L’economia comportamentale suggerisce che per incentivare un’attività molto rischiosa con elevati tassi di insuccesso, come una start-up, non sono necessari gli incentivi fiscali, quanto meccanismi assicurativi che consentano un atterraggio morbido nella probabile ipotesi che le cose vadano male.
La disciplina sulle start-up innovative e gli incubatori certificati, contenuta nel decreto legge “Sviluppo-bis”, ha un obiettivo essenziale: evitare che siano minate fin dalla nascita dallo squilibrio tra scarsa capitalizzazione e eccessivo ricorso al credito bancario, tanto più se difficoltoso.
Chiunque sia “sovraindebitato” ha ora di fronte a sé due opzioni: offrire il proprio intero patrimonio per la liquidazione, oppure proporre un accordo per il pagamento anche parziale dei debiti. Si tratta di una svolta i cui effetti sull’economia e sulla società potrebbero essere molto rilevanti.
Muoversi sulle strade produce dei costi per la collettività. Pedaggi e tasse sui carburanti bastano per coprirli? Uno studio mostra che si paga troppo poco nelle aree dense e, almeno per le automobili, troppo nelle aree esterne. E i motocicli sono i mezzi con il più basso grado di copertura.

Fonte: nostra elaborazione su dati Istat, aggiornati a novembre 2012.
* Tasso di disoccupazione: valori percentuali, classe di età 15 anni e più, dati destagionalizzati e mensili.
** Tasso di inflazione: indice dei prezzi al consumo, valori percentuali tendenziali, dati mensili.
COSA MISURA
L’indice di malessere è dato dalla somma del tasso di inflazione e del tasso di disoccupazione ed è stato sviluppato dall’economista americano Arthur M. Okun durante la crisi energetica degli anni Settanta, che faceva registrare negli Usa, e non solo, elevati valori per entrambi.
Utilizza come funzione di perdita sociale da minimizzare, con saggio marginale di sostituzione costante, una funzione che ha come argomenti il tasso d’inflazione e il tasso di disoccupazione e che, seppur con alcuni limiti, si presta a un’analisi piuttosto intuitiva della “temperatura” all’interno di un paese. (1)
L’indice è utilizzato anche come termine di paragone tra i diversi Governi americani. Risultati positivi o in media in termini di indice di malessere, si sono avuti con Eisenhower, Johnson e Kennedy, mentre, in negativo, si segnala in particolare l’amministrazione Carter, sotto la quale raggiunse livelli record: oltre sedici punti di media, con punte superiori ai ventuno. Truman invece è stato il presidente che ha visto registrare durante il proprio mandato il calo dell’indice più consistente nella storia americana (-10 punti), l’esatto contrario di Nixon (+9). Barack Obama, infine, che aveva ereditato un indice di 7,8, arrivato nel corso della crisi economica anche oltre i dodici punti, attualmente si trova a gestire un valore non lontano dai dieci. (2)
IL MALESSERE ITALIANO
Nell’Italia degli ultimi quattro anni, l’indice di malessere ha fatto registrare, nella parte finale del 2009, un salto da poco più di otto punti a dieci, principalmente a causa di un balzo del tasso d’inflazione; è poi rimasto sostanzialmente stabile nel 2010. Ma dal gennaio 2011 ha visto un incremento pressoché costante fino alla sua esplosione, nell’autunno dello stesso anno, con sfondamento del muro dei dodici punti proprio a ridosso della caduta del Governo Berlusconi.
In seguito, tuttavia, la situazione non è migliorata. Sotto il Governo Monti, l’indice di malessere ha toccato anche i quattordici punti e non accenna a diminuire, soprattutto a causa del tasso di disoccupazione che sta sperimentando una preoccupante crescita dall’estate 2011.
(1) Uno dei limiti, ad esempio, è il considerare sostanzialmente equivalenti un incremento di un punto percentuale del tasso di disoccupazione o del tasso di inflazione.
(2) Fonte: U.S. Department of Labor.
È praticabile la proposta del leader del Pd Bersani di una patrimoniale sulle grandi ricchezze immobiliari per alleggerire l’Imu sui meno abbienti? Se i valori di riferimento sono quelli del catasto, nella situazione attuale è praticamente un miraggio. Potrebbe avere un senso se i valori catastali venissero ricondotti vicino a quelli di mercato o almeno si utilizzassero i prezzi delle compravendite effettive per valutare le case.
Politici o tecnici? A chi affidarsi per cercare di uscire dalla crisi economica? Meglio tenere disgiunti i due ruoli e farli interagire in forme pubbliche e trasparenti: creando un comitato dei consiglieri economici, certificando i programmi elettorali e controllando la verdicità delle cose dette in campagna elettorale. È l’attività di fact-checking, a cui noi de lavoce.info abbiamo deciso di dedicare -soprattutto in questa campagna elettorale- parte delle nostre energie (eccone un esempio: Berlusconi in tv), come redazione intensificando una tradizione inaugurata sette anni fa con la rubrica “Vero o Falso?” e in collaborazione con Link Tank, il think tank de Linkiesta, e con un gruppo di giovani ricercatori.
Altri commenti alle schede di auto-valutazione del Governo che vanno ad aggiungersi a quelli pubblicati nei giorni scorsi: sulle politiche per le imprese e sulle politiche del lavoro.
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Come migliorare la qualità del processo legislativo e del sistema politico e informativo italiani? Si potrebbe partire dalla certificazione dei programmi elettorali dei partiti e dall’istituzione di un Consiglio di consiglieri economici del premier. Utile anche uno statistitco nelle redazioni.
