MERCOLEDì 19 AGOSTO 2026

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Oltre le sanatorie

Il governo Monti ha il merito di aver fatto scomparire il tema dell’immigrazione dall’agenda politica e ha così contribuito alla normalizzazione della presenza degli immigrati in Italia. Anche il varo della ennesima sanatoria sembra non aver suscitato troppi contrasti. L’obiettivo è ancora una volta quello di far emergere uno zoccolo di lavoro sommerso, che distorce l’economia, produce concorrenza sleale ed evade gli obblighi fiscali e contributivi. Tuttavia, esistono alternative possibili alle regolarizzazioni di massa, che sono sempre una sconfessione della legalità.

Il mutuo? si stima con Google

Attraverso l’attività di ricerca dei suoi utenti, Google raccoglie una enorme mole di informazioni. Per alcuni si tratta di un attentato alla privacy dei cittadini, ma questi dati costituiscono anche un’importante fonte di informazioni che può trovare le più disparate applicazioni, compreso l’ambito finanziario. Per esempio, in Italia permette di stimare l’evoluzione della domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni. E per i prossimi mesi è previsto un ulteriore rallentamento del mercato.

Ma l’Onu non parla di pianificazione familiare

Tra i temi in discussione all’Earth Summit Rio +20, promosso dall’Onu, figurava anche la salute riproduttiva e la pianificazione familiare, ma nel documento finale non compare alcun riferimento esplicito alla contraccezione come strumento per tutelare la salute riproduttiva. Vaticano e paesi islamici sembrano concordare su questo punto. Tuttavia, pianificazione familiare e infezioni sessualmente trasmissibili restano problemi aperti, sia a livello globale che nazionale.

La geopolitica olimpica

I giochi olimpici sono più di una semplice aggregazione di competizioni sportive in diverse discipline concentrate in due settimane. E il medagliere riesce a dire qualcosa sulle tendenze geopolitiche del prossimo futuro. A partire dal crollo del blocco sovietico alla rinascita del dragone. Francia e Italia si difendono, mentre la Gran Bretagna si è avvantaggiata in questa edizione del fattore casa. Tra i Brics si nota l’inconsistenza dell’India. Il binomio cino-americano sembra destinato a primeggiare. È ancora presto per parlare di epoca multipolare?

Il Punto

Terzo trimestre di fila di forte calo del Pil e mercato del lavoro che continua a peggiorare. Come mostra il grafico, siamo tornati al punto più basso della Grande recessione. Un’ulteriore accelerazione del consolidamento fiscale imposta dalla Germania sarebbe esiziale. Per questo l’Italia deve evitare il commissariamento prefigurato dalla Bce. Invece ci vorrebbe maggiore coordinamento della politica fiscale a livello europeo con un’autorità in grado di dialogare con la Bce.
Rating di legalità per le imprese che vogliono lavorare per le amministrazioni pubbliche. Dando loro una corsia preferenziale che incentivi i comportamenti virtuosi. Ora lo ha istituito la legge. Rimangono però molti dubbi d’interpretazione delle norme.
Mentre Fondazione Mps è costretta al cambio di governance, le fondazioni bancarie rischiano di cessare di svolgere un ruolo di sostegno al terzo settore proprio nel momento in cui ci sarebbe maggior bisogno. In un nuovo Dossier abbiamo raccolto gli interventi sul tema pubblicati su lavoce.info e su altri giornali.
Cresce il business del calcio a livello internazionale, ma non in Italia. Le nostre grandi società dovrebbero puntare sulle attività produttive (stadio, sponsorship, merchandising, diritti tv) e invece mostrano un’attenzione smodata per le operazioni di mercato dei calciatori per ridurre un folle monte ingaggi. Puntano a minimizzare i costi e non ad aumentare i ricavi come sarebbe possibile.

I dolori del calcio italiano

Secondo uno studio di Deloitte, il calcio internazionale non sembra risentire particolarmente della crisi economica. Si tratta di un’industria che produce 4,4 miliardi di euro l’anno, con ricavi in crescita. Si conferma lo strapotere di Spagna, Inghilterra e Germania, mentre le squadre italiane appaiono in declino. Perché si affidano a una concezione del calcio padronale e antiquata. Tanto che i loro ricavi derivano principalmente dalla vendita dei diritti tv, mentre per lo più snobbano gli accordi commerciali. La questione dello stadio di proprietà.

Il cuore del problema: l’unione fiscale

Perché è tanto importante l’unione fiscale europea? Perché autorità monetaria e politica devono cooperare, soprattutto (ma non solo) nei momenti di crisi. Nell’Eurozona, però, ci sono una banca centrale e 17 stati membri ed è pressoché impossibile mettere tutti d’accordo. Così la Bce rimanda gli interventi “non convenzionali” all’Efsf. Con un effetto paradossale: i paesi non vogliono ricorrere al Fondo perché temono un effetto reputazionale negativo. E un aggravarsi dello spread dei tassi del loro debito.

Come attribuire il rating di legalità

Il “rating di legalità”, previsto dal recente decreto liberalizzazioni, dovrebbe servire a selezionare le imprese virtuose in base allo status giudiziario dei responsabili delle società, ai certificati antimafia, alla rete delle forniture. In modo da aprire loro una corsia preferenziale nell’acquisizione degli incarichi da parte delle amministrazioni pubbliche. Rimangono però poco chiari alcuni aspetti della normativa. E c’è il rischio che il “bollino blu” della legalità non si riveli davvero conveniente per le aziende.

Italia 2012: la gelata di ferragosto

Un Ferragosto di gelo è calato sull’economia italiana. La recessione non diminuisce di intensità e la produzione industriale continua a perdere terreno. Per tre ragioni: peggioramento dello scenario internazionale, crisi dell’euro e aggiustamento fiscale incompleto. La probabilità che la recessione 2012 sia peggiore di quella del 1993 è cresciuta rispetto a qualche mese fa.

Pil, al punto più basso

Anonimo.1344416491

Il Pil (destagionalizzato, senza effetti di calendario e al netto dell’inflazione) è sceso dello 0,7 per cento nel secondo trimestre 2012 rispetto al trimestre precedente. E’ la quarta diminuzione trimestrale consecutiva, e la terza dello stesso ordine di grandezza in termini percentuali. E’ un segno che la recessione, iniziata nel terzo trimestre 2011, continua purtroppo a mordere con identica intensità. Rispetto al secondo trimestre 2011 (l’ultimo trimestre di crescita positiva), il Pil del secondo trimestre 2012 è diminuito del 2,5 per cento.

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