Antonio Ingroia, Lo Spoglio (Sky), 23 gennaio:
“Ogni anno lo stato perde a causa dell’evasione fiscale circa 120 miliardi di Euro, a causa della corruzione 40 miliardi e a causa delle mafie altri 100 miliardi.”
Il regolamento sulla revisione dell’Isee rischia lo stallo. Eppure, l’indicatore è utilizzato da un terzo delle famiglie italiane. E le correzioni e integrazioni apportate lo rendono uno strumento più efficace e certamente più equo. Sarebbe uno spreco se l’iter di approvazione non proseguisse.
L’accordo sul nuovo Isee sembrava cosa fatta, ma la Lombardia lo ha bloccato. Motivo del contendere sono soprattutto la valutazione della ricchezza patrimoniale e le modalità di aiuto alle famiglie numerose. L’indicatore lombardo pone però problemi di equità, oltre che di sostenibilità finanziaria.
Prendersela con l’ex ministro Giulio Tremonti, soprattutto in campagna elettorale, è quasi come sparare a un bue legato all’albero o, per un pescatore subacqueo, a un polpo di notte: impossibile mancarlo. Ne dice tante in questi giorni e molte al limite della sfrontatezza. Ad esempio che l’Italia è in recessione da sei anni e che la recessione è molto dura. Ci ha messo tanto ad ammetterlo, ma finalmente anche lui se ne è accorto dopo mesi e mesi passati a sostenere che la crisi era in America, non in Italia, quando il Pil da noi calava di 6 punti e negli Stati Uniti di 2.
La boutade dell’ultima ora è che non bisogna tassare la casa perché è incostituzionale dato che la Costituzione tutela il risparmio. Ovviamente se è così, è anche incostituzionale tassare i Bot, i Btp, i conti correnti, i rendimenti azionari e così via – ovvero il risparmio finanziario. Non è risparmio anch’esso? Non va ugualmente tutelato? E perché allora Tremonti stesso, nelle vesti di ministro dell’Economia, istituì l’imposta di bollo sui depositi titoli nella manovra del luglio 2011? Dimenticanza costituzionale per il troppo caldo? Ma, proseguendo il ragionamento, poiché il risparmio altro non è che il reddito meno il consumo, se è incostituzionale tassare il risparmio, sarà anche incostituzionale tassare la sua definizione. Quindi anche le tasse sul reddito (e anche quelle sul consumo?) sono incostituzionali. Rimane solo la tassa sulla spazzatura, ma quella va agli enti locali. E così abbiamo garantito il pareggio di bilancio: zero tasse, zero spese. Potevamo “risparmiarci” di aggiungere un articolo in Costituzione, bastava interpretare bene l’articolo 47.
Una ennesima riforma mancata da questo governo. Il varo del nuovo Isee, lo strumento che serve a selezionare chi ha più bisogno di assistenza sociale, rischia di essere vanificato per l’opposizione della Regione Lombardia e dal timore del presidente del Consiglio di scontentare le gerarchie ecclesiastiche. Vediamo cosa prevedeva la bozza di decreto arrivata fino in Consiglio dei ministri, ma poi clamorosamente esclusa dall’ordine del giorno. E le iniquità della proposta della Regione Lombardia.
Tra le boutades in libertà dei politici brilla quella dell’ex ministro Tremonti: tassare la casa è incostituzionale perché va contro la tutela del risparmio. A questa stregua sarebbero incostituzionali tutti i prelievi sulle rendite finanziarie e sui redditi che alimentano il risparmio. Di questo passo si arriva a zero tasse! E zero spesa pubblica.
Quanti voti porta a Berlusconi la promessa shock della restituzione e abolizione dell’Imu? Per abbozzare una previsione, abbiamo analizzato l’impatto dell’analogo annuncio nel 2006 sulla cancellazione dell’Ici. Il guadagno di Forza Italia, all’epoca, potrebbe essere stato più limitato di quanto si creda.
Proseguiamo l’esame -tema per tema- dei programmi elettorali delle principali liste. Cosa dicono sulla politica energetica e la sostenibilità ambientale? Poco, molto poco.
La Cina si appresta a privatizzare le proprie banche per favorire non più soltanto il settore pubblico ma anche le piccole imprese private. Forse potremo imparare qualcosa anche noi che abbiamo lasciato la privatizzazione a metà.
Oggi è l’abolizione dell’Imu, ma nel 2006 Berlusconi aveva già lanciato un’altra “proposta shock”, la cancellazione dell’Ici. Servì ad aumentare il consenso per Forza Italia? L’analisi dell’andamento delle intenzioni di voto sembra mostrare un effetto più limitato di quanto comunemente si pensi.
Politica energetica e sostenibilità ambientale sono temi strategici per il futuro. Nei programmi elettorali si trovano tanti auspici, ma poche descrizioni della maniera in cui si vogliono perseguire gli obiettivi. Soprattutto mancano indicazioni sulla copertura finanziaria degli interventi.
La prossima tappa del processo di riforma in Cina dovrebbe essere la liberalizzazione delle banche. Per venire incontro alle esigenze di piccole imprese e famiglie, che finora con i lori risparmi hanno sussidiato la grande industria pubblica e gli enti locali. Ma resta ancora molto da fare.
Conti alla mano, la promessa shock di Berlusconi di restituire e cancellare l’Imu sulla prima casa e abolire l’Irap arriverebbe a costarci 60 miliardi in più di tasse sul lavoro, la proroga del blocco dei salari nel pubblico impiego, la mancata riforma degli ammortizzatori sociali e la rinuncia agli investimenti. Perché le coperture proposte (fine del finanziamento ai partiti e accordo con la Svizzera) sono risibili e dubbie. Davvero uno shock: mortale; o -meglio- tombale come il condono che incoraggia all’evasione in massa. Lavoce.info ha cominciato a pubblicare commenti e analisi sull’Imu fin dall’apparire di questa tassa, a fine 2011, nel confronto politico. Abbiamo raccolto gli articoli in un nuovo Dossier.
“Dimezzare il Parlamento” sembra una parola d’ordine condivisa da tutti in campagna elettorale. Però la vera anomalia sono gli stipendi d’oro dei parlamentari. Lì c’è da tagliare.
Cosa promettono i programmi elettorali delle principali liste sulle politiche per la crescita delle imprese? Non tutti ne parlano e comunque in termini generici. Nei prossimi giorni esamineremo altri temi nelle piattaforme programmatiche.
Battaglia a colpi di numeri sullo spread Btp-Bund tra Monti, Brunetta e Berlusconi. Un altro fact checking per capire chi li dice veri e chi falsi.
In piena recessione si espande la microeconomia criminale: usura, furti in abitazioni, furti con destrezza, scippi. La crisi non solo induce a delinquere di più, ma rafforza anche la domanda di beni rubati.
Il Parlamento deve rappresentare i diversi interessi e punti di vista che esistono nella cittadinanza. Per poterlo fare in modo adeguato non può essere troppo piccolo. E perciò dimezzare il numero dei parlamentari italiani sarebbe eccessivo. Per ridurre le spese, meglio tagliare i loro stipendi.