LUNEDì 15 GIUGNO 2026

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PERCHÉ LA GRECIA È UNICA

La Grecia è davvero unica: per la lenta crescita pre-euro, per l’accelerazione drogata prima della crisi e per l’entità del declino post-crisi. Un’uscita dall’euro porterà nel migliore dei casi al ritorno alla crescita precedente al 1997. Se invece il paese intraprende le riforme a lungo rinviate potrà sperare in una vera modernizzazione dell’economia. A patto che l’Europa riconosca che, oltre al taglio dei salari, occorre anche migliorare le infrastrutture materiali e umane con il contributo fondamentale di aiuti europei e di una cancellazione parziale del debito.

IL NEPOTISMO AL CONTRARIO

In un paese schierato contro i giovani non si esita ad accusare di nepotismo i figli anziché i padri. E più bravi sono i figli, più pesanti sono le accuse. Nei giorni scorsi abbiamo assistito a una vera e propria gogna mediatica contro Silvia Deaglio, professore associato di medicina all’Università di Torino. Avrebbe fatto una carriera brillantissima solo grazie ai suoi genitori, Elsa Fornero (da due mesi Ministro del Welfare) e Mario Deaglio (Professore di Economia). Nepotismo significa che genitori inetti impongono alla collettività figli inetti. Ognuno è libero di farsi unÂ’opinione dei genitori. Sono entrambe persone conosciute. Molto meno conosciuta è la figlia, la vera vittima di questa persecuzione. Opera in un campo diverso dei suoi genitori, le scienze mediche. Lavora nello stesso ateneo di questi, lÂ’università di Torino. Ma questo di per sé non significa nepotismo: qualunque facoltà di medicina italiana dovrebbe infatti fare di tutto per avere Silvia Deaglio nel proprio corpo docente.
Guardiamo a due misure dell’impatto della sua ricerca: l’indice h (misura il numero di lavori pesandoli per il numero di citazioni ricevute)  e il numero totale di citazioni. Come si vede dai grafici qui sotto, in tutte e due queste misure, Silvia Deaglio è nella parte alta della distribuzione delle persone della sua età che hanno un posto nelle facoltà di medicina in Italia, quattro volte al di sopra della media. E’, in altre parole, un’eccellenza. Vogliamo fare una proposta: chi l’accusa di portare via il posto ad altri più meritevoli, non si nasconda dietro agli pseudonimi così frequenti sul web. Si dichiari, nome, cognome e disciplina e ci dia così modo di misurare l’impatto anche delle sue ricerche.

LA RISPOSTA AI COMMENTI

Sul ruolo dei patronati e dei medici di famiglia: entrambi erogano servizi fondamentali per conto dell’amministrazione e vanno sottolineati l’importanza e il valore di questi soggetti in funzione di tutela dei diritti. Ciononostante, in ragione della loro prossimità all’utenza che si “affaccia” alla procedura dell’invalidità e del ruolo specifico che rivestono nella fase iniziale (i patronati in realtà nell’intera procedura) c’è da chiedersi se la regolamentazione dei loro ruoli presenti incentivi/disincentivi nel conformare i rispettivi comportamenti. L’ipotesi che presento è che la regolamentazione e il finanziamento attuale spinga verso un surplus di domande.

Per fare questo ho utilizzato i numeri offerti da INPS, che attualmente consentono di analizzare esclusivamente il rapporto tra domande e benefici economici. Ha ragione Pancaldi a sottolineare che esistono anche benefici in kind connessi al riconoscimento dell’invalidità, ma in relazione a questi non è possibile disporre di dati che consentano una integrazione dell’analisi (mentre sarebbe molto utile disporne, non ne dubito).

Devo invece ribattere l’intervento firmato da luis che parla di affari torbidi. Si tratta di un giudizio e di una terminologia che non può essere utilizzata. L’attività dei patronati è regolarmente monitorata dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali in base allo stesso regolamento citato in nota nell’articolo e il loro finanziamento (complessivo) non ammonta certamente a miliardi. Nel 2011 l’aliquota del finanziamento è stata ridotta per un taglio totale di circa 87 milioni, mentre nell’anno precedente il finanziamento complessivo ammonta a circa 400 milioni.

Tornando ai dati, certamente sarebbe interessante poter disporre di informazioni più dettagliate sull’attività dei patronati e, a maggior ragione, di informazioni qualitativamente più complete sulle domande di prestazioni presentate all’INPS, sugli esiti degli accertamenti (tutti, non solo quelli che danno diritto ad un assegno) e sull’erogazione della stessa. Occorrerebbe, in altri termini, un passo nella direzione dell’open data. Il dibattito sul punto si allarga anche in Italia ma rimane troppa strada da compiere, come dimostra anche questo caso in discussione.

FIAT: ALLEATO CERCASI

Il mercato dell’auto in Europa continua a registrare risultati negativi e le prospettive per il 2012 non sono rosee. Per Fiat è prioritario riacquistare competitività nel Vecchio Continente che rappresenta ancora più del 27 per cento delle sue vendite, addirittura il 52 per cento se si esclude l’apporto di Chrysler. Alla casa torinese serve un partner le permetta di superare la soglia dei 6 milioni di veicoli prodotti. Psa e Suzuki sembrano corrispondere all’identikit dell’alleato ottimale. Con gli asiatici in vantaggio perché sui francesi pesano difficoltà di ordine politico.

QUEL DOPPIO TURNO CHE MIGLIORA LA VITA *

In tempo di governo dei tecnici, i partiti tornano a discutere di riforma del sistema elettorale, spesso mescolando considerazioni sulla bontà di ciascuna particolare formula con calcoli di convenienza. Un’analisi svolta di recente sui comuni italiani mostra però che il sistema a doppio turno comporta una serie di vantaggi rispetto al turno unico. Ad esempio, favorisce la partecipazione elettorale, la rappresentatività negli organismi elettivi, la qualità della compagine di governo, la qualità delle politiche poste in atto.

Il salario minimo nella Grecia in crisi

La Grecia ha certamente un problema di competitività. Sindacati e partiti di centrosinistra dovrebbero perciò accettare una riduzione del salario minimo, ma inferiore al 22 per cento richiesto dalla troika. In cambio dovrebbero pretendere da governo e imprenditori l’impegno a introdurre ammortizzatori sociali per le famiglie di disoccupati e lavoratori poveri. Il ripristino della legalità ovunque, senza lavoratori in nero. La riduzione immediata dei prezzi da parte delle imprese. E un aumento graduale del salario minimo nel futuro prossimo, man mano che l’economia cresce.

L’ANDAMENTO DELLO SPREAD ITALIA-SPAGNA

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IL GHIACCIO, L’AUTOCRATE E ALTRI DESTINI

Il freddo affligge tutta Europa. Ma in Italia le preoccupazioni sono maggiori a causa della scarsa disponibilità di gas naturale. Per ragioni di politica interna, la Russia ha infatti ridotto le esportazioni. Un guaio per il nostro paese, cronicamente dipendente dall’estero per gli idrocarburi e che utilizza il gas per produrre i due terzi della propria energia elettrica. Torniamo così a parlare dei rigassificatori, spesso con troppa superficialità. Invece servirebbe una Conferenza nazionale sull’energia, per affrontare i diversi temi senza la pressione dell’emergenza.

TASSARE IL CIBO SPAZZATURA?

Il ministro della Salute ha allo studio una tassa sul cibo spazzatura. Misure di questo tipo riducono il consumo di bibite zuccherate, anche se gli effetti sui rischi di sovrappeso e obesità sono difficili da quantificare. Funzionano meglio se accompagnate da una pluralità di interventi da realizzare in primo luogo nelle scuole e con il coinvolgimento dei genitori. Il rischio è che la eventuale tassa sia utilizzata più per fare cassa che per promuovere comportamenti alimentari sani. E le strutture sanitarie dovrebbero dare il buon esempio.

LA DOMANDA PER L’AGENDA DIGITALE

Il governo ha annunciato una cabina di regia per attuare l’Agenda digitale italiana. È un passo importante, dati i ritardi del nostro paese su banda larga, alfabetizzazione informatica, digitalizzazione dei servizi. Ma un efficace intervento pubblico deve impegnare risorse non solo sul lato dell’offerta, ma anche su quello della domanda, assicurando il coordinamento tra le due politiche. Sono misure efficaci tanto nel promuovere l’accesso alle reti esistenti quanto nel facilitare la migrazione degli utenti verso le reti di nuova generazione.

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