VENERDì 27 MARZO 2026

Lavoce.info

Il bivio del sistema sanitario

Finora la spesa sanitaria è stata governata soprattutto attraverso le leve monetarie e a livello centrale. Oggi si tratta di agire anche sulle variabili reali di produzione e consumo, a livello locale. Regioni e Asl hanno due possibilità: scaricare sul governo le responsabilità della manovra ed erogare, con i costi attuali, meno servizi. Oppure possono aumentare la produttività, tagliare gli sprechi e garantire la stessa quantità di prestazioni di oggi anche con meno risorse.

La ricapitalizzazione delle imprese fa bene alle banche

Nel 2013 entra in vigore Basilea 3 che inasprisce i requisiti patrimoniali delle banche. Potrebbe così diminuire ulteriormente l’erogazione di credito alle Pmi. Invece di cercare soluzioni ad hoc, si potrebbe favorire una maggiore capitalizzazione delle aziende. Le simulazioni mostrano che un aumento del 20 per cento per tre anni dei conferimenti di capitale da parte dei soci avvierebbe un circolo virtuoso. Per le imprese scenderebbe l’indebitamento e la loro maggiore stabilità comporterebbe un risparmio per le banche in termini di patrimonio di vigilanza fino a 10 miliardi.

Draghi: la resa dei conti con la Bundesbank è iniziata?

Mario Draghi dichiara che la soluzione del problema degli spread tra i debiti sovrani della zona euro “rientra nel mandato della Bce, nella misura in cui il livello di questi premi di rischio impedisce la giusta trasmissione delle decisioni di politica monetaria”; e ancora: “all’interno del proprio mandato, la Bce è pronta a fare qualunque cosa per preservare l’euro”.

Il Punto

Lo scudo salva-stati di fatto non esiste più e la Spagna in recessione assomiglia pericolosamente alla Grecia. Deve intervenire la Bce mentre i paesi che beneficeranno del suo aiuto devono continuare il rientro del debito e impegnarsi a cessioni di sovranità. Devono permettere, d’ora in poi, il fallimento di un singolo stato europeo senza che crolli l’Eurozona. Vediamo come.
La Consob ha imposto il divieto di vendite allo scoperto, aggravando l’errore del 2008-2009 e del 2011 quando vennero imposti obblighi di comunicazione su questri contatti. Una perseveranza (aggravata) che lascia sbalorditi.
Superare la spesa storica delle amministrazioni pubbliche riducendola con tagli selettivi anziché lineari: questo è lo scopo della spending review. Nell’azione di Governo alcune misure rispettano questo approccio, altre no.
Con un utilizzo sconsiderato delle risorse, la Regione Sicilia è finita in una crisi di liquiditàche può diventare cronica. È scritto anche nel bilancio (criticato severamente dalla Corte dei Conti) che, nonostante l’opacità, mostra per il 2012 un peggioramento. I politici dell’isola continuano a fare un pessimo uso dell’autonomia. Bisognerebbe sequestrargli il libretto degli assegni per un po’ di tempo.
Ibrahimovic e Thiago Silva dal Milan al Paris Saint-Germain con entrate fiscali straordinarie per la Francia, pagate dal Qatar. Per ridurre le enormi perdite delle società di calcio, la Uefa ha imposto una sorta di fiscal compact. Ma sembra destinato ad essere applicato solo da chi vuole trovare scuse per disimpegnarsi dal calcio.

Vendite allo scoperto: perserverare diabolicum

Ieri la Consob ha reintrodotto il divieto delle vendite allo scoperto sui titoli del settore finanziario e assicurativo per la settimana in corso. Il divieto riguarda sia le vendite allo scoperto assistite dal prestito dei titoli (“covered”) che quelle “nude”,  come già  nell’agosto 2011 – divieto poi parzialmente rimosso nel febbraio 2012. In tal modo, purtroppo la Consob mostra di non apprendere dall’esperienza del passato. L’evidenza empirica sugli effetti dei divieti delle vendite allo scoperto imposti dalle autorità di molti paesi nel 2008 dopo il fallimento di Lehman Brothers mostra che essi danneggiano la liquidità del mercato e non offrono sostegno del mercato (tranne che tutt’al più nel brevissimo periodo), come già abbiamo evidenziato in un intervento pubblicato su questo sito nel 2010 e che riproponiamo. Questa evidenza è stata confermata da studi condotti  sugli effetti dei divieti delle vendite allo scoperto reintrodotti in Austria, Belgio, Grecia, Francia, Italia e Spagna nell’agosto 2011. Ciò non ha però scoraggiato la decisione di ieri da parte della Consob, salvo forse che sotto il profilo della (per ora breve) estensione temporale del divieto. Purtroppo sembra che il divieto delle vendite allo scoperto sia un riflesso condizionato delle autorità di regolamentazione, a prescindere dai suoi effetti. Tuttavia “errare humanum est, perseverare diabolicum”.

L’inferno della democrazia

La Sicilia è lo specchio dell’Italia intera: una politica corrotta e uno Stato che non aiuta i deboli né promuove i talenti, ma favorisce soltanto gli amici dei potenti; una terra di privilegi e monopoli dove sono cresciuti solo debiti e sussidi. Se gli attuali meccanismi di rappresentanza non riescono a dar voce alle generazioni future, c’è da augurarsi che al governo italiano sia tolta la capacità di spesa. Finché gli elettori non prendono coscienza della necessità di avviare il paese sulla strada della concorrenza e della uguaglianza delle opportunità.

Mai più salvataggi

Un pacchetto di salvataggio che impedisca il crollo dell’euro non può prescindere da trasferimenti di solidarietà dai paesi a tripla A verso i paesi con zero A. Ma ciò richiede anche un cambiamento nella divisione dei compiti all’interno dell’Eurozona. Alle autorità sovranazionali devono essere attribuiti tutti quei poteri di controllo che rendono credibile il principio del “mai più salvataggi”. Ovvero, ciò che permette il fallimento di un singolo Stato senza per questo coinvolgere le sorti dell’intera area: dall’unione bancaria all’Iva, dal reddito minimo alla politica sull’immigrazione.

Un inizio di revisione della spesa

Anche se un vero e proprio processo completo di ridefinizione delle aree e dei settori di intervento pubblico avrebbe richiesto tempi molto più lunghi, nella spending review del governo Monti c’è più revisione della spesa di quanto possa sembrare a prima vista. Alcuni spunti sono interessanti, come il superamento dei tagli lineari in diversi ambiti. Suscitano invece qualche perplessità le disposizioni che riguardano la spesa degli enti territoriali. Soprattutto perché non appaiono chiari i criteri per la ripartizione delle riduzioni dei trasferimenti.

La Spagna come la Grecia?

L’accordo raggiunto tra i ministri dell’Eurogruppo venerdì 20 luglio è stato salutato dai mercati finanziari con un tonfo delle borse e un aumento degli spread. La ragione è che il destino della Spagna sta scivolando pericolosamente verso quello della Grecia: aiuti europei insufficienti in cambio di condizioni che rischiano di sprofondare il paese in una recessione sempre peggiore e socialmente insostenibile.

Sicilia, una regione troppo speciale

Negli ultimi giorni si è discusso molto di un possibile commissariamento della Regione siciliana. Ma qual è la situazione reale? Intanto, lo Statuto speciale assegna competenze molto ampie, per il cui esercizio sono previste risorse altrettanto elevate. Ma la gestione che ne è stata fatta nel corso degli anni ha portato alle attuali difficoltà di cassa e pregiudica anche la situazione futura. Se guardiamo i dati relativi al bilancio di competenza della Regione per l’esercizio finanziario 2012 si riscontrano ancora molte opacità e un peggioramento dei conti.

Pagina 898 di 1409

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén