GIOVEDì 11 GIUGNO 2026

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Bad bank, un bell’esempio

In Spagna è stata costituita una società apposita per raccogliere i crediti in stato di insolvenza delle banche che hanno ricevuto sussidi pubblici. L’esperienza potrebbe essere molto utile anche da noi, per rompere il circolo vizioso che lega sofferenze e politiche sui nuovi finanziamenti.

Un controllo inutile per comuni e province

La Corte dei conti è chiamata a un controllo semestrale sull’andamento delle gestioni di comuni e province. Per l’ennesima volta, produrrà solo carte e burocrazia. Perché manca quello che sarebbe necessario: i controlli preventivi sugli atti, svolti da organi esterni e totalmente indipendenti.

Il Punto

Mentre i crediti in sofferenza delle banche italiane continuano a crescere, si è invece invertita la tendenza in Spagna. Dove è stata istituita una bad bank che raccoglie le posizioni incagliate, rompendo il circolo vizioso tra sofferenze ed erogazioni in calo che creano nuove sofferenze. Ecco come funziona.
Dopo la Svizzera, anche l’Unione Europea sta per mettere un freno alle super-retribuzioni dei banchieri. Ma la regolamentazione di bonus e stock option da sola non basta: ci vogliono insieme una precisa definizione degli obiettivi che fruttano i premi e soprattutto una migliore corporate governance da parte degli azionisti.
Sconfitta in Italia e vittoriosa in Lombardia, la Lega continua a prospettare l’accorpamento delle tre maggiori regioni del Nord in una macroregione. L’alternativa credibile e costituzionalmente praticabile alla secessione dai governatori del Nord può essere la rivendicazione di maggiore autonomia su una serie di materie. Vediamo come.
È una creazione di carte e burocrazia l’iter di controllo di comuni e province. Lo svolge la Corte dei conti, sottoponendo agli amministratori locali questionari tanto complessi quanto inutili. Bene sarebbe, invece, se a un soggetto indipendente fossero affidate verifiche preventive a campione. Anche sugli effetti della spesa.
Cresce in misura inaspettata la quantità di energia elettrica prodotta in Italia da fonti rinnovabili. Come mostra il grafico, con un andamento mensile molto variabile.
Tito Bianchi e Paolo Severati rispondono ai commenti su “Uno spazio per la valutazione in Italia

La freccia del Sud

“Veloce come Mennea”. Per chi è cresciuto negli anni ’70 in Italia non ci poteva essere complimento più grande, se si parlava di rapidità. Il termine di paragone assoluto. Pietro Mennea, morto ieri a 60 anni, era il Bolt di quegli anni. Record del mondo sui 200 metri nel 1979 a Città del Messico con un tempo, 19’’72, che avrebbe resistito per quasi 20 anni. Medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca l’anno dopo, sempre sui 200 metri. Mennea era però diversissimo da Bolt. Un fisico “normale”, del tutto sprovvisto degli enormi muscoli che hanno i velocisti di oggi.

Rinnovabili e crescita

La crescita di energia prodotta con fonti rinnovabili, tanto rapida quanto non prevista, sta generando tanto clamore, specie tra gli addetti ai lavori. Le rinnovabili infatti sono accusate di guadagnare spazio a discapito delle altre fonti.
sileo cusumano
Il grafico mostra la produzione mensile espressa in GWh di energia da idroelettrico, da fotovoltaico più eolico e la quota di produzione delle fonti rinnovabili (idroelettrica, geotermoelettrica, fotovoltaica ed eolica) sul totale della produzione mensile (linea arancione).
Almeno tre sono le considerazioni che si possono fare:
–          La quota mensile di produzione da rinnovabili sul totale segue strettamente l’andamento della produzione di energia idroelettrica, cosa che si verificata anche in passato. Questa relazione sembra rafforzarsi a partire dal gennaio 2012.
–          La produzione mensile di idroelettrico appare più variabile nella sua dinamica, rispetto alla somma della produzione di eolico e fotovoltaico. Ai fini di gestione della rete è più importante la variabilità “quotidiana”, e la programmabilità della produzione. La produzione di di idroelettrico appare più variabile rispetto alla somma di eolico e fotovoltaico in quanto ad energia totale prodotta. Ai fini della gestione in tempo reale della rete è però più importante la variabilità oraria nonchè la programmabilità della produzione.
–          Nei primi due mesi del 2013 si assiste all’emergere di un andamento divergente tra quota di produzione rinnovabile sul totale (in crescita) e della produzione complessiva di rinnovabili (stabile/in diminuzione). La diminuzione della domanda e la conseguente contrazione della produzione termoelettrica sono state più marcate della diminuzione della produzione rinnovabile (che beneficia dell’obbligo di ritiro).
Le polemiche sulle rinnovabili da parte dei produttori di energia da fonti tradizionali non potranno quindi che rafforzarsi, tuttavia il problema vero è l’assenza di domanda di energia elettrica che, come sappiamo, dipende anche dalla crescita economica.

La risposta ai commenti

Ringraziamo i lettori per i commenti arrivati al nostro articolo. Per esigenze redazionali di seguito rispondiamo solo ad alcuni dei vari spunti interessanti.

Il Punto

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