieri Rispondi
    Ieri Renzi ha dichiarato che è stato lui a commissionarvi questo lavoro (a proposito, complimenti). Mi sembrerebbe strano...
    • lavoceinfo Rispondi
      I nostri articoli non sono mai commissionati: siamo una voce libera e indipendente. Renzi tra l'altro non ha detto questo. Grazie per i complimenti.
    • Roberto Perotti Rispondi
      Abbiamo controllato la registrazione della trasimissione "Piazza Pulita", e non risulta che Renzi abbia detto questo. Ha citato il lavoro, e questo ovviamente mi fa piacere, ma non ha detto che l' ha commissionato. Infatti il lavoro è stato caricato sul sito prima del dibattito dei candidati, e quindi è da considerarsi un public good. E' certamente vero che Renzi sembra essere la persona che l' ha preso più sul serio, ma questo va tutto a suo merito :)
      • Paolo Zanghieri Rispondi
        Mi sono spiegato male, scusate. Lo ha detto a Trieste, nel corso della presentazione della sua candidatura. Al netto della piccola scorretezza del candidato, comunque è un segno di interesse per quello che fate.
  24. Angelo Summa Rispondi
    Non condivido l'idea di cancellare completamente forme di finanziamento della politica. In quale altra democrazia avviene questo? Nemmeno negli USA e comunque sarebbe un'eccezione. Inoltre mi pare che la ricerca non tenga conto dei tagli effettuali con la legge 96/2012 e il dl 174/2012. Sbaglio?
  25. Emilio Odecalchi Rispondi
    Magnifico articolo! condivisibile al 100%. Domanda: COME FARE ?? Ovvero passare dalla dotta Grammatica alla Pratica. Sarebbe la prima volta nella storia del "Paese", che il sistema autoreferenziale uccide se stesso. Non penso che chi produce leggi e leggine a getto continuo inserisca anche quella dell'eutanasia politica pilotata. Tengono tutti famiglia.
  26. giancarlo Rispondi
    Non mi unisco ad unisono al coro di elogi. In primo luogo ricordiamoci sempre che le leggi le fanno i potenti e non il popolino. E di certo nemmeno il sig. Perotti. E le leggi riflettono gli interessi di chi può far valere i propri. Il corollario è che se anche i politici tagliassero il 50% delle spese elencate, state tranquilli che in quel momento a noi ci avranno già tolto le mutande con la scusa della revisione della spesa dello stato. PS. Ricorderete una delle norme della vecchia spending r.? Giarda aveva un elenco di tax expeditures (detrazioni e deduzioni fiscali) per il popolino, che dovevano essere 'disboscate'. Loro usavano questo verbo e questo verbo lo usavano anche i giornalisti, dimenticandosi che si stava parlando nella sostanza di aumentare le basi imponibili e dunque di aumentarci le tasse! Quanto mi fanno ridere certe cose, solo che il sorriso si smorza di colpo quando mi rinsavisco e ricordo di essere nella realtà e non al teatro dei burattini.
  27. gfr_t Rispondi
    Prof. Perotti, devo complimentarmi con Lei per l'indipendenza intellettuale delle sue ricerche dall'influenza esercitata da potentati politici ed economici - la sua posizione sul TAV Torino Lione ne è un esempio emblematico. E spero che a nessuno venga in mente di attribuirle l'etichetta di populista o demagogo quando propone una drastica riduzione dei costi della politica. Sarebbe però altrettanto apprezzabile un approfondimento e una sua conseguente proposta sui costi degli altri organi costituzionali, vedi Quirinale e Corte Costituzionale, che non possono di certo essere definiti enti virtuosi dal punto di vista delle loro spese di funzionamento, soprattutto se messi a confronto con corrispondenti organismi di altri paesi europei o dell'area OCSE. E' vero che Governo e Parlamento non possono intervenire sul budget di tali organi, ma è vero anche che di fronte ad una drastica e generalizzata riduzione dei costi della politica sarebbe difficile da giustificare di fronte all'opinione pubblica il mantenimento di privilegi oggi non più tollerabili.Tanto per fare un esempio, il sistema contributivo deve avere carattere universale, senza eccezioni. In conclusione, non trova poco ragionevole se inconcepibile il principio dell'autodeterminazione e dell'autonomia assoluta per quel che riguarda il budget degli organi costituzionali e legislativi? Gianfranco Di Blasio P.S. Spero che Renzi, nel momento in cui sarà segretario del PD, la affianchi a Cottarelli nella difficile missione della Revisione della Spesa (usiamo la nostra lingua, così tutti i cittadini capiscono meglio).
    • Piero Rispondi
      Perché affiancare il Prof. Perotti a Cottarelli, aumentiamo le spese? Non vi occorre un Cottarelli bis, occorre che i politici facciano subito la riduzione del costo della politica, non ci possiamo più permettere tali sprechi, il Prof. Perotti, tuttalpiù dovrà scendere in politica per attuare un programma nell'interesse degli italiani, se vuole salvare questo paese, oggi governato da incompetenti, sono oggi Letta afferma che si deve dare una svolta e si devono ridurre i costi della politica, perché invece di parlare non fa un decreto legge, che sul punto avrà una maggioranza trasversale e verrà approvato immediatamente, i grillini e forza italia non aspettano altro.
    • Roberto Perotti Rispondi
      Grazie. Della corte Costituzionale mi sono già occupato qui su lavoce.info. Non una lettura piacevole
  28. Enrico Rispondi
    Vale per tutti i punti, ma in particolare mi ha colpito il punto 4: pazzesco (nel vero senso della parola)
  29. Emilio Oxford Economics Rispondi
    Ottimo articolo - alcune domande: 1. Il titolo della tabella 4 e’ “Camera-risparmi possibili” – il primo punto propone la riduzione a 500 dei parlamentari. Al punto 3) sotto la tabella si dice che la riduzione a 500 e’ relativa a tutto il parlamento – se ne deduce che i 53 milioni di risparmio della prima riga sono la quota parte pertinente alla sola Camera, giusto? Se invece il risparmio fosse relativo all’intero parlamento, se ne dedurrebbe che il risparmio stimato per il Senato sarebbe minore dei 200 milioni indicati 2. Il totale da legiferare in modo da evitare l’opposizione della Corte Costituzionale e’ circa 180 milioni per la Camera e di 90 per il Senato, visto che la stima dei costi del Senato viene riportata dopo il punto 6) come la meta’ di quelli alla Camera – ci sono quindi circa 270 milioni di risparmi “possibili” (piu’ quelli analoghi per le Regioni) ma al prezzo di aggirare la Costituzione e eliminare diritti acquisiti (anche se nel caso in questione potremmo con un po’ di sano giacobinismo soprassedere ai princìpi, sarebbe un precedente molto pericoloso) 3. I costi delle retribuzioni sembrano (guardando gli importi) essere riferite agli stipendi lordi – in realta’ il costo per lo stato e’ quello al netto delle tasse, in quanto queste ultime rappresentano una partita di giro (e anche i contributi previdenziali finche' lo stato finanzia l'INPS). Potrebbe chiarire a quali indennita’, pensioni e vitalizi si riferisce nella tabella 4? Dato che si tratta di trattamenti elevati, la questione non e’ marginale e il costo "vero" per lo stato finirebbe quasi per dimezzarsi 4. Un punto chiave e’ relativo agli emolumenti per i dipendenti di Camera e Senato, che nella sua proposta rappresentano circa un quarto del ridimensionamento dei costi complessivi. Mentre e’ assolutamente condivisibile proporne il ridimensionamento (sempre Corte aggirando), sembra molto meno chiara l’inclusione di tali costi entro il perimetro dei “costi della politica”. I dipendenti di Camera e Senato sono dipendenti di una struttura pubblica necessaria per il funzionamento del Parlamento e la loro attivita’ non e’ determinata dai politici eletti. Il loro costo e’ piuttosto della stessa tipologia di quella dei Ministeri, della Banca d’Italia, della Corte Costituzionale, ecc.
  30. Nuccio Rispondi
    Perotti è bravo, penso che dovrebbe estendere il suo studio anche ad altre aree della Pubblica Amministrazione. Questa indagata è solo la punta dell'iceberg. Posso fornire alcuni spunti: 1) Quanto si risparmia riducendo gli 8.000 comuni a 3.000. E non parlo del risparmio diretto, ma da quello che ne deriva dalle economie di scala e dalla nuova efficienza di comuni più grandi. 2) Quanto si risparmia riducendo le 7/8.000 municipalizzate e regionalizzate ad 1/10. Discorso analogo a quello dei comuni. 3) Quanto si risparmia concentrando la spesa di ASL ed Ospedali sulla regione direttamente e portando uffici personale, fornitori ed EDP direttamente in Regione e facendo fare ad ASL ed Ospedali quello che devono fare, ovvero curare le persone. Si può continuare quasi all'infinito. Penso che i risparmi possono diventare eccezionali e senza minimamente toccare i servizi erogati, anzi migliorandoli.
  31. Luigi Di Porto Rispondi
    Perotti for president! A parte gli scherzi mi sembra manchino all'appello, sempre per restare nell'ambito della politica in senso stretto senza debordare in dirigenze di enti pubblici e partecipate, i comuni con sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri. Le sue proposte mi sembrano eque e non penalizzanti ma ne aggiungerei una: prevedere che l'indennità sia decurtata dell'importo della pensione, nel caso di politico che già goda di trattamenti di questo tipo. Chi fa politica lo fa per passione e l'indennità gli serve per potersi dedicare completamente alla sua missione, per il bene di noi cittadini, quindi non avrà problemi a rinunciare alla quota parte che corrisponde ad una eventuale pensione perché questo non pregiudicherebbe in alcun modo il suo impegno.
    • Ario Arioldi Rispondi
      Io credo che il divieto di cumulo tra pensione e retribuzione debba valere per tutti, non solo per i politici.
  32. rosario nicoletti Rispondi
    Apprezzo molto la Sua "spending review", che ci dimostra come si potrebbe fare a ridurre le spese. Posso sperare di vedere Lei all'opera per gli incredibili sprechi delle "società partecipate", di proprietà dei comuni?
    • Roberto Perotti Rispondi
      Grazie. A poco a poco spero di riuscire ad arrivare anche alle societa' partecipate e controllate, da regioni , provincie e comuni. Almeno ad alcune di quelle (sono parecchie migliaia in totale ....)
  33. Roberto Rispondi
    Senza bisogno di inutili commissioni o pseudo esperti, in questo articolo sono spiegati in modo chiaro i costi della politica in Italia ed il metodo più efficiente per tagliarli. C'è solamente da applicare quanto scritto dal Dott. Perotti, al quale rinnovo i complimenti per il lavoro svolto. Mi fa piacere che ieri al confronto Renzi abbia preso ad esempio proprio questo articolo, adesso dalle parole ai fatti.
  34. Paolo Griseri Rispondi
    Ringrazio l'autore per il metodo che ha utilizzato: ad un'analisi precisa dei costi degli organi elettivi nel nostro paese ha fatto seguire la definizione dei punti sui quali intervenire. E dimostrando che una seria politica di contenimento dei costi è del tutto compatibile con il funzionamento degli organi stessi. Resta tuttavia il nodo assai difficile da sciogliere nel fatto che le decisioni sul contenimento della spesa dovrebbero essere prese dalle stesse persone che in seguito a tali decisioni si vedrebbero decurtare le indennità, o peggio, vedrebbero svanire la possibilità di permanenza nell'ambito dell'organo elettivo.