MERCOLEDì 19 AGOSTO 2026

Lavoce.info

FISCO SEMPLICE? GIAMMAI!

Anche quest’anno non mi sono arreso
e con orgoglio e un po’ di presunzione,
lasciate le mie cose, il tempo ho speso
a elaborar qualche dichiarazione;

ché andar da un CAF o da un commercialista
non si convien se si ha l’armamentario
di chi in azienda ha fatto il fiscalista,
forte di laurea in diritto tributario.

Cosa direi agli amici ed ai parenti
se abbandonassi il campo di battaglia?
"Sei vecchio ormai" direbber quei serpenti
"per stare al passo col fisco canaglia".

Come un guerrier che fiero impugna un brando,
il TUIR in mano e l’occhio alle istruzioni,
ho combattuto il mostro duellando
con percentuali, acconti, detrazioni,

codici, spese ed agevolazioni,
un algoritmo degno di alte menti,
procedimenti per compensazioni,
addizionali e simili accidenti.

Sforzo supremo è stato l’affrontare
la cedolare secca sugli affitti.
Basta la Legge? No, la Circolare
occorre attender per cascar da ritti.

E che profluvio di provvedimenti
e testi e guide ed interpretazioni,
quante opinioni, caveat, commenti
di scalzabubbole e professoroni!

Vinta la pugna, stanco e affaticato,
qual penitente con addosso un saio,
levando gli occhi al cielo ho sospirato:
"Dimmi, perché tutto ‘sto gorillaio?"

Ed una voce m’ha trafitto il cuore:
"O vecchio grullo, perché ti lamenti?
Non eri tu che al pien del tuo fulgore
di ciò campavi assieme a tante genti?

E ora che vuoi? La semplificazione?
Che sappia far da sé il contribuente?
Di Adamo Smith sei la reincarnazione?
Questo desir togli dalla tua mente

e lascia tutto se sei ancora a tempo,
ché si profila un mondo più infernale
quando tra poco scenderà sul campo
un nuovo mostro: il Fisco federale".

Andrea Ponziani

Doloroso rientro dal debito

Dalla imperial Brusselle,
per noi tristi novelle,
ossia, pur senza la ripresa,
dovrem troncar la spesa

e il debito pregresso
ridurlo ad un di presso
di molti assai miliardi:
bando a esitar e ritardi!

Dicon che stavolta
sarà la pelle estorta
al medio cittadino,
ridotto a pane e vino.

Per regger la manovra
dovrà il Pil star sovra
ad un livello tale,
per il nostral stivale,

che pur in Cina e India,
ov’è stretta la cinghia,
mai non s’è raggiunto.
Si cresca al doppio punto!!

Ecco qui il problema
per l’italo sistema:
non basta sia enunciato,
come sarà affrontato?

La spesa andrà smezzata,
la produttività doppiata,
sian tutti  più efficienti,
pure gli Stato dipendenti .

Mio caro, popolo italiano,
dal ligure al campano,
amici e pure voi nemici,
siam pronti ai sacrifici?!

Mi piacerà ascoltare,
quel che da dire e fare
avranno tutti quanti quelli,
che fanno i bravi e i belli.

Bersani, vuol rientrare!?
O è meglio rimandare?
Ragassi, mica siamo matti,
Silvio chiappali tu i ratti!

A MILANO SI VOTA SULL’AMBIENTE

In concomitanza con la consultazione nazionale, i milanesi sono chiamati a pronunciarsi anche su cinque referendum cittadini. Il più rilevante di questi è sicuramente quello sul dibattutissimo Ecopass, ma ve n’è un altro, altrettanto cruciale, che riguarda direttamente l’inquinamento e la qualità dell’ambiente. Si tratta della riduzione delle emissioni del principale gas clima-alterante, l’anidride carbonica.

RIFORMIAMO IL REFERENDUM

Sembra quasi paradossale che alcune forze politiche invitino gli elettori a non votare sui quesiti referendari. Ma è un effetto del modo in cui la legge sul referendum è disegnata. Basterebbe adottare il sistema tedesco per eliminare l’anomalia italiana. Vincerebbe sempre l’opzione desiderata dalla maggioranza degli aventi diritto al voto. E avremmo un dibattito e un’informazione più ricchi oltre a una partecipazione ampia dei cittadini al processo decisionale: tutti sintomi di vitalità di una democrazia.

TUTTA COLPA DEL QUORUM

Non accorpare i referendum alle elezioni amministrative ci è costato circa 70 milioni. Non proprio pochissimo in tempo di risorse scarse. Ma al governo è sembrato conveniente evitare l’effetto di trascinamento delle amministrative e sperare così di far fallire i quesiti per mancanza di quorum. Le conseguenze sono negative non solo sul piano finanziario, ma anche su quello della maturità democratica del paese. La soluzione è abbassare il quorum, collegandolo al tasso di partecipazione alle ultime elezioni politiche.

SANTORO E DINTORNI

Prima, gli interventi di Berlusconi nei telegiornali al di fuori di ogni par condicio, poi l’addio di Santoro alla Rai. Il problema è sempre lo stesso: il controllo della politica sulla televisione pubblica. Mentre l’anomalia italiana resta quella di un mercato televisivo dove due gruppi controllano l’80 per cento della audience e dove un presidente del Consiglio controlla quasi interamente entrambi. Per affrontarla occorre andare a incidere sulla proprietà e sui meccanismi di governance. E nel mondo digitale occorre anche riflettere sulla funzione di servizio pubblico.

AL NUCLEARE MANCA IL CONSENSO

Con il referendum del 12-13 giugno, sarà sottoposta al giudizio degli elettori la strategia del governo per il ritorno al nucleare. Nell’attesa di sapere quale sarà l’esito della consultazione, proviamo a ripercorrere un percorso partito in sordina, costellato di ritardi e stoppato in extremis. Tutto senza che siano identificabili sforzi per comprendere i rischi percepiti dalla popolazione e, di conseguenza, per creare consenso intorno al progetto. Consenso, peraltro, necessario per realizzare il deposito nazionale per le scorie, eredità del nucleare pre-Chernobyl.

LA POVERTÀ IN ITALIA: UN PROBLEMA DEL SUD

Il rapporto annuale dell’Istat descrive un’Italia in cui coesistono regioni del Nord con livelli di benessere o inclusione sociale analoghi a quelli della Svezia e regioni del Sud con rischi di povertà o esclusione prossimi a quelli della Romania. Le politiche sociali dei comuni non riescono peraltro a contrastare i divari, anche perché il Nord continua a destinare per la lotta alla povertà molto di più del Sud. E intanto il governo riduce i fondi per le politiche sociali, nonostante gli impegni presi con l’Europa.

QUELLE REGIONI ANCORA PIÙ SPECIALI

La riforma del federalismo fiscale avrebbe potuto essere l’occasione per intervenire sull’ordinamento finanziario delle Regioni a statuto speciale, eliminando alcuni privilegi ormai anacronistici, per accettare la sfida di una maggiore trasparenza sui costi e di una spinta verso l’efficienza ed efficacia dei servizi pubblici. Invece, l’attuazione della riforma allarga ancora il solco con le Regioni a statuto ordinario. E si delinea una segmentazione anche del regime delle singole Regioni autonome, a tutto svantaggio di quelle del Sud.

USCIRE DALL’ATOMO, COME LA GERMANIA

La scelta di uscire irreversibilmente dal nucleare presa dal governo tedesco è una decisione storica, coraggiosa e destinata a influenzare le politiche energetiche degli altri paesi europei e probabilmente di tutte le altre nazioni industriali. È accompagnata da una serie di provvedimenti e investimenti sulle fonti rinnovabili. Che cosa impedisce all’Italia di seguire la stessa strada? Perché non possiamo diventare almeno la seconda “green economy” del mondo sviluppato?

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