MARTEDì 16 GIUGNO 2026

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FIAT-CHRYSLER E ALTRE FUSIONI

Marchionne lancia la Fiat in una nuova avventura, la globalizzazione della struttura manageriale, che precede la prossima fusione con la Chrysler. L’esperienza dell’industria automobilistica suggerisce di dedicare molta attenzione all’integrazione tra diverse culture aziendali, per costruire sinergie a partire dalla diversità senza imporre la visione del più forte. Cosa che non riuscì all’Olivetti 50 anni fa quando ottenne il controllo della Underwood, all’epoca la maggiore acquisizione di una società americana da parte di una multinazionale straniera.

DALLA SCUOLA AL LAVORO, PASSAGGIO DIFFICILE

La durata della transizione scuola-lavoro varia da paese a paese. Un confronto sul rapporto fra tasso di disoccupazione dei giovani e degli adulti mostra che i risultati migliori si registrano nei paesi anglosassoni, che hanno il mercato del lavoro più flessibile. Al loro fianco, Germania e Giappone, dove funziona bene il collegamento fra sistema di istruzione e mondo del lavoro. Con la crisi, però, la disoccupazione giovanile è aumentata ovunque. Ma i paesi ex-socialisti e quelli mediterranei hanno migliorato le loro posizioni.

LA CORTE TEDESCA CHIUDE AGLI EUROBOND

Non sono costituzionalista, ma mi permetterò comunque di dissentire su un punto chiave: la mia lettura è che la Corte di Karlsruhe ritiene che gli eurobond (nell’accezione di Tremonti/Bruegel) non siano compatibili con i principi democratici. Basta leggere bene i due paragrafi riportati qui sotto:

“3 a) Il Bundestag tedesco non può trasmettere la sua responsabilità di bilancio mediante deleghe fiscali indeterminate ad altri attori. In particolare, non ha la facoltà, senza un’approvazione costitutiva, neanche attraverso una legge, di consegnarsi a meccanismi che possono portare ad aggravamenti non trasparenti del bilancio pubblico, a causa del proprio statuto o dell’effetto congiunto di misure singole.
b) Non possono essere stipulati meccanismi duraturi internazionali che riguardino il trasferimento di responsabilità di decisioni sovrane di altri stati, soprattutto se sono collegate a conseguenze difficilmente quantificabili. Ogni aiuto solidale con carattere di spesa di grande entità sia a livello internazionale che comunitario deve essere approvato singolarmente dal Bundestag”.

[3 a) Der Deutsche Bundestag darf seine Budgetverantwortung nicht durch unbestimmte haushaltspolitische Ermächtigungen auf andere Akteure übertragen. Insbesondere darf er sich, auch durch Gesetz, keinen finanzwirksamen Mechanismen ausliefern, die – sei es aufgrund ihrer Gesamtkonzeption, sei es aufgrund einer Gesamtwürdigung der Einzelmaßnahmen – zu nicht überschaubaren haushaltsbedeutsamen Belastungen ohne vorherige konstitutive Zustimmung führen können.
b) Es dürfen keine dauerhaften völkervertragsrechtlichen Mechanismen begründet werden, die auf eine Haftungsübernahme für Willensentscheidungen anderer Staaten hinauslaufen, vor allem wenn sie mit schwer kalkulierbaren Folgewirkungen verbunden sind. Jede ausgabenwirksame solidarische Hilfsmaßnahme des Bundes größeren Umfangs im internationalen oder unionalen Bereich muss vom Bundestag im Einzelnen bewilligt werden.]

Una volta che gli stati membri hanno emesso il 40-60 per cento del loro Pil in eurobond, il destino fiscale della Germania non sarebbe più nelle mani del Bundestag perché la Germania avrebbe dato garanzie per un ammontare molto
superiore al 100 per cento del proprio Pil (per lÂ’Estonia sarebbe ancora peggio…). Un altro aspetto importante della sentenza é che dice esplicitamente che il Smp della Bce non solleva problemi giuridici.
Insomma, questa sentenza cementa lo status quo, chiude la strada per gli eurobond.

LA RISPOSTA DI PASQUINO AL COMMENTO DI GROS

Naturalmente si tratta di una questione complessa che richiede competenze economiche che non ho.
Di eurobond esistono varie specie, e la sentenza non si pronuncia su di essi. È compito degli economisti illuminarci sulla loro natura. Il dibattito politico-costituzionale non è certo chiuso né lo sarà; ci sono già in Germania interpretazioni discordanti della sentenza a  questo proposito, almeno fra i giuristi. Io seguo l’opinione di  Schönberger, di Möllers e di qualche alto funzionario del ministero della Giustizia.
Ma Thym, Schorkopf e Ruffert sembrano sostenere la tua posizione. I costituzionalisti sanno peraltro che le sentenze delle Corti costituzionali non sono quasi mai decisioni finali e irreversibili, esse vanno lette in serie e si tratta per
lo più di serie aperte. Non c’è dubbio, per quanto mi riguarda, che a questa sentenza ne seguiranno altre (in particolare circa il “dauerhafte völkervertragsrechtlichen Mechanismen“).
Mi sembra però di poter dire – anche sulla base di informazioni che provengono dall’interno della Corte tedesca – che ci sia un cambiamento di tono nella decisione del Secondo Senato.
Quando Di Fabio sarà fuori dal collegio giudicante, il cambiamento potrebbe accentuarsi. Vedremo.
A me pare che i paragrafi che citi insistano sul fatto che senza un accordo dei rappresentanti eletti (“ohne vorherige konstitutive  Zustimmung“) la Germania non possa far decidere dai paesi del Sud Europa  il proprio destino economico.
Sarebbe abbastanza sorprendente se fosse vero il contrario.
Sarebbe un mondo in cui le cicale decidono del destino delle formiche.
Speriamo vivamente che paesi come l’Italia facciano lo sforzo che devono fare per rimettere ordine in casa propria. Penso che la Germania finirà per aiutare chi si aiuta. Chiedere di più sarebbe impudente.

VIRTÙ FISCALI: PER DECRETO?

Quanto funzionano le regole fiscali imposte dalla legge, come il vincolo del pareggio di bilancio dello Stato inserito nella Costituzione previsto dal disegno di legge approvato dal governo? Varie esperienze internazionali suggeriscono che sono i paesi (gli uomini) virtuosi che si danno delle regole e le applicano; non sono le regole che rendono i paesi (gli uomini) virtuosi.

TIROCINIO PIÙ DIFFICILE

Non c’è solo l’articolo 8 nella manovra finanziaria a occuparsi delle regole nel mercato del lavoro. L’articolo 11 mette forti vincoli all’utilizzo del tirocinio di formazione, che invece è uno strumento utile per attivare un contatto diretto tra lavoratore e azienda. È vero che troppo spesso viene considerato come un sistema di reclutamento a buon mercato. Ma la nuova norma restringe eccessivamente il novero delle persone ammissibili a diventare tirocinanti, con alcune clamorose esclusioni. Per scongiurare gli abusi sarebbe bastato rendere obbligatorio un compenso minimo.

SI FA PRESTO A DIRE INNOVAZIONE *

Il ritardo di crescita e di competitività dell’economia italiana riflette anche un significativo deficit di innovazione. L’Unione Europea fissa al 3 per cento del Pil l’obiettivo al 2020 per la spesa in ricerca e sviluppo, ma nel nostro paese qualsiasi innalzamento di spesa in questo campo, per essere sostenibile e duraturo, dovrà essere graduale e tenere conto delle caratteristiche strutturali del sistema produttivo.

LA STAMPA USA? MODERATA E CENTRISTA

La posizione ideologica dei media può avere effetti importanti e di lungo periodo sugli equilibri politici e sulle politiche, perché è da lì che i cittadini ottengono informazioni. Un recente articolo sostiene che i media americani si collocano più a sinistra dell’elettore medio americano. Una conclusione non corretta secondo un’analisi che confronta direttamente elettori e giornali. Ma cosa succede se i cittadini sono convinti di dover neutralizzare una distorsione dei media che non esiste?

LA CORTE TEDESCA SALVA L’EURO. PER ORA

La Corte costituzionale tedesca si è pronunciata a favore della partecipazione della Germania ai piani di salvataggio europei. Non è il plenum del parlamento a decidere su queste materie, ma la commissione bilancio. E non esclude nemmeno strumenti come gli Eurobond. Ma in dicembre il dibattito su misure più stabili di difesa della moneta unica ridarà la parola al parlamento tedesco. La Corte sarà probabilmente chiamata a intervenire di nuovo in un dibattito dal quale dipende il cammino ormai faticoso dell’Unione Europea.

LA RISPOSTA AI COMMENTI

Ringrazio per i commenti, che evidenziano la complessità del tema.
Per quanto riguarda la pubblicazione di dati relativi alle dichiarazioni fiscali, a quanto mi risulta essa è effettuata solo per alcuni elementi e con limitazioni di accesso e temporali in Finlandia e in Norvegia.
Più frequente invece la pubblicazione di dati relativi agli evasori scoperti che hanno nascosto importi di reddito rilevanti., intesa a mettere in evidenza l’efficacia dell’azione di contrasto. In questo senso dovrebbe procedere in particolare la Grecia, nell’ambito delle misure anti-crisi (1); il ministro delle finanze ha annunciato che a breve, con modalità concordate con l’autorità per la privacy, saranno messe sul web liste di grandi evasori scoperti (imprese e individui).
In un quadro generale in cui molti paesi tendono a salvaguardare la privacy, emergono comunque varie eccezioni. Come notato nei commenti, in alcuni casi la pubblicazione dei dati fiscali, insieme ad altri elementi, viene richiesta per rendere più trasparente la posizione degli amministratori pubblici, e facilitare le valutazioni dei cittadini. Di particolare interesse al di fuori delle problematiche strettamente tributarie è poi anche l’accesso ai dati fiscali delle imprese, dove pure si possono invocare ragioni di trasparenza in relazione ad esempio alla quotazione in borsa e all’esercizio dei diritti degli azionisti.

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