Il nuovo anno porta tanti aumenti delle tariffe dei servizi di pubblica utilità. Eppure molte delle imprese che li forniscono sono pubbliche e perlopiù sottoposte al controllo di autorità indipendenti. Una ricerca spiega i motivi per i quali i regolatori sono timidi nel tagliare gli extraprofitti.
Dopo lo scoppio della crisi dei subprime, le autorità di regolamentazione finanziaria si sono concentrate sul tema della liquidità delle banche. Anche il Comitato di Basilea ha cercato di imporre un approccio prudenziale nella scelta delle attività possedute. Ma difficoltà e rischi non mancano.
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Con l’iter della Legge di stabilità 2013 siamo ritornati alla Prima repubblica. Bisognerebbe chiamarla ancora Legge finanziaria perché il Parlamento ha riscritto la proposta del Governo. Soprattutto sul lato delle entrate. Vediamo cosa ne è uscito.
Fact checking di ciò che dicono i nostri politici. Alfano, Bersani, Monti e altri nelle dichiarazioni pubbliche hanno citato dati che spesso non rispondono al vero. Andiamo a scoprirli.
Bene gli incentivi fiscali e alcune semplificazioni amministrative che da pochi giorni cercano di favorire le start-up innovative. Ma non bastano: chi vuole creare nuove imprese trova ostacoli burocratici che sembrano inventati per scoraggiare. Forse la loro rimozione varrebbe più degli sconti sulle tasse. Che diventerebbe apprezzabile così come lo sono le nuove procedure con cui le persone fisiche insolventi (micro-imprenditori e consumatori) hanno modo di evitare fallimento e conseguenze penali.
Dal Parlamento europeo arriva il regolamento per le agenzie di rating. Ha affrontato i loro punti critici: poca tempestività, opacità, rischio di subalternità agli emittenti. Ma le ricette di Strasburgo rischiano di peggiorare i problemi.
Sono molto alti per la società i costi del trasporto stradale, soprattutto nelle aree urbane. Sarebbe opportuno farli gravare in modo legato all’uso che si fa delle strade (come pedaggi per certe aree e in certi orari, differenziati per tipo di veicolo) detassando però i carburanti.
Il Governo si dimentica di permettere il voto per corrispondenza ai giovani all’estero per il programma Erasmus. È un modo per farli contare ancora meno nelle scelte pubbliche. Speriamo che chi si dice dalla parte dei giovani voglia al più presto porvi rimedio.
Mario Monti, Porta a Porta (Rai 1), 14 gennaio:
“Con il Governo Berlusconi le entrate pubbliche sono aumentate, in otto anni, “di 22 miliardi in media annua, con il Governo Prodi, in due anni, di 26 miliardi di media annua, con il mio Governo tecnico di 20 miliardi”
FALSO MA…
Fonte: Per i dati del Governo Monti la fonte è la Nota Tecnico-illustrativa della Legge di stabilità 2013
L’affermazione è discutibile perché l’andamento delle entrate totali è strettamente legato all’andamento dell’economia. Durante le recessioni normalmente le entrate diminuiscono. Sotto il Governo Monti, invece, le entrate sono aumentate del 2,6 per cento a fronte di un calo del pil attorno al 2,3 per cento. Questo ci dice quanto sia stato pesante l’aggiustamento imposto dalle manovre varate a cavallo tra i governi Berlusconi e Monti.
Silvio Berlusconi, Omnibus (La7), 15 gennaio:
“il Pdl ha votato a favore del dimezzamento pubblico ai partiti”
VERO
L’affermazione è vera. Il testo di legge, votato alla Camera il 24 maggio e al Senato il 5 luglio 2012, prevede il tetto massimo di 91 milioni di euro erogabili ai partiti, divisi in due parti da 70% e 30% l’una.
Sia alla Camera che al Senato il disegno di legge ha trovato sostenitori tra i principali partiti del parlamento, PdL, PD e Udc, a cui si aggiunge il compatto sostegno di Fli.
*in collaborazione con Checkmate e Link Tank
Fonti:
Votazione Camera
Votazione Senato
Disegno di Legge alla Camera con commenti
Disegno di Legge al Senato
Gianfranco Fini, Ballarò (Rai 3), 15 gennaio:
“Dal 2000 al 2012 […] le entrate sono aumentate di 228 miliardi di euro […]. Il dramma è che dal 2000 al 2012 la spesa pubblica è aumentata di 278 miliardi di euro”
VERO
Nonostante i dati ufficiali per l’esercizio 2012 non siano ancora disponibili, ci è possibile controllare la veridicità di questa affermazione utilizzando la Nota tecnico-illustrativa allegata alla Legge di Stabilità 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228) (1). Confrontando entrate e spese con le stesse voci ricavate dal Rendiconto Generale dello Stato per l’anno 2000 (2) otteniamo il seguente risultato (dati in miliardi di euro):
Un grafico ci aiuta a capire meglio il motivo di questo aumento: le entrate sono aumentate soprattutto grazie all’imposizione extra-tributaria, mentre la spesa corrente ha guidato le uscite dall’erario pubblico.
Nonostante i numeri forniti dal Presidente uscente della Camera differiscano dalla nostra elaborazione di un 10-15% il messaggio è sostanzialmente confermato: le spese sono aumentate notevolmente più delle entrate, e lo scarto è di circa 40 miliardi di euro.
*in collaborazione con Checkmate e Link Tank
Fonti:
(1) Ragioneria Generale dello Stato – Legge di Stabilità – Anno 2013
(2) Legge 26 ottobre 2001, n. 397 – Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2000:
Nichi Vendola, PiazzaPulita (La7), 14 gennaio:
“In Puglia ho rimosso alcune accise sulla benzina e ho sospeso il pagamento del bollo auto per 5 anni”
FALSO MA…
La Regione Puglia ha previsto l’esenzione del pagamento del bollo per 5 anni a favore di coloro che acquisteranno o convertiranno una vettura a metano o GPL a partire dal primo gennaio 2013. Quindi non è vero che è stato sospeso il bollo per tutte le auto.
L’esenzione è stata approvata con il bilancio di previsione 2013 e bilancio pluriennale 2013-2016 della Regione Puglia, pubblicata nel Bollettino ufficiale regionale n. 189 Supplemento del 31 dicembre 2012, legge regionale 28 dicembre 2012, n. 45. Sempre nella stessa legge all’art. 7 è prevista l’abolizione dell’imposta regionale sulla benzina per autotrazione (IRBA). Entrambe le disposizioni sono dichiarate urgenti ed entrano in vigore il giorno stesso della loro pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.
Silvio Berlusconi, Omnibus (La7), 15 gennaio:
“Il 18% degli italiani non è proprietario di casa”
VERO MA…
Nel 2011, il 72,4 per cento delle famiglie residenti è proprietario dell’abitazione in cui vive (era il 73,6 per cento nel 2010). La famiglie che, al contrario, pagano un canone d’affitto per l’abitazione in cui vivono, rappresentano appena il 18 per cento delle famiglie residenti. Il restante 9,6% sono le famiglie che hanno alloggi in usufrutto o in uso gratuito.
*in collaborazione con Checkmate e Link Tank
Fonte: Annuario Statistico italiano 2012 ISTAT
Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini, Porta a porta (Rai 1), 16 gennaio:
Alfano: “Noi siamo riusciti dal 2008 al 2011 a non aumentare le tasse” – VERO
Casini: “Durante l’ultima legislatura Berlusconi (2008-2011) la pressione fiscale è salita dal 42.7 al 44.8 per cento” – FALSO
Sulla carta ha ragione Alfano, dal 2008 al 2011 la pressione fiscale è rimasta invariata passando dal 42,6 al 42,5% dopo essere però salita al 43% nel 2009. Diverso il caso del precedente Governo Berlusconi in cui la pressione fiscale si era alzata di due punti. Utile rimarcare che una riduzione della pressione fiscale nominale può intervenire anche perché aumenta l’evasione. I giornalisti dovrebbero sempre in questi casi chiedere agli interlocutori: a quali provvedimenti presi dal vostro Governo è attribuibile il calo della pressione fiscale di cui vi vantate?
Pressione fiscale, in percentuale del Pil in Italia

Fonte: Dati Istat
Pierluigi Bersani, Ballarò (Rai 3), 15 gennaio:
“La spesa pubblica, al netto di interessi e pensioni, è bassa”
VERO
Al di là delle considerazioni qualitative sull’affermazione (ricordiamoci l’ormai famoso mantra su twitter per cui anche la carbonara, al netto di uovo e pancetta, è pasta in bianco), Bersani non ha tutti i torti. Al netto di pensioni e interessi sul debito, la spesa pubblica italiana è 32,5% del PIL, la più bassa fra i paesi dell’Unione Europea, mentre la spesa pubblica effettiva è di oltre il 50% del PIL.



